Minuti di terrore alla Casa Bianca, dove Donald Trump ha trascorso l’intera giornata a lavorare con i suoi più stretti consiglieri all’accordo con l’Iran. Un uomo armato ha aperto il fuoco contro gli agenti del Secret Service in uno dei checkpoint vicino al perimetro della Casa Bianca ed è stato colpito. L’aggressore è morto poco dopo in ospedale in seguito alle ferite riportate. E’ stato identificato nel 21enne Nasir Best.
L’uomo era noto agli agenti del Secret Service con i quali si era scontrato in altre due occasioni in passato, una mentre voleva tentare di entrare alla Casa Bianca. Nella sparatoria è rimasta ferita anche una persona che si trovava nei paraggi per caso e che ora è ricoverata in ospedale in condizioni gravi.
L’allarme è scattato intorno alle 18.10. Alcuni giornalisti erano in diretta dai giardini della Casa Bianca quando si sono uditi decine di colpi di arma da fuoco. Il lockdown è scattato immediatamente e tutti i cronisti sono stati fatti entrare nella briefing room per trovare riparo. Gli agenti del Secret Service che erano all’interno del perimetro della Casa Bianca si sono subito messi in moto. Immediata anche la risposta dell’Fbi: “Siamo sul posto e stiamo offrendo aiuto”, ha detto il capo dell’Fbi Kash Patel.
Secondo indiscrezioni, l’uomo che ha aperto il fuoco aveva disturbi mentali ed era noto anche alla polizia di Washington. Era soggetto ad un provvedimento giudiziario che gli vietata di avvicinarsi alla Casa Bianca e che ha apparentemente violato. Cosa lo abbia spinto ad agire non è ancora chiaro. Le indagini sono nelle fasi iniziali e i dettagli sono ancora poco chiari. La polizia ha recuperato l’arma, un revolver, con cui l’aggressore ha colpito. Gli spari hanno riacceso il timore di attentati contro Trump dopo l’incidente di poche settimane fa alla cena dei Corrispondenti all’hotel Hilton di Washington e i due attentati di cui il presidente è stato vittima.
Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, l’incidente non ha creato alcun problema a Trump, barricato all’interno dell’edificio a occuparsi di Iran. Un’ora prima dell’incidente, il presidente sul suo social Truth aveva annunciato che un accordo con Teheran era a portata di mano e che a breve sarebbero stati resi noti i contenuti e i dettagli che erano ancora in via di finalizzazione.
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