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IL PUNTO
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Svizzera per l’avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo provvisorio per porre fine alla guerra in Iran. Prima di partire, affermando di poter restare solo uno o due giorni, Vance si è augurato che ci siano progressi sul dossier del nucleare e sulla tregua in Libano. Ieri Teheran ha annunciato di aver richiuso la navigazione di Hormuz dopo la violazione del memorandum Iran-Usa da parte dell’esercito israeliano con una serie di raid nella regione di Nabatieh, nel Libano del sud, che ha provocato decine di morti. Ai colloqui l’Iran sarà rappresentato dal capo negoziatore Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Araghchi. Smotrich: ‘Resteremo per anni in Libano’
07:05
Media, Vance arrivato in Svizzera per i colloqui con l’Iran
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Svizzera per l’avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo provvisorio per porre fine alla guerra in Iran. Lo riporta l’Ap.
“Dobbiamo continuare” a gestire la situazione fra Israele e Libano, ha detto il vicepresidente JD Vance prima di partire. Affermando che può stare solo uno o due giorni, secondo quanto riportato dai media americani, Vance si è augurato che ci siano progressi sul dossier del nucleare e sulla tregua in Libano. “Queste sono le due cose su cui penso siamo concentrati. Sono sicuro che gli iraniani avranno dei temi su cui vogliono parlare”, ha messo in evidenza.
Secondo quanto riferito dal portavoce, scrivono i media internazionali, l’aereo con a bordo Vance e la moglie è atterrato presso la base aerea di Emmen, vicino a Lucerna, nella Svizzera centrale. ll nuovo ciclo di negoziati dovrebbe iniziare nel corso della giornata. La delegazione iraniana, composta dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è arrivata nella tarda serata di ieri.
Ai colloqui, insieme ai funzionari statunitensi e iraniani, saranno presenti anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate del Paese, il feldmaresciallo Asim Munir. Il Pakistan ha svolto il ruolo di mediatore durante la guerra e ha ospitato un precedente ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran.
“Il Pakistan continuerà a sostenere l’attuazione degli accordi tra Teheran e Washington”, ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato stampa prima dell’inizio dei colloqui. Vance spera di compiere progressi “sulla questione nucleare” e sul “cessate il fuoco in Libano”.
“La situazione sta effettivamente migliorando e le tensioni si stanno un po’ attenuando. Sarà qualcosa che dovremo gestire costantemente per garantire che Israele e il Libano siano entrambi al sicuro. Questo è fondamentalmente l’obiettivo, rendere l’intera regione sicura”, ha affermato il vicepresidente Usa parlando con la stampa prima di imbarcarsi.
06:11
Smotrich: ‘Resteremo per anni nelle zone che controlliamo in Libano’
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all’interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita in tal senso da parte degli Stati Uniti. In un’intervista al quotidiano degli ultra ortodossi ‘Makor Rishon’ pubblicata nel fine settimana, secondo quanto riporta ‘The Times of Israel’ Smotrich aggiunge che, a suo avviso, una richiesta del genere da parte degli Stati Uniti non arriverà, perché “capiscono quali sono le nostre linee rosse”. Alla domanda se l’esercito rimarrà in Libano per anni, il ministro di estrema destra risponde: “Sì, e lo dico in qualità di persona che sta attualmente conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio”. Alla domanda se Israele debba istituire avamposti militari e intere basi nella zona di sicurezza, Smotrich risponde: “Assolutamente sì. Rimarremo lì finché Hezbollah non si disarmerà, e penso anche oltre, perché abbiamo bisogno di confini difendibili”. “Finché Hezbollah non si disarmerà, non ci sposteremo di un millimetro. Questa – conclude Smotrich – è la posizione del primo ministro e del ministro della Difesa, e anche la mia, e siamo determinati a mantenerla”.
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Delegazione iraniana arrivata in Svizzera per colloqui con Usa
Una delegazione iraniana è atterrata in Svizzera in vista dei colloqui che si terranno presso il resort di Burgenstock sull’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato da Berna. “Diamo il benvenuto alla delegazione iraniana in Svizzera”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri svizzero su X, aggiungendo che i colloqui rientrano nell’ambito dell’attuazione del memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti. Anche l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha confermato l’arrivo della delegazione di Teheran in Svizzera in vista dei colloqui
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