Trump licenzia Kristi Noem, l’annuncio in un post sul suo social Truth

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    Donald Trump scarica Kristi Noem, la ‘Ice Barbie’ della Homeland Security: il primo ministro del governo del Presidente a perdere il posto nel secondo mandato di Trump alla Casa Bianca è stata licenziata via Thruth e sostituita dal senatore dell’Oklahoma, Markwayne Mullin, un cherokee esperto di arti marziali e anche lui un falco sulla questione migratoria.

    Il siluramento arriva mentre i fondi per il Department of Homeland Security restano in sospeso. Il cambio della guardia avverrà alla fine del mese, mentre sabato, a Doral in Florida, Trump annuncerà il nuovo incarico in tono minore della Noem: inviata speciale per The Shield of the Americas, una nuova iniziativa di sicurezza nell’Emisfero Occidentale.

    Una ‘dura’ alla selvaggio West famosa per aver ucciso con un colpo di pistola il cane Cricket perché difficile da addestrare per la caccia, Kristi si era fatta male da sola questa settimana durante una serie di audizioni al Congresso. Messa alla graticola per il giro di vite dei federali a Minneapolis in cui due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti, sono stati uccisi da agenti federali, aveva ribadito le accuse che le due vittime erano “terroristi interni”.

    Ma a Trump ha dato particolarmente fastidio quanto è poi emerso sulla gestione dei fondi del ministero e sul rapporto ravvicinato della ministra con il consulente del ministero Corey Lewandoski, l’ex stratega del 2016, di cui si è mormorata una storia con la ‘Barbie dell’Ice’.

    Sotto giuramento Kristi aveva detto poi al senatore repubblicano John Kennedy che Trump in persona aveva dato luce verde a una campagna da 220 milioni di dollari per promuovere il suo profilo con un film che la riprende a cavallo, vestita da ‘cowgirl’, davanti al Mount Rushmore. Trump, che apparentemente non ne sapeva nulla, l’ha smentita.

    Cinquantaquattro anni ben portati forse anche con l’assist dei maghi della plastica, Noem si era fatta notare durante il primo mandato di Trump portando, in piena campagna elettorale per la rielezione, l’allora capo della Casa Bianca per il 4 luglio proprio a Mount Rushmore: uno show propagandistico coi fiocchi con tanto sorvolo dell’Air Force One e fuochi di artificio sotto la montagna dei presidenti.

    Kristi, che da governatrice durante il Covid aveva minimizzato l’emergenza – niente lockdown e niente obbligo di indossare le mascherine nonostante il South Dakota fosse uno degli Stati Usa più colpiti – era stata menzionata allora come possibile candidata alla vice-presidenza, forte anche di una promessa mai confermata: far scolpire la faccia di Donald accanto a quelle di George Washington, Tomas Jefferson Abraham Lincoln e Teddy Roosevelt.

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