I riti della Settimana Santa a Gerusalemme subiscono variazioni a causa del conflitto. Lo conferma il Patriarcato Latino di Gerusalemme dopo le notizie trapelate nei giorni scorsi.
“Le restrizioni imposte dal conflitto e gli eventi degli ultimi giorni non lasciano presagire un miglioramento imminente. In costante dialogo con le autorità competenti, insieme alle altre Chiese cristiane, stiamo valutando come sia possibile, nelle forme da concordare, celebrare il mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre Chiese.
La situazione rimane in continua evoluzione e non è possibile fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo pertanto costretti a un coordinamento giorno per giorno”.
Ma “è chiaro, tuttavia, che non potranno svolgersi celebrazioni ordinarie aperte a tutti”. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa comunica intanto che “la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale a Gerusalemme, è cancellata. Sarà sostituita da un momento di preghiera per la città di Gerusalemme, in un luogo da definire”. Anche la messa crismale del Giovedì Santo “è rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo consentirà, possibilmente entro il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha già concesso il necessario assenso”.
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