Punti chiave
IL PUNTO
Aggiornato a 1.719 il bilancio dei morti accertati mentre sono ancora decine di migliaia i dispersi. Aumenta il rischio di epidemie. Un bambino di 12 anni è stato estratto vivo dopo 5 giorni dal sisma. A La Guaira, lo Stato colpito più duramente, la carenza di cibo è diffusa, i servizi di base sono interrotti e le comunicazioni sono state in gran parte interrotte. Le tensioni all’interno delle comunità stanno aumentando poiché l’accesso agli aiuti rimane limitato, è quanto rileva Unhcr
18:58
In Venezuela estratto vivo un bambino di 3 anni a 6 giorni dal sisma
Un bambino di tre anni è stato estratto vivo oggi dalle macerie di un edificio nello stato del Guaira, in Venezuela, dopo essere rimasto intrappolato per quasi sei giorni dopo il terremoto di magnitudo 7,5 che ha colpito il paese il 24 maggio. Lo riferisce il ministero della Comunicazione in un post su X.
“Nelle prime ore di martedì 30 giugno, il piccolo Klieber Morán, di tre anni, è stato estratto vivo dalle macerie dell’edificio Los Corales Garden 1, dove era rimasto intrappolato per sei giorni”, riferisce il governo di Caracas. L’operazione di salvataggio, si precisa, è stata condotta da una missione di soccorso giordana. Il bambino è stato trasportato in ambulanza dal personale della Zona Operativa di Valutazione dei Danni e Analisi dei Bisogni dello Stato di Sucre per ricevere le cure mediche necessarie.
17:09
Sopravvissuta al sisma, ‘poliziotti e militari ci hanno rubato tutto’
“I militari e i poliziotti ci hanno rubato tutto”. Lo denuncia una anziana signora sopravvissuta al crollo della sua casa a La Guaira. In un’intervista a una televisione locale, la donna inferocita ha raccontato la situazione critica vissuta da coloro che sono stati colpiti nella zona, accusando direttamente i membri delle forze di sicurezza di aver saccheggiato quel poco che le restava.
“Hanno rubato tutto, vestiti, scarpe, pentole, perfino i bicchieri” ha detto la vittima, visibilmente sconvolta. Le accuse, come le sue, contro gli uomini in uniforme sono aumentate nelle ultime ore. Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che questi eventi ripetono schemi già osservati in precedenti disastri, come la tragedia di Vargas nel 1999, inclusi rapine e abusi da parte di membri delle forze di sicurezza. Finora, le autorità non hanno risposto a queste denunce specifiche.
16:24
Centinaia di bare nell’obitorio a Los Silos di La Guaira
Centinaia di bare e sacchi di calce giacciono al suolo sul cortile dei ‘Silos’, l’ex deposito di grano che sorge al porto di La Guaira trasformato in un maxi-obitorio a cielo aperto per il terremoto in Venezuela. I familiari delle vittime attendono il loro turno all’esterno, rigorosamente con le mascherine sul volto per il forte odore dei cadaveri in decomposizione nell’aria. Una volta all’interno potranno consultare un catalogo digitale con le foto delle vittime con la speranza di riconoscere i familiari e dare loro una degna sepoltura. Decine e decine di sanitari si danno il cambio per gestire l’obitorio e cercare di contenere il rischio di un’epidemia. Nessuno sa il numero esatto delle vittime che sono presenti ai piedi dei silos, ma nella struttura continuano ad arrivare ininterrottamente sacchi e bare che vengono poi accatastati di piedi dell’ex deposito.
14:54
Opera architettonica al Porto di la Guaira trasformato in obitorio
Los Silos, un noto complesso architettonico alto 35 metri, si è trasformato in un obitorio improvvisato nello stato venezuelano costiero di La Guaira, il più colpito dal doppio terremoto di mercoledì. E’ qui che tanti venezuelani si stanno recando come ultima speranza di ritrovare i corpi dei propri cari defunti.
Si tratta di un edificio con una superficie di 4.000 metri quadrati, la cui facciata decorata è opera dell’artista venezuelano Carlos Cruz-Diez. Si trova all’interno del porto di La Guaira ed è diventato una sorta di struttura di raccolta di tanti corpi esposti in fila sul lungomare, dove i parenti riconoscono le salme. La maggior parte dei cadaveri è ricoperta di calce, e molti altri si trovano all’aperto in contenitori refrigerati portatili. Sono presenti anche delle urne, come riferisce la stampa locale.
13:01
Unhcr, ‘a La Guaira manca tutto, limitato l’accesso agli aiuti’
“Una prima valutazione dell’impatto complessivo dei devastanti terremoti della scorsa settimana in Venezuela ha rivelato un drastico aumento dei bisogni umanitari e di protezione negli ultimi giorni. A La Guaira, lo Stato colpito più duramente, la carenza di cibo è diffusa, i servizi di base sono interrotti e le comunicazioni sono state in gran parte interrotte. Le tensioni all’interno delle comunità stanno aumentando poiché l’accesso agli aiuti rimane limitato”. Lo ha dichiarato la portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Carlotta Wolf, durante la conferenza stampa tenutasi oggi al Palais des Nations di Ginevra.
Secondo un’indagine dell’Unhcr, che ha condotto una rapida valutazione dei bisogni con partecipanti provenienti dagli stati di La Guaira, Distretto della Capitale, Miranda, Aragua e Carabobo, il 75% degli intervistati ha segnalato feriti nelle proprie comunità; il 56% ha segnalato vittime; gli anziani e le persone con disabilità sono esposti a rischi aggravati, a causa della mobilità limitata e dell’accesso ridotto alle informazioni digitali. La metà delle persone valutate è ospitata da vicini o parenti, il 39% vive per strada e in spazi pubblici, mentre altri si trovano in chiese, scuole o strutture improvvisate.
I rifugi improvvisati non soddisfano gli standard minimi di protezione, ad esempio in termini di privacy, spazi sicuri e livelli di base di igiene e comfort mentre 17% degli intervistati ha segnalato la presenza di minori non accompagnati o separati dalle loro famiglie nelle proprie comunità. Il Cluster per la Protezione, guidato dall’Unhcr, ha lanciato una campagna sui rischi legati alla protezione dei minori, in particolare la separazione familiare. Gli sforzi si concentrano sulla sensibilizzazione, l’identificazione, la ricerca delle famiglie e la garanzia della sicurezza dei minori.
10:48
Bambino di 12 anni estratto vivo a La Guaira dopo 5 giorni dal sisma
Un bambino di 12 anni è stato tratto in salvo dalle macerie nello stato di La Guaira nella tarda serata di lunedì, cinque giorni dopo il sisma che ha colpito il Venezuela. Lo ha riferito una squadra di ricerca e soccorso ecuadoriana in una nota: “Dopo ore di lavoro siamo riusciti a estrarre vivo dalle macerie Carlos, un bambino di 12 anni, che era rimasto bloccato sotto i detriti nel settore di Macuto, a la Guaira”. La notizia è rilanciata anche dalla Cnn che pubblica un filmato dei vigili del fuoco di Quito che mostra i soccorritori mentre liberano il bambino e lo portano via in barella
09:00
Ankara invia squadre per il soccorso
La Turchia ha inviato in Venezuela personale dell’agenzia statale per i disastri e le emergenze Afad e membri dell’Esercito per partecipare alle operazioni di soccorso in seguito al terremoto che ha colpito il Paese latino americano la scorsa settimana. Secondo un comunicato del governo turco, riportato dall’emittente Ntv, sono in tutto 75 i membri dell’Afad e del dipartimento per la ricerca e il soccorso durante i disastri naturali dell’Esercito turco (Dak) che sono arrivati in Venezuela con cinque veicoli e sei cani e sono in questo momento operativi nella regione di La Guaira. Nel 2023 le squadre dell’Afad sono state impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso per il devastante terremoto che colpì una vasta area del sud est della Turchia, provocando la morte di almeno 53mila persone.
06:50
L’allarme dell’Onu sulle macerie
Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo stima che i terremoti del 24 giugno in Venezuela abbiano generato circa 1,2 milioni di tonnellate di macerie nello Stato costiero di La Guaira. Secondo il rapporto tecnico, la gestione tempestiva e la rimozione di questi sedimenti rappresentano il primo passo fondamentale per riaprire le strade e riattivare l’economia locale. Per calcolare il volume dei detriti, l’organismo ha utilizzato uno strumento tecnologico avanzato che elabora i dati in modo automatizzato, combinando immagini satellitari e intelligenza artificiale. Dall’ammontare complessivo, circa 915.000 tonnellate corrispondono ai resti degli edifici crollati o danneggiati dalle scosse di magnitudo 7,2 e 7,5, mentre 332.000 tonnellate derivano dalla distruzione di oggetti domestici e arredo urbano nelle aree di Catia La Mar, Caraballeda e Urimare. Il rappresentante residente in Venezuela, Luis Francisco Thais, ha sottolineato che “la riabilitazione delle infrastrutture è essenziale per migliorare le condizioni di vita, rafforzare la coesione sociale e riattivare le economie locali”. L’operazione punta a “trasformare dati satellitari in informazioni utili per la presa di decisioni” al fine di riaprire le strutture pubbliche, impiegando i residenti in programmi di lavoro temporaneo.
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