Cade un’altra testa nel governo di Donald Trump ed è, ancora un volta, quella di una donna. Dopo la segretaria agli interni Kristi Noem e l’attorney general Pam Bondi sotto la scure del presidente americano è finita la sua ministra del lavoro Lori Chavez-DeRemer.
Dopo settimane di speculazioni sulle sorti della segretaria, finita al centro di una serie di scandali, è arrivato l’annuncio ufficiale della Casa Bianca. Chavez-DeRemer “lascerà l’amministrazione per assumere un incarico nel settore privato”, ha scritto in un post il capo della comunicazione Steve Cheung sottolineando che la ministra “ha svolto un lavoro fenomenale, tutelando i lavoratori americani”.
I guai per la 58enne sono cominciati a inizio mese con una serie di indagini interne per “comportamenti inappropriati” tra i quali una presunta relazione extraconiugale con un membro del team della sicurezza. Chavez-De Remer è stata accusata di aver creato un ambiente di lavoro tossico, di aver utilizzato fondi pubblici per viaggi personali e di aver consumato alcolici in ufficio. Non solo, il marito Shawn DeRemer è stato bandito dalla sede del dipartimento del lavoro a causa di accuse di molestie sessuali e il padre è sospettato di aver inviato messaggi sconci ad alcune impiegate. L’abitudine di Trump ai mini-rimpasti è nota e il suo primo mandato è stato caratterizzato da un andirivieni di alti funzionari licenziati, dimissionari o trasferiti a nuovi incarichi. Dopo un anno di relativa tranquillità, con le uscite di Noem e Bondi sembra che anche la sua seconda volta alla Casa Bianca si avvii ad essere movimentata. E c’è chi sostiene che il tycoon punti a creare un governo di soli uomini tanto che si sottolinea come due personaggi altamente criticati, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il direttore dell’Fbi Kash Patel, siano saldamente al loro posto nonostante gli scandali.
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