Ditonellapiaga e TonyPitony, con una sorprendente versione di The Lady Is a Tramp, vincono la serata delle cover del Festival di Sanremo. Sul podio al secondo posto Sayf con Hit The Road Jack, brano reso immortale da Ray Charles, con Alex Britti e Mario Biondi in versione Blues Brothers; al terzo Arisa con Quello che le donne non dicono, brano manifesto di Fiorella Mannoia, interpretata con il Coro del Teatro Regio di Parma.
La serata cult del festival si apre con il set di grande impatto di Laura Pausini: l’artista inizia dall’esterno dell’Ariston e poi travolge la sala, con un medley di Immensamente di Umberto Tozzi, Io Canto di Riccardo Cocciante e Ritorno ad Amare di Biagio Antonacci. “Cantare è la cosa che mi fa sentire più libera. Ognuno di noi ha il diritto di essere ascoltato di essere libero e essere rispettato”, dice Pausini.
Illumina l’Ariston Bianca Balti: “È passato un anno ma sembra un giorno. E si vede dai miei capelli!”, sorride la top model che l’anno scorso testimoniò la sua forza presentandosi calva, in vista le cicatrici degli interventi per il tumore. “Sei una forza della natura, un orgoglio”, si emoziona Pausini. “Questo palco mi ha dato l’opportunità di lanciare un messaggio, sono qui per godermela non solo per me, ma per tutti coloro che hanno sofferto e soffrono”. Dopo i 9,5 milioni di spettatori che hanno seguito la terza serata con il 60.6%, la media di share più alta dal 1990, il festival parte con slancio.
Elettra Lamborghini e le Las Ketchup fanno ballare con Aserejé, tormentone del 2002. Mara Sattei e Mecna mixano rap e melodia per L’Ultimo Bacio di Carmen Consoli. Patty Pravo saluta Ornella Vanoni alla fine della sua esibizione sulle note di Ti lascio una canzone, brano senza tempo di Gino Paoli; con lei c’è il primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko. Levante e Gaia infiammano il palco con I Maschi di Gianna Nannini e si baciano mentre la ripresa si allarga: il dettaglio non sfugge all’occhio implacabile dei social e c’è chi parla di “censura”. Ma il regista Maurizio Pagnussat smentisce: “Mi sarebbe piaciuto riprenderlo se l’avessero fatto un attimo prima, ma c’è un rituale per il cambio di palco”. Intensa e convincente la versione di Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina che offrono la voce raffinata di Malika Ayane e il talento poliedrico di Claudio Santamaria; decisamente rock e metal quella di Occhi di Gatto di Cristina D’Avena che si scatena, di pelle e catene vestita, con le Bambole di Pezza. “Non rassegniamoci alla guerra”: la voce campionata di Papa Francesco chiude la cover di Su di Noi di Dargen D’Amico a Sanremo, con l’accompagnamento di Pupo (che festeggia 50 anni di carriera) e con Fabrizio Bosso alla tromba, che si apre con una citazione da Il Disertore di Boris Vian.
Fiorella Mannoia conferma la sua intensità di interprete in Domani è un Altro Giorno, altro omaggio a Vanoni, in coppia con Michele Bravi. A sorpresa, Gianni Morandi irrompe sul palco per duettare con il figlio Tredici Pietro, sulle note di ‘Vita’, portata al successo insieme a Lucio Dalla. “Ero tesissimo. Come sono andato?”, chiede poi Gianni. E Pietro: “Secondo me sei andato molto bene. Si vede che l’hai fatta un paio di volte”. Si lamenta Alessandro Gassmann, che doveva promuovere al festival la nuova fiction Guerrieri, “ma mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante”, il figlio Leo. Maria Antonietta & Colombre richiamano sul palco Brunori Sas per Il mondo di Jimmy Fontana; Fulminacci e Francesca Fagnani invertono i ruoli di Mina e Alberto Lupo per Parole, Parole (e “che cosa sei” diventa “che belva sei”); Tommaso Paradiso e gli Stadio emozionano con L’Ultima Luna di Dalla.
Il ritmo ipnotico della batteria, la botta di energia di Andamento Lento trasforma l’Ariston in una discoteca con LDA, Aka 7even e l’80enne Tullio De Piscopo. Nostalgia da Derby degli anni d’oro con J-Ax, Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Ale e Franz e Paolo Jannacci: cantano E la vita, la vita e salutano Renato Pozzetto. Entusiasmano Enrico Nigiotti e Alfa con En e Xanax di Samuele Bersani. Da brivido il duetto di Serena Brancale con Gregory Porter e Delia in Besame mucho. L’ospite comico è Alessandro Siani. Al leggio con Carlo Conti, spiega perché ‘Sanremo è Sanremo’. “Sanremo è Sanremo – esordisce Conti – perché ha 76 anni di vita musica, imprevisti, polemica, ma è sempre giovane”, “perché ha 76 anni di vita ma ancora in attività: l’età pensionabile si è allungata assai”. In fondo, “Sanremo non è una città, è una condizione permanente dell’anima”. Il premio alla carriera è Caterina Caselli. Sono passati 60 anni da Nessuno Mi Può Giudicare, ma il messaggio resta attuale: “Sentitevi liberi dal giudizio”.
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