Gli Stati Uniti stanno seriamente considerando il ritiro dalla Nato. Donald Trump dà voce alla sua rabbia e al suo “disgusto” contro l’Alleanza Atlantica e minaccia un clamoroso addio che ridisegnerebbe la cooperazione militare che ha garantito la sicurezza del Vecchio Continente per 80 anni. Irritato da quella che percepisce come una mancanza di sostegno alla guerra in Iran, il tycoon con il Telegraph ha definito la Nato una “tigre di carta”: “E anche il presidente Putin lo sa”, ha aggiunto, in quella che appare come una chiara stoccata con riferimento all’Ucraina, il Paese aggredito da Mosca che l’Europa da sola avrebbe difficoltà a difendere. Mentre il Financial Times riporta come l’inquilino della Casa Bianca arrivò a minacciare lo stop delle armi a Kiev se gli alleati europei non si fossero uniti alla “coalizione dei volenterosi” per riaprire lo Stretto di Hormuz.
L’ennesimo attacco da Washington arriva al termine di settimane di critiche verso l’alleanza: da quando è iniziata la guerra in Iran, il tycoon quasi quotidianamente ha bacchettato i partner europei, prendendo di mira soprattutto il Regno Unito, con il quale gli Stati Uniti sono legati da una “relazione speciale” sempre più in crisi. Pur essendosi in qualche modo abituati ai toni e alle dichiarazioni e alle provocazioni di Trump, le parole del commander-in-chief rappresentano comunque l’ennesima doccia fredda per gli alleati europei. La Nato è l’alleanza militare “più efficace al mondo”, ha replicato il premier britannico Keir Starmer difendendola a spada tratta. “In termini di sicurezza e difesa, ovviamente siamo impegnati a mantenere un forte legame transatlantico, che rimane cruciale per la nostra sicurezza. Insieme siamo più forti, e in questo l’Alleanza è fondamentale”, gli ha fatto eco un portavoce della Commissione Ue. “E’ importante mantenere la calma. Non esiste una Nato senza gli Stati Uniti, ma non esistono nemmeno Stati Uniti forti senza alleati. Senza di noi”, ha osservato dal canto suo il vice premier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz, con Varsavia in prima linea in Europa nel fronteggiare la minaccia russa. Nel quartier generale della Nato, a Bruxelles, si predica “calma” e si ricorda – hanno riferito fonti informate – come Trump non è nuovo a “provocazioni” e, in un certo senso, l’alleanza ha sviluppato in questi ultimi mesi una sorta di tolleranza nei suoi confronti. Per Mark Rutte il ventilato minacciato addio americano è una nuova sfida da affrontare con estrema prudenza. Lui finora è riuscito a divincolarsi e ad entrare nelle grazie di Trump, pur facendo – secondo indiscrezioni – “irritare” alcune capitali europee con il suo sostegno alla guerra in Iran. Non è la prima volta che il commander-in-chief usa toni denigratori e minacce di ritiro dallo Nato.
Lo aveva fatto durante il suo primo mandato e ha ripreso a farlo da quando è tornato alla Casa Bianca. Alla fine però ha sempre fatto marcia indietro, confermandosi ‘Taco Trump’ (Trump always chickens out), il soprannome che si è guadagnato nel secondo mandato per la sua fama di tirarsi sempre indietro. Ma i toni da “bullismo diplomatico” – così come li ha definiti il New York Times – e la recente veemenza nel bel mezzo della guerra in Iran fanno sospettare che stavolta il presidente faccia sul serio. Dopo aver attaccato gli alleati definendoli “codardi” e invitandoli a prendere il coraggio a quattro mani e andare loro stessi allo Stretto di Hormuz “a prendersi il petrolio da soli”, il presidente ha alzato ulteriormente i toni. Agli americani intende parlare chiaramente del suo “disgusto” per la Nato nel corso del discorso alla nazione, il primo dall’inizio della guerra in Iran. Contro l’alleanza Trump può contare sul suo segretario di stato. Gli Usa dovranno “riesaminare” la loro relazione con la Nato una volta terminata la guerra contro Teheran, ha tuonato Marco Rubio. Nel 2024, quando era senatore, Rubio aveva sponsorizzato un progetto poi divenuto legge per vietare al presidente americano di procedere unilateralmente al ritiro della Nato. Ora, nelle sue nuove vesti, il segretario di Stato sta sollevando dubbi sull’alleanza. Secondo i maligni lo fa per non irritare il presidente, sicuro che Trump non abbia i numeri – gli servono i due terzi del Senato o un atto del Congresso – per dire addio all’alleanza. Pur avendo la maggioranza, il partito repubblicano è un sostenitore della Nato ed è convinto che il Congresso debba avere un ruolo centrale negli affari esteri. Un tentativo unilaterale di Trump di scaricare la NAto, dunque, potrebbe essere anche per i conservatori una linea rossa da non oltrepassare.
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