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Trump boccia la proposta iraniana, Teheran valuta la risposta Usa

Gli Stati Uniti e l’Iran non chiudono i canali negoziali. Ma le posizioni restano distanti, apparentemente divergenti, con una raffica di dichiarazioni e minacce che ancora una volta non lasciano prevedere l’esito finale. E continuano a non escludere la possibilità di nuovi venti di guerra. Gli Stati Uniti, che hanno ricevuto nelle scorse ore una nuova proposta in 14 punti dal Paese degli ayatollah, hanno inviato la loro risposta, ha fatto sapere Teheran annunciando che “è all’esame”.

Ma le parole di Donald Trump non aprono a grandi svolte: “Una proposta inaccettabile”, ha tuonato il commander-in-chief che in giornata è tornato a non escludere un attacco definendolo “possibile”. Un botta e risposta serrato, in una dinamica ormai trasformatasi in un braccio di ferro con gli iraniani che sono passati al contrattacco, almeno dialettico: “Trump deve scegliere tra un’operazione impossibile e un cattivo accordo con la Repubblica Islamica”, hanno detto in segno di sfida.

L’annuncio del portavoce del ministero degli esteri della Repubblica Islamica Esmail Baghaei, è arrivato al termine di una nuova giornata di tensione e minacce: “La risposta americana è arrivata, la stiamo esaminando”, ha annunciato riferendosi alla nuova offerta iraniana, articolata in 14 punti, che esclude – ha chiarito Baghaei – impegni sul dossier nucleare. “Il nostro piano è concentrato esclusivamente sulla fine della guerra” e non include neanche lo “sminamento” dello Stretto di Hormuz.

E, secondo quanto riportato da Axios, proponeva un mese di tempo per un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco americano e delle ostilità in Iran e in Libano. Fra le richieste di Teheran – ha riportato l’iraniana Tasnim – anche la richiesta di garanzie che non ci sarebbero stati ulteriori attacchi, il ritiro delle forze americane dai paesi limitrofi all’Iran, la rimozione delle sanzioni e risarcimenti, oltre allo sblocco dei fondi congelati.

“L’ho studiata, per me è inaccettabile”, ha tuonato Trump commentando il piano iraniano e definendo una “possibilità” quella di un nuovo attacco. L’accelerazione nella vendita di armi americane agli alleati in Medio Oriente e la convocazione da parte del premier israeliano Benjamin Netanyahu del gabinetto di sicurezza in vista di una possibile interruzione della tregua in Iran e Gaza sembrano indicare che l’opzione militare resta la pistola sul tavolo.

Nessuna indicazione, al momento, sui contenuti della possibile controproposta americana inviata agli iraniani, tramite il Pakistan che continua a tentare il ruolo di mediazione. Pur volendo chiudere la partita della guerra in tempi stretti, il commander-in-chief vuole affrontare e chiudere subito il nodo del nucleare in modo da archiviare una volta per tutte il dossier con la sua “incursione” in Iran. Una possibile ripresa dei combattimenti presenta molti rischi per Trump, soprattutto politici.

Ma il tycoon sembra intenzionato a non lasciare alcuna strada intentata: l’Iran “non ha ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per quanto fatto negli ultimi 47 anni”, ha tuonato dalla Florida, dove ha trascorso il fine settimana fra cene, golf e aggiornamenti sulla situazione in Medio Oriente.

Mentre le trattative proseguono a distanza, gli Stati Uniti non mollano la morsa sull’economia iraniana. Il blocco americano dello Stretto di Hormuz “resta in vigore”, ha detto Kevin Hassett, il consigliere economico del presidente. Il passaggio è al centro dello scontro fra Washington e Teheran ed è valso a Trump un nuovo soprannome: dopo Taco ora è anche Nacho, ‘Not a chance Hormuz opens’.

“Li stiamo soffocando” ed è possibile che siano costretti a “iniziare a chiudere i pozzi di petrolio dalla prossima settimana” visto che le loro capacità di stoccaggio si stanno “rapidamente” esaurendo, ha spiegato il segretario al Tesoro Scott Bessent mostrandosi convinto che la pressione economica e finanziaria farà capitolare i leader del Paese. “Non sono in grado di pagare i soldati – ha aggiunto -. Quello in atto è un blocco economico”. Ma Teheran mostra di voler resistere.    

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