Jannik Sinner si è preso cura di sé, di corpo e anima, e ora tornerà ad allenarsi, con l’obiettivo di vincere nuovamente Wimbledon. La seconda giornata di controlli al San Raffaele di Milano scivola via in fretta, in una mattina che dura circa tre ore e mezza: arrivo poco dopo le nove e saluti poco prima di pranzo, dribblando tutti da un’uscita secondaria per evitare ulteriore stress.
Il clamore per le sue visite – programmate da tempo dopo il crollo al Roland Garros contro l’argentino Cerundolo – ha attirato una cinquantina di curiosi, tra cui gli stessi operatori sanitari dell’ospedale, pronti ad aspettarlo con i cellulari in mano all’ingresso del Padiglione Diamante per un selfie o almeno una fato. Un’attesa vana, spezzata dall’annuncio della sicurezza della struttura: “Jannik è già andato via”. Sui test svolti resta il massimo riserbo da parte di tutti, per tutelare la privacy del ragazzo: la risonanza magnetica al cuore e tutti gli altri esami (si parla fra l’altro di elettrocardiogramma, ecocardiogramma e holter), non hanno però generato risultati allarmanti, tanto che il programma verso il Championships non è oggetto di variazioni.
Sinner è infatti già rientrato a Montecarlo dove tra poche ore riprenderà la sua tabella di marcia: niente tornei di preparazione per Wimbledon, l’obiettivo primario dell’estate, proprio per gestire le energie dopo una primavera estenuante, premiata però dal record dei cinque Master 1000 vinti consecutivi. Un periodo di decompressione necessario: prima le vacanze con la fidanzata Laila in Gallura, ora la due giorni a Milano in cui l’ansia per gli approfondimenti clinici è stata mitigata da una cena all’hotel Palazzo Parigi, in Brera, assieme ai propri affetti e al professor Alberto Zangrillo, che lo ha accompagnato passo per passo durante tutto l’iter degli esami. “Si conoscono da sempre – rivela il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo -, ieri sera mio fratello mi ha scritto un messaggino in cui mi diceva ‘sono a cena con Sinner”.
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