Quasi 750 Comuni al voto, 661 nelle Regioni a statuto ordinario e il resto in quelle a statuto speciale. Domenica e lunedì circa 6,3 milioni di elettori sono attesi alle urne per il rinnovo delle amministrazioni cittadine. Da Nord a Sud, tra i principali capoluoghi coinvolti ci sono Venezia e Reggio Calabria, dove diversi big nazionali hanno fatto tappa per le ultime miglia di questa campagna elettorale. Obiettivo, tanto del centrodestra quanto del centrosinistra, è tenere le proprie città e innescare ribaltoni, portando a casa quanti più sindaci possibile. In quest’ottica, la maggioranza di governo vorrebbe strappare agli avversari Reggio Calabria, mentre il campo largo punta ad espugnare Venezia, dopo 11 anni consecutivi di Luigi Brugnaro.
In un panorama inevitabilmente composito e complicato dalle specificità locali, dalla presenza di civici e da coalizioni arlecchino, i due principali schieramenti già si preparano ad una lettura differente dei risultati: se nella maggioranza nessuno legge questa tornata come un grande test a livello nazionale (c’è chi prevede un rimescolamento delle carte più o meno a somma zero), il campo largo tiene i fari ben puntati su Venezia, comune considerato particolarmente rilevante non solo per la sua unicità, ma anche per il valore politico di un eventuale passaggio a sinistra: la Serenissima è capoluogo di Regione del Veneto, per eccellenza la roccaforte della Lega.
Non per questo il centrosinistra ha tralasciato le altre sfide, con la segretaria del Pd Elly Schlein che ha fatto campagna elettorale a tappeto da Avellino a Lecco. Non si sono risparmiati nemmeno Giuseppe Conte (M5s), Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs), Arianna Meloni e Giovanni Donzelli (FdI), Antonio Tajani (FI) e Matteo Salvini (Lega). Questi i 18 capoluoghi di Provincia chiamati alle urne: Venezia in Veneto, Reggio Calabria e Crotone in Calabria, Lecco e Mantova in Lombardia, Arezzo, Pistoia e Prato in Toscana, Fermo e Macerata nelle Marche, Chieti in Abruzzo, Avellino e Salerno in Campania, Andria e Trani in Puglia (che compongono la Bat insieme a Barletta), Messina, Enna ed Agrigento in Sicilia. Nei vari territori le coalizioni non si presentano compatte ovunque: da Agrigento e Chieti (dove il centrodestra si è diviso sui candidati sindaco) a Salerno dove è il campo largo ad essersi spaccato sulla candidatura di Vincenzo De Luca. Qui l’ex governatore dem è sostenuto da una coalizione di centrosinistra anomala, con il Pd che non presenta il proprio simbolo, mentre il Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi e Sinistra appoggiano un altro aspirante sindaco.
A Vigevano (il Comune più popoloso della tornata lombarda), dove erano scoppiate le polemiche per la candidatura di due musulmani nella lista della Lega, Roberto Vannacci sostiene il candidato di “Vigevano Futura”: un videomessaggio in suo favore ed un comizio di piazza molto partecipato. Risultato? In molti si aspettano nell’esito del voto un primo test dell’appeal del generale su un territorio finora a prevalenza leghista, anche se Futuro Nazionale non partecipa alle amministrative di quest’anno. A Viareggio, città cara all’europarlamentare fuoriuscito dalla Lega, i partiti di governo osano e si presentano con la lista “centrodestra unito” senza simboli per sostenere di una candidata, con un passato nel Pd. A Messina gli occhi sono puntati sul candidato sostenuto da Cateno De Luca (Sud Chiama Nord) che punta a fare il bis. In concomitanza con i ballottaggi di questa tornata di comunali, previsti il 7 e l’8 giugno, si apriranno le urne delle amministrative in Sardegna, dove il secondo turno è invece fissato il 21 e 22 giugno.
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