Si risveglia una frana in Molise, chiuse A14 e linea ferroviaria

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    Caos e disagi, smarrimento e paura. Una delle frane più grandi d’Europa, quella che sovrasta il litorale molisano a Petacciato, si risveglia dopo 11 anni e manda in tilt la costa adriatica. Parte dell’A14 viene chiusa per precauzione dopo l’alert inviato dai sensori, mentre la linea ferroviaria Pescara-Bari funziona a singhiozzo con treni cancellati e stazioni prese d’assalto da migliaia di passeggeri fermi per ore in attesa di una riprogrammazione del loro viaggio.

    “La situazione – spiega il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, dopo la riunione del Comitato operativo convocata a Roma – è molto complessa e porterà via qualche settimana se non addirittura qualche mese”. Secondo le prime informazioni, infatti, la carreggiata dell’A14 avrebbe riportato alcune lesioni, mentre i binari della linea ferroviaria si sono deformati di una decina di centimetri proprio a causa del movimento franoso.

    A pochi giorni dall’ondata di maltempo che aveva già messo in ginocchio il Molise, con il crollo del ponte sul Trigno e una persona ancora dispersa nel fiume, la regione si trova ad affrontare l’ennesima calamità naturale. Questa volta si tratta di una vecchia ‘conoscenza’, una frana ‘storica’ attiva ormai da oltre un secolo che già in passato aveva creato diversi problemi tanto da portare, nel 2015, anche all’abbattimento di una decina di case.

    Intorno all’ora di pranzo, i sistemi di monitoraggio dell’A14 hanno lanciato l’allarme facendo scattare l’immediata chiusura dell’arteria, nel tratto compreso tra Vasto Sud e Termoli, tra Abruzzo e Molise. Poche ore dopo arriva la decisione di estendere lo stop anche al tratto al confine con la Puglia, tra Poggio Imperiale e Vasto Sud in direzione nord. Chiusure che, inevitabilmente, hanno portato a ripercussioni e disagi sulle strade interne, già pesantemente danneggiate dal maltempo. Chilometri di coda e distributori di benzina presi d’assalto complice, forse, anche il prezzo arrivato sotto i due euro.

    La zona di Termoli è ormai praticamente irraggiungibile, a tal punto che la Protezione Civile sta pensando all’imbarco dei tir sulle navi. L’estrema ratio per una regione dove – ha detto Ciciliano – “non c’è una viabilità alternativa e quindi bisogna entrare molto nell’entroterra, con una viabilità che non è capace di sopportare il carico del traffico pesante”. Problemi anche sulla linea ferroviaria, con treni cancellati o riprogrammati verso l’interno, con ritardi che, in alcuni casi, hanno superato anche un’ora. In migliaia hanno affollato le stazioni, da Termoli a Vasto passando per Foggia, per poi proseguire il viaggio sui bus sostitutivi. La linea è tutt’ora interrotta tra Vasto-San Salvo e Termoli e – cosa più allarmante – è che Trenitalia non riesce a “prevedere i tempi di ripristino della linea” anche se i tecnici sono al lavoro già dalle prime fasi dell’emergenza.

    Al momento sono circa 50 le persone evacuate dal comune di Petacciato. “La situazione ci preoccupa molto perché la frana in questo momento non è ferma, si sta muovendo”, ha detto Ciciliano che domani invierà in Molise un esperto per l’ennesimo sopralluogo in una Regione che si mostra ogni giorno sempre più fragile.

    Frana in Molise, scuole chiuse in provincia di Campobasso

    A causa del repentino aggravamento della frana di Petacciato, lungo il tratto dell’autostrada A14 (km 462), il prefetto di Campobasso ha disposto la sospensione delle attività didattiche per tutte le scuole di ogni ordine e grado dell’intera provincia per la giornata di domani, mercoledì 8 aprile. Su tutto il territorio della provincia di Campobasso la chiusura è stata disposta per “gravi ripercussioni sulla viabilità provinciale; chiusura di strade statali e provinciali e forte congestione del traffico; necessità di alleggerire la circolazione, anche per garantire sicurezza agli studenti”.

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