Pure dopo aver saputo “di essere sottoposto a indagine ed essendo perfettamente conscio dell’illegittimità del suo comportamento”, avrebbe cercato “di inquinare le prove” arrivando a chiedere ad alcuni studenti di “mentire ai magistrati”. Lo evidenzia il gip Elio Sparacino nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti domiciliari un insegnante di italiano di 48 anni della prestigiosa scuola militare Teulié di Milano, accusato di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti ai danni, a vario titolo, di almeno sette studenti, dall’ottobre del 2024 in avanti.
Una condotta, quella dell’insegnante, stigmatizzata dall’Esercito italiano, che in un comunicato “condanna fermamente ogni forma di abuso, prevaricazione o comportamento contrario e incompatibile con i propri valori e con la propria missione istituzionale”. L’inchiesta, condotta dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria e coordinata dalle pm Letizia Mannella, responsabile del pool di contrasto ai reati sessuali, e Alessia Menegazzo, è scaturita dalle dichiarazioni rese lo scorso marzo da uno degli allievi “ai suoi superiori” e così è scattata la denuncia. Dalle 24 pagine del provvedimento del giudice, come sintetizzato dal procuratore Marcello Viola, viene a galla “un quadro di costanti pressioni svolte dall’insegnante”, il quale abusando della “posizione educativa ricoperta”, e in particolare del ruolo “di componente interno della Commissione al prossimo esame di maturità”, e della condizione “di assoggettamento psichico degli studenti, sottoposti a un regime di sopraffazione, vessazione, umiliazione e manipolazione, costringeva i giovani allievi a subire abusi sessuali”.
E pure “a condividere particolari della vita intima”. Il docente, viene chiarito nell’ordinanza, “non è un militare” ma fa parte del corpo insegnanti, tutti “civili”, dell’istituto fondato nel 1802 all’epoca di Napoleone Bonaparte. Tra le numerose condotte contestate c’è anche il fatto che gli studenti – alunni liceali a cavallo della maggiore età, che frequentano la nota scuola nella prospettiva di una carriera militare – erano “costretti” a subire molestie pesanti e abusi, perché altrimenti il 48enne li avrebbe “ostacolati”, così gli diceva, “nell’esame e nel conseguimento della maturità” di quest’anno. Uno di loro ha raccontato a verbale, ad esempio, di aver “percepito” una “richiesta” del docente come “una velata minaccia” e il fatto che poteva “venire meno il suo sostegno scolastico”. E ancora: “Io non vado molto bene a scuola – ha riferito il ragazzo – e quindi potrei rischiare la bocciatura”. Un altro, sulla stessa linea, ha spiegato che il prof avrebbe potuto “assumere un atteggiamento ostile”, se non sottostava “abitualmente” ai suoi desideri illeciti, che lui chiamava “propostine”. Il tutto accompagnato da “pressioni psicologiche” – tanto che ad alcuni diceva pure che erano stati colpiti “dal malocchio” – e “richiami mortificanti”. L’insegnante, si legge ancora negli atti, dava pure soldi ai ragazzi, dai 100 ai 300 euro, e li giustificava come “regali”, ma chiedeva in alcuni casi anche di inviargli “fotografie erotiche”.
Su Telegram scriveva: “mi mandi una fotina?”. In cambio ad un ragazzo, stando a un verbale, avrebbe alzato il voto al compito, che meritava altrimenti un “4, 4 e mezzo”. Un alunno ha raccontato di essere rimasto “pietrificato” durante un abuso e le altre testimonianze, in pratica, ripercorrono sempre lo stesso “schema”. Due studentesse hanno messo a verbale che, “pur non avendo mai assistito direttamente” alle violenze “nei confronti dei compagni maschi”, sapevano dei “netti favoritismi” nei confronti di alcuni allievi. Il giudice mette in rilievo, una ad una, le “condotte sessualmente violente e manipolatorie nei confronti di un significativo numero di studenti”. E oggi le pm Mannella e Menegazzo, coi carabinieri, hanno ascoltato una serie di persone, tra cui altri docenti della Teulié, anche perché l’elenco delle vittime è destinato ad allungarsi. Tra l’altro, dopo le dichiarazioni del ragazzo, che hanno fatto esplodere il caso, gli inquirenti avevano disposto intercettazioni, “interrotte” quando il 48enne ha mostrato di essere a conoscenza dell’inchiesta “grazie a non meglio precisati ‘informatori'”, su cui si sta indagando.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA






