Punti chiave
IL PUNTO
La guerra del Golfo si infiamma sull’energia. Israele colpisce il maxi giacimento di gas iraniano di South Pars. I pasdaran contrattaccano in Qatar, colpendo più volte il grande impianto di Ras Laffan. Timori per le forniture energetiche globali: schizzano i prezzi del petrolio. Nuovo caso negli Usa dopo le dimissioni del capo dell’antiterrorismo Kent: la direttrice dell’intelligence Gabbard smentisce la tesi della Casa Bianca sul conflitto, poi aggiusta il tiro. Il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra, secondo il Wp. Trump valuta l’invio di migliaia di soldati in Medio Oriente, riporta la Reuters. Il presidente Usa riceve oggi la premier giapponese Takaichi.
04:57
Arabia, ci riserviamo il diritto di reagire militarmente contro l’Iran
L’Arabia Saudita ha dichiarato oggi di “riservarsi il diritto” di reagire militarmente contro l’Iran, che prende regolarmente di mira il Paese con droni e missili. “Ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni militari se necessario”, ha affermato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che “il Regno non cederà alle pressioni; al contrario, tali pressioni si ritorceranno contro coloro che le esercitano”.
04:03
Trump: ‘Distruggeremo giacimento gas Iran se Teheran attaccherà di nuovo sito Qatar’
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l’enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l’importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar.
03:57
Impennata del greggio Brent, aumento di oltre il 5%
Il greggio Brent ha registrato un’impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente, dopo che l’Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia per un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.
03:46
Qatar, nuovo attacco iraniano contro il principale impianto di gas
Il Qatar ha segnalato un attacco missilistico iraniano e ulteriori danni significativi al suo principale impianto di gas, già colpito ieri. “Lo Stato del Qatar è stato preso di mira da missili balistici lanciati dall’Iran, che hanno colpito la città industriale di Ras Laffan causando danni”, ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariota su X. “La raffineria è stata nuovamente colpita da un missile; sta bruciando”, ha riferito da parte sua la televisione di stato iraniana su Telegram. La compagnia energetica statale QatarEnergy ha segnalato nuovi incendi e “danni considerevoli” presso il principale sito di produzione di gas naturale liquefatto (gnl). Due dei tre incendi scoppiati oggi sono stati completamente spenti dalle forze di protezione civile del Qatar, secondo il Ministero dell’Interno del Paese del Golfo. Non sono state segnalate vittime.
01:14
Media: ‘Trump valuta l’invio di migliaia di soldati in Medio Oriente’
L’amministrazione Trump sta valutando l’invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg. Un’altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L’amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l’uranio arricchito iraniano.
00:21
‘Il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra in Iran’
Il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra in Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali l’ammontare supera i costi sostenuti finora dall’amministrazione nell’operazione contro l’Iran. Non è chiaro se la Casa Bianca alla fine chiederà al Congresso tale cifra. Secondo alcuni funzionari dell’amministrazione, la somma richiesta dal Pentagono non è realistica.
07:09
Faccia a faccia Meloni-Merz a Bruxelles alla vigilia del summit Ue
Un faccia a faccia di mezz’ora, al bar dell’hotel Amigo, nel cuore di Bruxelles: Giorgia Meloni e Friedrich Merz si sono incontrati a poche ore da un summit che si preannuncia delicatissimo su più fronti, da quello della guerra in Medio Oriente ai dossier energetici. La presidente del Consiglio è arrivata nel centro di Bruxelles in tarda serata. All’hotel Amigo aveva da poco avuto luogo la cena di lavoro tra il cancelliere tedesco e il presidente francese, Emmanuel Macron. Un incontro, il loro, che potrebbe essere servito a chiarire alcuni punti di tensione tra Francia e Germania, dal progetto per il super-caccia sul quale Berlino nelle ultime settimane ha manifestato più di una perplessità scatenando l’ira francese, al Buy European, la clausola che introduce un criterio di preferenza europea negli appalti sui settori strategici come la difesa. Terminato il bilaterale, il solo Merz si è intrattenuto con la sua delegazione al bar dell’hotel, dove poco dopo è sopraggiunta Meloni. Entrando nella hall dell’albergo, la premier è stata fermata da alcuni italiani, tra cui una cittadina di origine veneziana che le ha manifestato il suo sostegno, chiedendole di “non dimenticarsi” del capoluogo veneto. Meloni le ha ricordato l’impegno del governo nel rifinanziamento della legge speciale per Venezia e tra le due si è aperto un siparietto: “Io mi occupo di arte”, ha detto la donna. “Beata lei!”, ha scherzato Meloni. La premier ha quindi raggiunto il cancelliere, sedendosi a fianco a lui. Volti distesi per i due, accompagnati dalle rispettive delegazioni ristrette. Dopo circa trenta minuti, Meloni ha salutato il cancelliere che, qualche minuto più tardi, si è a sua volta congedato dal bar.
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