È caccia all’uomo in scooter che durante le celebrazioni del 25 aprile a Roma ha esploso colpi contro due attivisti dell’Anpi prima di dileguarsi. Gli investigatori stanno passando al setaccio le testimonianze di chi ha assistito alla scena ed i filmati delle videocamere tra via delle Sette Chiese e viale Ostiense: in alcune immagini potrebbe essere stata ripresa la targa del mezzo utilizzato per risalire a un proprietario e capire i movimenti. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo ed esaminerà la prima informativa delle forze dell’ordine; le indagini saranno affidate all’antiterrorismo.
Secondo la ricostruzione, l’uomo, che potrebbe essere di giovane età, con casco integrale e giacca verde militare, ha agito rapidamente nei pressi del Parco Schuster, dove la coppia col fazzoletto dell’Anpi ben visibile sul collo – un uomo e una donna di circa 60 anni – è stata colpita da spari esplosi a distanza ravvicinata da una pistola ad aria compressa tipo softair. E proprio lì sono stati recuperati piombini che riporterebbero all’arma utilizzata.
Una cosa, per l’Anpi e gli attivisti che ieri hanno denunciato, è chiara: entrambi indossavano il fazzoletto dell’associazione partigiani, elemento che li avrebbe resi riconoscibili. I due sono rimasti feriti in modo lieve. Ma il gesto racconta chi ha parlato con loro anche oggi, li ha lasciati anche sotto shock. “Colpiti come bersagli perché dell’Anpi”, hanno denunciato sabato i due, scossi dopo l’aggressione, avvenuta nel pieno delle celebrazioni per la Festa della Liberazione. Per gli investigatori non è escluso il gesto di un cane sciolto che potrebbe aver agito autonomamente, ma tra le piste al vaglio c’è anche quella degli ambienti legati all’estrema destra. La zona, particolarmente coperta da telecamere, è ora sotto esame per ricostruire i movimenti dell’uomo sullo scooter.
L’Anpi di Roma ha definito l’episodio un “grave atto di violenza” e ha ribadito: “non ci faremo intimidire”, richiamando i valori della Resistenza e della Repubblica nata dalla Liberazione. Il presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo ha parlato di episodio “gravissimo”, sottolineando anche il mancato riferimento esplicito al fatto da parte della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Sempre sul fronte politico, parlando di “ennesimo episodio violento contro chi difende i valori antifascisti”, Nicola Fratoianni (Avs) ha fatto sapere di aver parlato al telefono e portato la solidarietà del partito a Rossana Gabrieli, una delle vittime dell’agguato, esponente di Sinistra Italiana ad Aprilia.
Nel dibattito si inserisce anche uno scontro a distanza tra Matteo Renzi e Carlo Calenda su un episodio avvenuto a Bologna durante le celebrazioni del 25 aprile. Renzi ha denunciato che un militante di Italia Viva, un pensionato, sarebbe stato bloccato da alcuni giovani mentre cercava di partecipare al corteo con bandiere italiana, europea e ucraina, parlando di “nuovo totalitarismo” e chiedendo chiarimenti. A stretto giro è arrivata la replica di Carlo Calenda, che ha definito le parole di Renzi “un concentrato di ipocrisia e opportunismo”, criticandone le posizioni politiche e intervenendo nel botta e risposta.
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