Dal governo viene ancora un “No’ all’utilizzo dei fondi Safe per le spese militari. Anche se il ministro della Difesa, Guido Crosetto, lascia comunque una porticina aperta: “mi risultano tempi maggiori” di un mese per accedere al fondo Safe “e quindi potremmo magari usarlo per finanziare gli impegni del 2027”. Il nuovo rallentamento viene reso noto attraverso fonti di governo che, 24 ore dopo la riunione a Palazzo Chigi tra i ministri interessati e la premier Giorgia Meloni in vista del vertice Nato, fanno sapere che l’Italia attiverà il Safe solo quando la clausola di salvaguardia nazionale per derogare al Patto di stabilità per investimenti sulla difesa sarà richiesta e deliberata dal Parlamento.
Formula un po’ criptica dalla quale si evince però che difficilmente il governo chiederà al Parlamento di attivarsi e dietro la quale, confermano le fonti, si cela sostanzialmente la decisione di non fare ricorso allo strumento Ue che fornisce agli Stati prestiti a tassi molto agevolati per aumentare gli investimenti nel settore della difesa. Almeno non fino a settembre, quando l’Italia potrebbe uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, ma probabilmente anche dopo. In serata fonti della Difesa precisano ulteriormente: “il governo porterà l’approvazione dell’aumento di debito per le spese su Difesa ed energia in Parlamento e,qualora le Camere lo voteranno, si deciderà se l’aumento di spese per la Difesa verrà finanziarlo con il Safe o con i titoli di Stato, che a quel punto diventerebbe totalmente indifferente”. E’ un’operazione “pilatesca”, attaccano dall’opposizione. Per il Pd spiega la situazione Piero Fassino, membro della Commissione della Difesa.
“Sono parole ambigue e ipocrite. Se il governo intende usare il Safe deve fare una cosa semplice: presenti un atto formale di indirizzo o lo faccia presentare alla sua maggioranza. Certamente non mancano i numeri in Parlamento per approvare una decisione così importante”. “Le dichiarazioni di queste ore – aggiunge Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Europei della Camera – confermano il disorientamento e la profonda confusione che regnano all’interno della maggioranza e del governo”. Ma fare debito per finanziare le spese militari è un tema caldo anche nel centrosinistra che non si sbilancia più di tanto. Anche all’interno dell’esecutivo, l’adesione al Safe oggi è considerata “una decisione impopolare”, un “boomerang”, secondo una serie di riflessioni raccolte in queste ore. Il massimale di prestito assegnato a Roma con il fondo Safe è di 14,9 miliardi. Il programma europeo offre prestiti a tassi più convenienti di qualsiasi altro strumento che il governo possa attivare ma si tratta pur sempre di un ulteriore debito che graverebbe sui cittadini. Da settimane sono emerse visioni diverse all’interno del governo.
A metà maggio il ministro della Difesa Guido Crosetto ha reso pubblico di aver scritto due lettere al titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, per sapere se entro la fine di quel mese avrebbe potuto firmare o meno alcuni accordi per nuovi investimenti sulla Difesa da finanziare con Safe. Da lì a poco è filtrata la decisione di ricorrere ai prestiti ma in maniera più contenuta. Il 28 maggio il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva precisato come non fosse questo “il momento per accedere a quel prestito in maniera così consistente”. La questione è delicata: soprattutto in una fase nella quale sembra si sia già aperta una lunghissima campagna elettorale.
Nel centrodestra sono sicuri che gli avversari siano pronti ad attaccare e il Safe, o meglio l’indebitamento per le armi, potrebbe essere il fianco debole. Tanto che il M5s fa già i calcoli su quanto dovrebbe arrivare in manovra per la Difesa: “Crosetto afferma di essersi accordato con Meloni e Giorgetti per recuperare il prossimo anno il mancato aumento delle spese militari che era previsto per quest’anno, pari allo 0,15 percento del Pil, sommandolo a quello di pari misura in programma per il 2027 e arrivando quindi ad un più 0,3 percento. Significa che nella prossima manovra che verrà impostata in autunno ci troveremo circa 7 miliardi in più di spese per la Difesa”.
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