E’ durato circa 40 minuti il discorso di Donald Trump sui 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza. Al termine, le bande congiunte delle forze armate Usa hanno eseguito l’inno nazionale a cui il tycoon, avendo accanto la first lady, ha assistito offrendo il saluto militare. Subito dopo è iniziato lo show degli grandi spettacoli pirotecnici: i cieli di Washington si sono riempiti di 850.000 singoli fuochi d’artificio, un numero record per dar vita a uno spettacolo di 40 minuti, senza precedenti, per celebrare nel migliore dei modi i 250 anni dell’America.
“Siamo un solo popolo, una sola famiglia con una sola bandiera e, come ci insegna la nostra Dichiarazione di Indipendenza, siamo tutti creati a immagine di un unico Dio Onnipotente”. Trump ha detto che “non c’è modo di scoraggiarci”, ringraziando quanti erano rimasti dopo che il maltempo che ha ritardato l’evento sul National Mall. “Si stimava la presenza di 375.000 persone prima che tutti dovessero allontanarsi. E ora ci sono 150.000 persone. È una cosa incredibile, mai vista prima!”, ha aggiunto. “Per 250 anni, gli Stati Uniti d’America sono stati la speranza, la promessa, la luce e la gloria tra tutte le nazioni del mondo e, con l’aiuto di Dio, possiamo continuare a esserlo o addirittura migliorare. Qui, sul nostro National Mall, celebriamo il trionfo della libertà sulla tirannia, la vittoria della libertà sull’oppressione e il successo duraturo dello spirito americano, dal 4 luglio 1776 al 4 luglio 2026. Stasera, il nostro Paese è più forte, più libero, più ricco, più sicuro e più orgoglioso che mai”, ha proseguito tra gli applausi.
“Non vogliamo i comunisti, non ne abbiamo bisogno e l’America non diventerà mai un Paese comunista”, ha detto il presidente Usa nel suo discorso. “Nei quasi sei anni della mia presidenza, ho difeso con estrema fermezza il Secondo Emendamento”, che garantisce ai cittadini il diritto di possedere e portare armi. “Non l’hanno toccato affatto. Non è stato facile, ma lo abbiamo protetto e continueremo a farlo con forza e cautela. Nel corso delle generazioni, gli americani hanno combattuto, versato sangue e dato la vita non solo per garantire” i diritti della Costituzione, “ma per estenderli a cittadini di ogni razza, religione, colore e credo, perché siamo un unico popolo, un’unica famiglia. Lo avete dimostrato stasera, uniti sotto un’unica bandiera”. La Dichiarazione d’Indipendenza “ci insegna che siamo tutti creati a immagine di un unico Dio Onnipotente”, una cosa “che un comunista non direbbe mai, questo è certo”, ha aggiunto Trump, strappando prima una risata e poi un applauso del pubblico.
Il presidente americano Donald Trump ha parlato a lungo della potenza militare Usa, ripetendo che le forze armate iraniane sono state “annientate” durante la guerra di quest’anno. “L’America è una nazione di vincenti e oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo”, ha detto parlando dal palco sul National Mall, esortando il Congresso ad approvare la legge che impone l’identificazione degli elettori e limiti il ricorso al voto per corrispondenza, nota come “Save America Act”, attualmente bloccata al Campidoglio. “Non ci sarà il voto per corrispondenza”, ha previsto Trump, salvo alcune eccezioni legate a malattia o disabilità. Nel corso del discorso, il tycoon ha evocato gli eroi americani, da Davy Crockett ai fratelli Wright, fino ai Marines che combatterono a Iwo Jima, presentando sul palco l’equipaggio della navicella spaziale Artemis II: “Andremo sulla Luna e da lì proseguiremo verso Marte”. “La bandiera a stelle e strisce ha già relegato falce e martello nell’oblio in passato, e lo farà di nuovo se necessario”, ha detto Trump, collegando la Guerra Fredda all’attualità: ha sostenuto che il comunismo ha mostrato “il suo volto orribile proprio qui in America”, aggiungendo: “È come un cancro: bisogna estirparlo, e bisogna farlo in fretta”. Trump ha invitato sul palco i veterani per rendere omaggio a bandiere storiche. Una bandiera sventolò durante il D-Day, ha raccontato; un’altra, ha aggiunto, fu drappeggiata sulla bara di Abraham Lincoln.
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