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Ritrovato nel Chianti il patrimonio di Ursula Andress

Un sequestro a sorpresa rende fondati i sospetti dell’attrice Ursula Andress, oggi 90enne, sul possibile depauperamento, costante e progressivo, del suo patrimonio personale, che aveva affidato alle cure del banchiere ginevrino Eric Freymond che è morto suicida nel luglio 2025. Ursula Andress aveva fatto denuncia all’autorità giudiziaria di Vaud (Svizzera) su ammanchi e anomalie nella gestione del suo portafoglio. Ora, procura e Fiamme gialle di Firenze, anche sulla scia delle indagini elvetiche, hanno effettuato un sequestro preventivo da 20 milioni di euro su asset immobiliari in Toscana gestiti con fondi provenienti dalle sue finanze personali tramite passaggi che gli inquirenti ritengono non trasparenti. I sigilli sono stati messi a una villa in campagna, ad altri 10 edifici di pregio e a 14 terreni coltivati a vigne e uliveto (18 ettari). Sono tutti immobili compresi nella Tenuta Palazzo al Bosco, a Chiesanuova di San Casciano Val di Pesa, a 10 km da Firenze.

L’inchiesta fiorentina ritiene che l’accumulo di tale patrimonio sia profitto di reati di riciclaggio e autoriciclaggio ai danni di Ursula Andress, che è persona offesa nella vicenda. Eric Freymond non c’è più, ma la moglie Caroline – che è indagata – era presente a Palazzo al Bosco all’esecuzione del sequestro da parte delle Fiamme Gialle. Sequestrate nell’operazione anche opere d’arte contemporanea e per definirne il valore ai fini dell’inchiesta è stato nominato un perito. Eric e Caroline Freymond facevano sfoggio di mecenatismo culturale e avevano dato a Palazzo al Bosco un posto centrale per le loro iniziative di richiamo. La tenuta, accessibile da via Faltignano, è stata con buona periodicità luogo di mostre d’arte e performance culturali, convegni senza clamore riservati a un pubblico selezionato. Le indagini del pubblico ministero del Cantone di Vaud, spiegano gli inquirenti fiorentini, hanno delineato “un quadro caratterizzato da una sistematica attività di distrazione di risorse finanziarie, quantificate in circa 18.000.000 di franchi svizzeri (pari a circa 20 milioni di euro)”. Indagini da cui è emerso che gli investimenti finivano in un riciclaggio a Firenze.

Nel filone di Vaud ci sono due indagati per truffa ma tali presupposti hanno innescato l’azione antiriciclaggio della Dda. Il nucleo di Polizia Economico Finanziaria della GdF fiorentina ha ricostruito con documenti, accertamenti bancari, ricostruzioni societarie e incroci di dati patrimoniali e finanziari, l’intera filiera del denaro illecitamente gestito. Usate le più avanzate metodologie di contrasto al riciclaggio come la “paper trail”, tecnica che fa ricostruire il percorso delle somme sottratte e individuarne il progressivo reimpiego in beni di pregio e asset di elevato valore economico. Un lavoro certosino che rende giustizia alla sex symbol del cinema. Tuttavia nel jet set internazionale non pare ci sia solo lei ad aver puntato il dito contro lo stesso Freymond. Nel dicembre 2025 la stampa francese riportava – per una vicenda diversa – che un erede del gruppo Hermes, l’82enne Nicolas Puech, residente in Svizzera, ha accusato il suo ex consulente patrimoniale, ossia lo stesso Eric Freymond, pur già morto, di averlo spogliato di 6 milioni di azioni della maison ereditate dal bisnonno, a vantaggio di Bernard Arnault (Lvmh) dentro una complicata battaglia legale fra magnati del lusso dopo che Puech ha citato Arnault in una causa civile al tribunale di Parigi.

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