Scintille in Senato per la riforma Rai, botta e risposta tra Ronzulli e Floridia

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    Scintille al Senato all’inizio dell’esame del decreto sicurezza dopo che senatori delle opposizioni hanno sollevato la questione della riforma Rai (prevista inizialmente in discussione oggi in Aula) citando il richiamo fatto ieri dal presidente della Repubblica, Mattarella, sul fatto che “è inaccettabile” che la Commissione di vigilanza non sia in grado di esercitare i suoi compiti.

    All’intervento della senatrice del M5s, Barbara Floridia, che guida la commissione di Vigilanza Rai, ha replicato la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli che stava presiedendo l’Aula, dicendo che la questione non era all’ordine del giorno. A quel punto si sono alzati i toni e alcuni hanno contestato il modo di condurre l’aula da parte di Ronzulli, per cui alla fine l’aula è stata sospesa per 5 minuti.

    “Ieri il presidente Mattarella ha dichiarato che è inaccettabile il blocco della Vigilanza Rai che va avanti da un anno e mezzo e quindi ho chiesto la parola alla presidente Ronzulli per spiegare che in quest’aula, in cui è anche calendarizzata la riforma Rai riprendendo le parole di Mattarella, noi riteniamo fosse importante fare un richiamo a tutti alla responsabilità e che io avrei riconvocato nuovamente l’ufficio di presidenza per audire Giorgetti che non si pronuncia in commissione bilancio e tiene bloccata la riforma. Davanti a tutto questo mi è stato impedito di parlare e quindi altri colleghi sono intervenuti, ma è stato impossibile riportare le parole di Mattarella e chiedere ai colleghi di riprendere i lavori di una riforma che aspettiamo da quasi due anni”, ha commentato Floridia denunciando “l’atteggiamento di violenza istituzionale della maggioranza, che continua a riproporsi ed è gravissimo”. 

    “La vicepresidente del Senato, Ronzulli, impedendo alla senatrice Florida, presidente della commissione vigilanza Rai, di parlare in aula, ha impedito che si potesse riportare il pensiero del Quirinale che giustamente ha sentito l’esigenza di prendere una posizione sullo stallo in corso. E’ come se avesse tolto la parola al presidente della Repubblica, Mattarella. Incredibilmente in Vigilanza Rai siamo davanti all’ostruzionismo della maggioranza che rende sostanzialmente impossibile il lavoro della commissione. Un modo per legittimare e garantire che vada avanti TeleMeloni senza controllo. Un preciso progetto politico da parte del governo e della maggioranza”, ha evidenziato il capogruppo di Avs e presidente del gruppo Misto, Peppe De Cristofaro, parlando con i giornalisti a Palazzo Madama.

    E ha aggiunto: “La presidente Florida ha fatto benissimo a sollevare questa questione in aula, anche perché questa era esattamente la settimana in cui doveva essere all’ordine del giorno il Media Freedom Act. Non si può continuare a piegare il Parlamento a una logica burocratica, in cui decisioni prese mesi prima diventano intoccabili, indipendentemente da ciò che accade nel frattempo. Il Parlamento è il luogo del confronto politico. Quando si verificano eventi politici rilevanti è doveroso garantire una discussione. Non è un diritto che si concede, non è un favore alle opposizioni, ma un diritto delle opposizioni. Lo stallo della commissione di Vigilanza è invece un limite insopportabile al diritto del parlamento di svolgere quel lavoro di vigilanza che oggi gli è impedito”.

    I capigruppo delle forze di maggioranza al Senato hanno espresso solidarietà a Ronzulli. Per il presidente dei senatori leghisti Massimiliano Romeo, “è vergognoso l’atteggiamento che le opposizioni stanno assumendo in questi giorni nei confronti delle istituzioni, nel corso della discussione di provvedimenti importanti. Esprimere le proprie idee è lecito – ha aggiunto in una nota – ma destinare attacchi gratuiti e, ci risulta, anche offensivi nei confronti della presidenza di turno è inaccettabile”.

    Lucio Malan, capogruppo di FdI, ha sottolineato che “la vicepresidente del Senato ha condotto oggi i lavori di Palazzo Madama nel modo più corretto, come sempre. Sono inaccettabili, nel tono e nella sostanza, le accuse nei suoi confronti, dentro e fuori dall’Aula. Non si possono fare interventi su qualunque argomento, facendoli passare per ordine dei lavori allo scopo di ritardare la discussione”, evidenziando in particolare il comportamento delle opposizioni “gridando in aula, scendendo davanti al banco della presidenza, sia in dichiarazioni fuori dall’aula”.

    Dalla senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia Nm, Udc, Maie, “ferma e sincera solidarietà”, aggiungendo che “mettere in discussione la sua imparzialità significa colpire non solo la persona, ma anche il corretto funzionamento dell’assemblea. Il rispetto delle regole e delle figure di garanzia non può e non deve essere subordinato a logiche di scontro politico”.

    Per Forza Italia, partito a cui appartiene Ronzulli, si è espresso in Aula il vicecapogruppo Adriano Paroli contro “gli attacchi non solo ingiustificati ma anche profondamente sbagliati dal punto di vista istituzionale nei confronti della presidente Ronzulli. Attaccare la presidenza di turno quando fa rispettare il regolamento è sbagliato. La collega Floridia (del M5s e presidente della commissione di Vigilanza Rai, ndr) sa che in quest’aula è consuetudine addirittura per gli interventi di fine seduta comunicare prima il contenuto di tali interventi. La presidente Ronzulli ha semplicemente applicato il regolamento”. 

    La stessa Ronzulli in una nota ha espresso “la mia più sincera gratitudine ai numerosi colleghi che mi hanno manifestato la loro solidarietà, con particolare riferimento al Presidente del Senato, Ignazio La Russa, nonché a diversi esponenti delle opposizioni che, in forma privata, hanno fatto pervenire parole di sostegno. Nel corso dei lavori d’Aula, mi sono limitata ad applicare, con rigoroso senso delle istituzioni, una richiesta attinente all’ordine dei lavori, a fronte di un intervento del tutto estraneo alle tematiche in discussione. È del tutto infondata l’interpretazione secondo cui io avrei voluto censurare le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.

    “Il Senato della Repubblica – ha proseguito – costituisce un presidio fondamentale della vita democratica del Paese, regolato da norme chiare e inderogabili, alle quali sono chiamati ad attenersi, senza eccezione, tanto la maggioranza quanto le opposizioni. A chi presiede l’Aula compete il dovere di garantire il pieno rispetto dell’ordine dei lavori e delle regole che disciplinano il corretto svolgimento dell’attività parlamentare, senza concessioni a forzature o arbitrarie interpretazioni. Ritengo opportuno non soffermarmi sulle offese personali che mi sono state rivolte, auspicando che simili episodi non si ripetano. Nell’esercizio delle funzioni di presidenza, non mi riconosco in alcuna appartenenza di parte, ma mi faccio garante dell’intera Assemblea. Con questo spirito intendo continuare ad adempiere al mandato che mi è stato affidato, nel pieno rispetto delle istituzioni”.