Tredici arresti dei carabinieri a Roma per traffico di droga, porto abusivo di armi, ricettazione, tentato omicidio e lesioni. Tra loro Raffaele Pernasetti, ritenuto storico esponente della Banda della Magliana, che torna in carcere. Per gli investigatori, grazie alla sua vicinanza con alcuni autorevoli componenti del clan Senese e di una cosca di ‘ndrangheta avrebbe favorito l’attività di approvvigionamento della droga che veniva poi smerciata nelle piazze di spaccio del Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella di Roma. E’ anche accusato di aver picchiato e minacciato con una pistola alla testa un meccanico per un debito di droga.
I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma stanno eseguendo l’ordinanza, emessa dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura, che dispone la custodia cautelare nei confronti delle 13 persone. Per gli inquirenti Pernasetti, grazie un antico rapporto con il vertice del clan Senese risalente ai primi anni ’80, una volta tornato in libertà, avrebbe ottenuto il benestare dal clan di origini napoletane a operare nei quartieri romani di Trastevere e Testaccio, con propaggini anche alla Magliana e al Trullo.
Secondo chi indaga, privilegiato luogo di incontri con ‘ndranghetisti ed esponenti della criminalità organizzata romani – monitorati da telecamere nascoste e microspie – era il ristorante di famiglia a Testaccio dove l’uomo ha lavorato per anni come cuoco. Pernasetti è anche accusato di aver picchiato e minacciato con una pistola alla testa un meccanico per farsi consegnare una 8 mila euro come corrispettivo di una pregressa vendita di sostanze stupefacenti e, poiché le minacce non andavano a buon fine, è accusato di aver ordinato a un gruppo di fuoco composto da tre persone di punire il debitore che il 25 marzo 2024 è stato attinto da 3 colpi d’arma da fuoco alle gambe in via Pian delle Torri, nel quartiere Magliana. A capo dell’organizzazione finalizzata allo spaccio ci sarebbe però un altro personaggio storico della mala romana, già arrestato dagli stessi carabinieri con l’accusa di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano Molè il 15 gennaio 2024 nel quartiere di Corviale. Sequestrati diversi quantitativi di droga e armi.
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