Serie A: in campo Milan-Atalanta 0-0 DIRETTA

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    In campo Milan-Atalanta 0-0 DIRETTA

    LA VIGILIA

    Palladino vuol tenersi l’Atalanta, “ambiziosa e a mia immagine’ Il tecnico sull’eventuale rinnovo, non ho ancora ricevuto segnali ma qui sto benissimo “Il mio desiderio è costruire insieme alla società un’Atalanta più forte e ambiziosa, a mio immagine e somiglianza”.

    La vigilia dell’incrocio col Milan e la zona Champions, per Raffaele Palladino, è una dichiarazione d’intenti oltre i rumors sul prolungamento del contratto, in scadenza a giugno 2027: “Finora non ho ricevuto segnali ma a Bergamo sto benissimo e ricevo tanto calore. Un mese fa la società, anche privatamente, ha speso belle parole per me. Voglio aprire un nuovo ciclo, che i tifosi si meritano”, ha spiegato l’uomo in panchina, subentrato il 10 novembre scorso a Ivan Juric.


    Dribblate le voci sul mercato dei ds, che dopo le smentite societarie sul ritorno di Giovanni Sartori da Bologna ultimamente riguardano Cristiano Giuntoli, e anche sull’eventuale nuovo tecnico per cui circolano i nomi di Thiago Motta o Vincenzo Italiano, Palladino sottolinea il suo percorso da traghettatore. “L’ultimo mese ha sporcato un po’ i primi cinque ma sono orgoglioso di poter competere per un posto in Europa dopo essere risalito dal 13/o al settimo posto – ha rivendicato -. Ultimamente il dispendio di energie ci ha fatto mancare sul piano dell’ultimo passaggio e della finalizzazione: non è facile dover fare a meno dei 28 gol di Retegui e dei 15 di Lookman. Alle prestazioni non sono seguiti i risultati, ma siamo usciti dalla Champions col Bayern agli ottavi dopo la notte magica col Borussia Dortmund, mancando la finale di Coppa Italia ai rigori”.


    Se la Lazio dovesse conquistare il trofeo nazionale, il settimo posto taglierebbe fuori i bergamaschi dall’Europa, pesando sul futuro e sulle scelte. “Sono cinque mesi che faccio valutazioni. La squadra non è stata costruita da me. Dipenderà molto se faremo le coppe o no – ammette Palladino -. Sceglierò i giocatori sulla base di chi mi ha dato di più, chi di meno, dei giovani che abbiamo saputo valorizzare già quest’anno”.

    Massimiliano Allegri cerca intanto di traghettare il Milan verso l’Europa delle grandi, affrontando le ultime tre decisive partite nel momento peggiore di tutta la stagione per i rossoneri.

    La sconfitta contro il Sassuolo ha messo in dubbio molto del futuro del Milan. Tanti credono che senza Champions, Allegri potrebbe lasciare la panchina di San Siro magari cedendo alle lusinghe della Nazionale. “Questo è un problema che non mi sono posto, anche perché quando ci sono cerco di risolverli. In questo momento qui la cosa più importante è il Milan, le prossime partite e il prossimo anno. Abbiamo lavorato dieci mesi con grande attenzione e dedizione – ha spiegato il tecnico in conferenza -, dobbiamo avere rispetto di tutte le persone che si mettono a nostra disposizione per farci rendere al meglio. Ad altro non ho pensato perché il mio obiettivo è rimanere al Milan il più a lungo possibile”.

    Senza Champions però servirà una profonda riflessione. Sicuramente sarebbe la certificazione di un fallimento. Ma in questo momento Allegri vuole pensare positivo anche se la classifica è corta e non si può più sbagliare. “Non sono preoccupato – assicura – bisogna vedere le cose in maniera positiva, abbiamo il destino nelle nostre mani. Abbiamo la grossa responsabilità di portare il Milan in Champions: dobbiamo fare tutto il possibile perché succeda. Contro l’Atalanta è decisiva perché siamo alla fine e ne mancano tre. Inizia un mini-campionato di tre partite, va vista in questo modo: abbiamo 3 punti di vantaggio. Se facciamo i risultati, andremo in Champions, sennò non ce lo saremo meritati”.

    Ora i nerazzurri a San Siro, poi l’ostica trasferta di Genova e infine all’ultima di campionato il Cagliari in casa. Ma la speranza dei tifosi è di chiudere prima la pratica per evitare di arrivare all’ultimo respiro. Ma sono tre sfide decisive che determineranno molto dell’assetto del Milan della prossima stagione.

    “La dirigenza? Al di là dei confronti dove ognuno dice giustamente la sua e non tutti possiamo essere d’accordo, tutti abbiamo l’obiettivo di arrivare in Champions. Non sono mai stato da solo, l’importante è che tutti lavorino per il club Milan. Quest’anno se riuscissimo a entrare nelle prime quattro, e capisco che il Milan deve sempre avere l’ambizione di vincere, vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro – ha concluso Allegri – e c’è una buona base per migliorare l’anno prossimo. Se il Milan arriverà sesto, vuol dire che ci siamo meritati di arrivare sesti”.

    Anche l’Atalanta fatica ad avere continuità di prestazione ma un’altra gara al di sotto delle aspettative scatenerebbe la rabbia dei tifosi e la pioggia di fischi sarà certa. “Fino a ora c’è solo da ringraziare i tifosi, dal 17 agosto ci sono stati vicini e lo stadio è sempre stato pieno. Abbiamo sempre sentito il loro supporto e lo faranno anche ora in un momento decisivo della stagione”, la richiesta di Allegri. Tre partite che valgono un’intera stagione e gran parte della prossima

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