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Sasso, bottiglia o lacrimogeno, le piste dei pm di Torino

Sono passati tre giorni dagli scontri del derby di Torino, ma ancora non è chiaro cosa abbia colpito Marco Leonardo Basoccu, il tifoso juventino di 36 anni ferito alla testa durante i disordini e ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Molinette.

Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono al momento quella del sasso o quella, sostenuta dagli ultras, del lacrimogeno, mentre sembra più debole quella relativa a una bottiglia, avanzata inizialmente. La procura del capoluogo piemontese, che nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo, affidato al pm Paolo Scafi, sta coordinando le indagini affidate alla Squadra mobile per il filone relativo al ferimento e alla Digos sia per gli episodi di violenza sia per la ricostruzione complessiva dei disordini. Queste ultime indagini hanno già portato all’arresto di dieci ultras bianconeri appartenenti ai Viking 1986, gruppo con base a Milano. Otto di loro, accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lancio pericoloso di oggetti e rissa, sono stati scarcerati ieri con obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria.

Per fare luce sui fatti di domenica sono numerosi i filmati che gli investigatori stanno visionando: immagini raccolte dalla polizia, registrate dai droni, ma soprattutto quelle dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area attorno allo stadio Olimpico-Grande Torino. Tra i video acquisiti vi sarebbero anche quelli dell’Automobile Club d’Italia, il cui edificio è tra i più vicini ai luoghi degli scontri. E proprio in uno di questi filmati Basoccu è stato ripreso sia nelle fasi che precedono il ferimento sia nel momento in cui viene colpito. A circa 50 metri da dove è rimasto ferito il trentaseienne c’era una squadra del reparto mobile della polizia che, in quei momenti concitati, sarebbe stata bersagliata da un altro gruppo juventino. È in quel punto che, mentre Basoccu tenta di entrare nel settore Distinti, viene colpito da un oggetto.

In precedenza alcuni Viking, gruppo di cui il trentaseienne fa parte, avevano tentato di raggiungere il corteo granata diretto verso lo stadio. In piazzale San Gabriele di Gorizia, gli ultras bianconeri, che da oltre un’ora presidiavano l’area vicina agli ingressi del settore ospiti, tentano un avvicinamento ma trovano davanti a loro il cordone delle forze dell’ordine. Scatta un primo momento di tensione. Al lancio di pietre, bottiglie e bombe carta la polizia risponde con i lacrimogeni. Ne verranno sparati a fine giornata oltre 150. Dopo alcuni minuti il corteo granata attraversa il piazzale per imboccare corso Galileo Ferraris in direzione della curva Maratona. È in quel momento che alcune decine di Viking, con cinghie e aste, avanzano verso i tifosi granata riuscendo ad arrivare a contatto per pochi istanti, prima di arretrare verso l’area di prefiltraggio che precede gli ingressi del settore ospiti e della porzione dei Distinti riservata ai tifosi juventini. È lì che si trovano gli agenti del reparto mobile ed è lì che Marco Leonardo Basoccu si accascia a terra. Colpito da un oggetto che si vede nei video, ma che ancora non è stato identificato.

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