Spari al centro islamico di San Diego, tre vittime

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    Una sparatoria alla maggiore moschea di San Diego causa tre vittime, oltre ai due aggressori, di 17 e 19 anni, trovati morti per ferite auto-inflitte all’interno di un’auto parcheggiata a pochi isolati di distanza. Le indagini sono nelle fasi iniziali e la polizia è assistita dall’Fbi per far luce su un caso ritenuto al momento un “crimine d’odio”. L’incidente arriva comunque in un periodo di forte tensione per la guerra in Iran.


    L’allarme è scattato poco dopo mezzogiorno locale. Gli agenti sono arrivati sul posto nell’arco di quattro minuti dalla prima chiamata di emergenza. Nei minuti successivi alla polizia è arrivata un’altra allerta a pochi isolati di distanza: altri colpi da fuoco sparati. Un giardiniere che era al lavoro è scampato miracolosamente all’attacco. Gli aggressori hanno poi camminato qualche altro metro e sono entrati in una vettura, dove sono stati successivamente trovati morti. Le tre vittime al centro islamico sono tre uomini, fra i quali una guardia di sicurezza che, secondo quanto riferito dalla polizia, ha avuto un ruolo cruciale nell’evitare una tragedia di proporzioni ancora maggiori.


    Le immagini circolate hanno mostrato una massiccia risposta da parte delle forze dell’ordine, con decine di auto che hanno circondato la struttura e assicurato che tutti i bambini in classe nella vicina scuola Al Rashid fossero evacuati in sicurezza. I bimbi “sono tutti in salvo”, sono state le prime parole del capo della polizia Scott Wahl. Almeno 100 agenti hanno passato al setaccio la moschea dopo la sparatoria per assicurare che fosse al sicuro in una giornata di relativa calma, senza l’affollamento del venerdì di preghiera. I motivi del gesto non sono chiari ma, mettono in evidenza gli osservatori, il fatto che gli aggressori si siano probabilmente tolti la vita non è un buon segnale.
    Donald Trump è stato informato dell’incidente e segue gli sviluppi. Il capo dell’Fbi Kash Patel ha assicurato che tutte le risorse saranno messe a disposizione per aiutare i partner locali nelle indagini. L’incidente arriva in un periodo di forte tensione con la guerra in Iran. In marzo una sinagoga in Michigan è stata presa d’assalto. Ora invece una moschea. “Sono indignata dalla sparatoria. I luoghi di culto devono essere santuari, dove l’odio e la violenza non hanno posto”, ha detto la sindaca di Los Angeles Karen Bass. La città di New York, che in Zohran Mamdani ha il primo sindaco musulmano della storia, ha invece rafforzato le misure di sicurezza presso le moschee per precauzione anche se non ci sono minacce.
     

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