Terremoto in Venezuela, allarme dell’Onu sulle macerie

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    Punti chiave

    IL PUNTO

    Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela, oltre 1.700 i morti.

    09:00

    Ankara invia squadre per il soccorso

    La Turchia ha inviato in Venezuela personale dell’agenzia statale per i disastri e le emergenze Afad e membri dell’Esercito per partecipare alle operazioni di soccorso in seguito al terremoto che ha colpito il Paese latino americano la scorsa settimana. Secondo un comunicato del governo turco, riportato dall’emittente Ntv, sono in tutto 75 i membri dell’Afad e del dipartimento per la ricerca e il soccorso durante i disastri naturali dell’Esercito turco (Dak) che sono arrivati in Venezuela con cinque veicoli e sei cani e sono in questo momento operativi nella regione di La Guaira. Nel 2023 le squadre dell’Afad sono state impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso per il devastante terremoto che colpì una vasta area del sud est della Turchia, provocando la morte di almeno 53mila persone.

    06:50

    L’allarme dell’Onu sulle macerie

    Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo stima che i terremoti del 24 giugno in Venezuela abbiano generato circa 1,2 milioni di tonnellate di macerie nello Stato costiero di La Guaira. Secondo il rapporto tecnico, la gestione tempestiva e la rimozione di questi sedimenti rappresentano il primo passo fondamentale per riaprire le strade e riattivare l’economia locale. Per calcolare il volume dei detriti, l’organismo ha utilizzato uno strumento tecnologico avanzato che elabora i dati in modo automatizzato, combinando immagini satellitari e intelligenza artificiale. Dall’ammontare complessivo, circa 915.000 tonnellate corrispondono ai resti degli edifici crollati o danneggiati dalle scosse di magnitudo 7,2 e 7,5, mentre 332.000 tonnellate derivano dalla distruzione di oggetti domestici e arredo urbano nelle aree di Catia La Mar, Caraballeda e Urimare. Il rappresentante residente in Venezuela, Luis Francisco Thais, ha sottolineato che “la riabilitazione delle infrastrutture è essenziale per migliorare le condizioni di vita, rafforzare la coesione sociale e riattivare le economie locali”. L’operazione punta a “trasformare dati satellitari in informazioni utili per la presa di decisioni” al fine di riaprire le strutture pubbliche, impiegando i residenti in programmi di lavoro temporaneo.

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