L’Università La Sapienza di Roma mantiene il primo posto mondiale in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo nella classifica Qs World University Rankings by Subject 2026. L’Italia, come anticipa il Corriere della Sera, si colloca al terzo posto tra i paesi dell’Ue per numero di università classificate, dietro alla Francia e alla Germania, ma al secondo posto per numero totale di voci, superata solo dalla Germania.
Sessanta atenei italiani (rispetto ai 56 del 2025) compaiono 769 volte nella classifica, di cui 671 voci nelle singole discipline e 98 nelle cinque grandi aree di studi. L’Italia è il settimo paese più rappresentato per atenei classificati.
Qs, rettrice Sapienza ‘unico ateneo con tre discipline nella top 10’
Sapienza prima università al mondo in Classics & Ancient History e tra le prime dieci con Archeology e History of Art: è la prima volta che un’università italiana si colloca con 3 materie nella Top 10 della classifica Qs World University Rankings by Subject. L’edizione 2026 del report conferma per il sesto anno consecutivo il primato assoluto dell’ateneo negli studi classici, unico primato mondiale per le università italiane, e premia l’ambito umanistico con il 7mo posto assoluto assegnato sia agli studi storico-artistici sia a quelli archeologici, con Archaeology che passa dalla 11ma posizione alla 7ma e History of Arts che balza dalla 18ma alla 7ma. “Il nuovo Qs World University Rankings by Subject 2026 consolida l’eccellenza del nostro ateneo – sottolinea la rettrice Antonella Polimeni -, con la conferma del primato mondiale in Classics & Ancient History, ottenuto per il sesto anno consecutivo, e l’avanzamento nella top 10 in Archaeology e History of Art. Questi risultati – conclude la rettrice – rappresentano una testimonianza tangibile dell’impegno scientifico costante, della passione e della dedizione di una comunità accademica capace di custodire un’eredità culturale millenaria, proiettandola nel futuro, attraverso una ricerca e una didattica di respiro internazionale che la pone stabilmente ai vertici mondiali delle classifiche”. Sapienza migliora anche per numero di discipline posizionate nella Top 50 mondiale, passando dalle 4 del 2025 alle 6 della classifica 2026 appena rilasciata; in particolare si confermano Classics & Ancient History (1), Archaeology (7), History of Art (7) e Physics & Astronomy (38) ed entrano tra le prime 50 Modern Languages (42) e Pharmacy & Pharmacology (48). Tra le top 100, Sapienza è prima in Italia con 26 materie; invece, per presenze totali nel ranking, è seconda a livello nazionale con 46 materie. Per realizzare il ranking 2026, sono state considerate oltre 6.277 istituzioni, delle quali 1.912 hanno trovato spazio nella classifica.
Qs, Italia al terzo posto in Ue per università classificate
L’Italia si colloca al terzo posto tra i paesi dell’Ue per numero di università classificate, dietro alla Francia e alla Germania, ma al secondo posto per numero totale di voci, superata solo dalla Germania. E’ quanto emerge dalla classifica Qs World University Rankings by Subject 2026. L’Italia è inoltre uno dei tre paesi dell’Ue a vantare una voce classificata al primo posto mondiale, insieme alla Svezia e ai Paesi Bassi, che guidano la classifica con due voci e si colloca al secondo posto tra i paesi dell’Ue sia per le voci nella top 10 che nella top 20, superata solo dai Paesi Bassi. Un totale di 60 atenei italiani (rispetto ai 56 del 2025) compaiono 769 volte nella classifica di quest’anno — di cui 671 voci nelle singole discipline e 98 nelle cinque grandi aree di studi. L’Italia è il settimo paese più rappresentato per numero di università classificate.
Di tutte le voci cumulative, il 28% ha registrato un miglioramento, il 35% è rimasto invariato e il 24% ha subito un calo, mentre 97 sono nuove voci, con un miglioramento netto del 4% rispetto all’anno precedente. Le università italiane si sono aggiudicate 163 posizioni nella top 100 mondiale nelle 55 classifiche per disciplina e nelle cinque grandi aree di studio. L’Italia registra il terzo miglioramento su base annua più elevato (7%) tra i paesi dell’Ue con almeno 50 voci, a pari merito con la Repubblica Ceca. Solo il Portogallo (14%) e la Polonia (11%) mostrano un miglioramento netto più marcato.
“I risultati dell’Italia di quest’anno – commenta Nunzio Quacquarelli, presidente Qs – mostrano un sistema universitario di spessore, con visibilità globale e alcuni punti di forza altamente distintivi. Atenei come Bologna e Sapienza dimostrano il valore duraturo delle università statali italiane, mentre il mantenimento da parte di Sapienza della prima posizione in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo è un esempio di eccellenza globale sostenuta in un campo profondamente legato al patrimonio intellettuale e culturale del Paese. Allo stesso tempo, i risultati evidenziano le sfide strutturali che il settore della formazione universitaria italiana deve affrontare. Per l’Italia, la sfida non è semplicemente quella di preservare i punti di forza di lunga data, ma di svilupparli ulteriormente, attraverso continui investimenti nella capacità di ricerca, nella collaborazione internazionale, nell’attrazione e nella fidelizzazione dei talenti e in una più ampia diffusione dell’eccellenza tra le Atenei e le discipline. L’Italia possiede il patrimonio accademico, la base istituzionale e la diversità disciplinare per competere in modo molto efficace sulla scena mondiale. Il passo successivo è convertire tale potenziale in prestazioni elevate e più costanti in tutto il sistema”.
La visibilità internazionale dell’Italia nelle diverse discipline – fanno notare gli esperti di Qs – è sostenuta in misura prevalente dai grandi atenei pubblici generalisti, che continuano a rappresentare l’ossatura del sistema universitario nazionale. Bologna guida il Paese con 50 voci, seguita da Sapienza con 46 e dall’Università di Padova con 40. Seguono l’Università degli Studi di Milano con 38, l’Università degli Studi di Firenze con 34, l’Università degli Studi di Napoli Federico II con 31, l’Università degli Studi di Pisa con 30 e l’Università degli Studi di Torino con 29. Il Politecnico di Milano, pur caratterizzato da un orientamento più marcatamente specialistico, registra 26 presenze, confermandosi tra i principali contributori italiani. Ai livelli più alti della classifica, la rappresentanza italiana si concentra in un numero ristretto di istituzioni.
Solo pochi atenei collocano discipline nella top 10 mondiale: Sapienza Università di Roma con tre presenze, Politecnico di Milano e Università Bocconi con due ciascuno, e Scuola Normale Superiore con una. Accanto al vertice assoluto, l’Italia registra ulteriori risultati di particolare rilievo: il Politecnico di Milano è sesto in Architettura, l’Università Bocconi è nona in Marketing, la Scuola Normale Superiore è decima in Lettere classiche e Storia antica, l’Università Iuav di Venezia è 14ma in Storia dell’arte, il Politecnico di Torino è 18mo in Architettura e l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna è 19ma in Archeologia. Nella top 20 mondiale, Università Bocconi e Politecnico di Milano guidano il Paese con quattro presenze ciascuno, seguiti da Sapienza con tre. Completano il quadro il Politecnico di Torino con due presenze e, con una presenza ciascuno, l’Università di Bologna, la Scuola Normale Superiore e l’Università Iuav di Venezia. Nella top 50, il Politecnico di Milano si colloca al primo posto tra gli atenei italiani con 10 presenze, convertendo in risultati di fascia alta il 38% del proprio totale. Seguono l’Università di Bologna con nove, quindi Sapienza e Politecnico di Torino con sei ciascuno, e Università Bocconi con cinque. Il dato segnala con particolare evidenza la capacità del Politecnico di Milano di concentrare la propria presenza in aree di eccellenza globale, distinguendosi per intensità della performance oltre che per qualità del posizionamento. Nella top 100 mondiale, infine, emergono con forza anche la continuità e la profondità della presenza italiana. Bologna e Sapienza registrano entrambe 26 presenze, il dato più elevato a livello nazionale, seguite dal Politecnico di Milano con 15, dall’Università di Padova con 12, dal Politecnico di Torino con 10 e, con otto ciascuno, da Università Bocconi e Università degli Studi di Milano.
Qs, Bocconi guida in discipline economiche, Luiss prima in Scienze politiche
L’Università Bocconi continua a guidare l’Italia nelle discipline economiche, classificandosi al nono posto in Marketing e al 10mo in Economia e Management. L’Università Luiss è al primo posto in Italia in Scienze Politiche e Studi Internazionali, al 23mo posto della classifica generale. L’Istituto Universitario Europeo contribuisce con cinque voci nella top 100 nelle materie di scienze sociali, riflettendo il suo profilo internazionale. Nel campo emergente della scienza dei dati e dell’intelligenza artificiale, l’Italia è passata da tre atenei classificate nel 2025 a sette nel 2026, con il Politecnico di Milano in testa a livello nazionale al 32mo posto.
E’ quanto emerge dalla classifica QS World University Rankings by Subject 2026 pubblicata oggi. La medicina è l’area disciplinare più rappresentata, con 38 atenei italiani classificate, in aumento rispetto alle 33 del 2025. Seguono le scienze biologiche (31), la fisica e l’astronomia (27) e l’informatica e i sistemi informativi (26). Nelle discipline umanistiche, le lettere classiche e la storia antica e l’archeologia — due delle materie di punta dell’Italia a livello globale — contano 16 atenei ciascuna, guidate in entrambi i casi dalla Sapienza. L’Architettura / Ambiente Costruito è guidata dal Politecnico di Milano al sesto posto a livello globale, il miglior piazzamento individuale nel Paese per l’architettura.
“I risultati del 2026 – secondo gli esperti di Qs – mostrano un’università italiana capace di esprimere eccellenze riconosciute a livello globale, ma meno efficace nel trasformarle in forza sistemica. Accanto a punte di altissimo livello, restano infatti disomogeneità nella capacità di ricerca, pressione sulle risorse, competizione internazionale per i talenti e difficoltà nel consolidare i risultati su scala più ampia. La sfida, per il sistema italiano, non è dimostrare di avere eccellenza. È riuscire a sostenerla nel tempo, ampliarla e renderla più diffusa tra discipline, istituzioni e aree strategiche della competitività accademica globale”. La sedicesima edizione annuale della classifica Qs analizza oltre 21.000 programmi accademici in più di 1.900 università in oltre 100 paesi, coprendo 55 discipline e cinque grandi aree di studio: Arti e scienze umane, Ingegneria e tecnologie, Scienze della vita e medicina, Scienze naturali, Scienze sociali, economiche e manageriali.
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