Uccise il figlio per difendere la moglie, condannato a 11 anni

    2

    È stato condannato per avere ucciso il figlio, ma gli hanno riconosciuto l’attenuante della provocazione. L’attenuante è l’ira di quel figlio, che si era scagliato contro i genitori in casa. Dovrà scontare quindi undici anni di reclusione e non i 22 chiesti dalla Procura. Edoardo Borghini, 64 anni, il 19 gennaio del 2025 aveva sparato al figlio Nicolò, 34 anni, temendo per l’incolumità della propria moglie.

    L’omicidio avvenne una domenica sera a Ornavasso (Verbano-Cusio-Ossola) e la condanna è stata pronunciata oggi in corte d’Assise di Novara. La vittima, rientrata ubriaca dopo un pomeriggio in tre bar della zona (gli esami sul cadavere hanno evidenziato un tasso alcolemico di circa 2,5 grammi per litro) aggredì i genitori. In particolare la madre, prendendo la donna per il collo, sbattendole la testa contro un muro e mordendole un braccio, tentando anche di avventarsi sul papà. Motivo scatenante, da quanto emerso dalle indagini, fu l’avere trovato chiuso il portone del garage. Il padre sparò due colpi nel corridoio dell’abitazione mentre era vicinissimo al figlio, che morì sul colpo. Si consegnò poi ai carabinieri. “Era fuori di sé, forsennato. Ho pensato che dovevo fermarlo io” aveva detto in aula Edoardo Borghini nelle scorse udienze per spiegare l’istinto di imbracciare il fucile, regolarmente detenuto. Nel corso del processo erano emersi anche precedenti episodi di violenza da parte di quel figlio, testimoniati anche da alcuni famigliari, e pretese di denaro nei confronti dei genitori.

    La moglie dell’imputato, che aveva scelto di non costituirsi parte civile, aveva invece ridimensionato l’aggressività del figlio e oggi è uscita dall’aula, dove c’erano una quindicina di parenti, prima della sentenza. La corte d’Assise, presieduta dal giudice Gianfranco Pezone con a latere Giovanni Celani e sei giudici popolari, oggi ha inoltre ordinato la confisca del fucile e delle cartucce di Borghini e la distruzione degli abiti della vittima. Le motivazioni saranno depositate in quindici giorni. Borghini farà appello, intanto resta ai domiciliari da un parente, dopo i quattro giorni in carcere nell’immediato del delitto. “Sono convinto – sostiene il difensore Gabriele Pipicelli – che ci siano gli spazi per poter riformare questa sentenza in meglio. Il mio assistito è stato ammesso anche alla giustizia riparativa, quindi ci sarà questo percorso che potrà essere valorizzato in corte d’Assise d’appello a Torino. Per Borghini – ha sottolineato – la condanna non è il carcere, è aver ucciso il proprio figlio”.

    Riproduzione riservata © Copyright ANSA