Stress da lavoro per un italiano su 2 e il 27% soffre l’iperconnessione

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    Il 47% degli italiani individua nello stress da lavoro la principale causa di disagio mentale quotidiano. Subito dopo c’è il sovraccarico digitale: il 27% denuncia gli effetti negativi dell’iperconnessione. È quanto emerge da un sondaggio promosso dall’Università di Udine in vista della quarta edizione di Collega-Menti 2026, il festival dedicato all’incontro tra discipline e saperi.

    L’indagine ha raccolto le risposte di 625 italiani tra i 18 e i 60 anni, restituendo il quadro di una società sempre più affaticata e alla ricerca di un nuovo equilibrio. La sensazione prevalente è quella di vivere schiacciati da ritmi intensi, richieste di performance e connessione continua. “La pressione performativa ci manda fuori asse nel rapporto con noi stessi e nella vita di relazione – spiga Eugenio Mazzarella, professore emerito di Filosofia Teoretica all’Università Federico II di Napoli – e la risposta è il bisogno di ritrovare spazi dove non si debba continuamente dimostrare qualcosa”.

    In questa ‘società dello stress’ regna una fragilità trasversale alle generazioni. A crescere è anche il bisogno di strumenti per comprendere meglio il rapporto tra mente e corpo: il 57% degli intervistati chiede maggiori informazioni sul benessere psicofisico. Per reagire allo stress, gli italiani cercano rifugio soprattutto nella natura (il 31%) e nelle relazioni sociali (29%). In un tempo dominato dalla velocità, dall’iperconnessione e dall’ansia della prestazione, il bisogno più forte sembra quello di ritrovare una misura sostenibile.

    “Esiste una crescente difficoltà non solo nel trovare equilibrio, ma perfino nell’immaginarlo”, osserva il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari. “Dalla salute individuale agli ecosistemi, fino ai rapporti economici e sociali, – osserva Barbara Gallavotti, direttrice scientifica del festival – tutto dipende dalla capacità di mantenere bilanciamenti complessi e delicati”. Il tema dell’equilibrio sarà al centro di oltre 60 appuntamenti tra dibattiti e conferenze che si svolgeranno dal 2 al 4 ottobre tra Udine, Gemona, Pordenone e Gorizia. 

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