Stava programmando una strage a scuola. Per questo i carabinieri del Ros hanno arrestato un 17enne pescarese, residente a Perugia, al quale vengono contestati anche i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa oltre che detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Secondo le indagini, il ragazzo stava lavorando alla fabbricazioni di armi e di ordigni chimici. Seguiva un gruppo Telegram incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della ‘razza ariana’. L’operazione del Ros si è svolta tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.
Le indagini, coordinate dalla Procura dei minori dell’Aquila che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, ha accertato che il 17enne cercava manuali e informazioni per la fabbricazione di ordigni bellici e armi da fuoco. Tra il materiale sequestrato ci sono anche documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto in una chiara cornice di finalità terroristica. Il minorenne, inoltre, cercava informazioni anche sulla costruzione di armi in 3D e sulla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la “madre di Satana”.
Il ragazzo avrebbe frequentato una scuola superiore nel centro dell’Alto Tevere umbro. In base a elementi raccolti sul posto sembra che frequentasse da poco la scuola umbra, forse da questo anno.
Il Ros ha effettuato una perquisizione anche ad Arezzo città, nei confronti di un minorenne incensurato che risulterebbe tra i sette indagati, su una rete di giovani legati ad ambienti estremisti e suprematisti, culminata nell’arresto di un 17enne di Pescara. Le accuse contestate agli indagati sono propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.
Il 17enne era già stato perquisito nell’ambito di un’indagine condotta a Brescia nei confronti di persone tutte sospettate di appartenere a gruppi virtuali di estrema destra con posizioni radicali neonaziste, suprematiste, xenofobe e antisemite.
Nel gruppo Telegram di cui faceva parte, ‘Werwolf Division’ si celebravano anche le ‘gesta’ degli autori dei cosiddetti mass shooting, le stragi di massa, come Brenton Tarrant, autore dell’attentato alle moschee di Christchurch, e Anders Behring Breivik, responsabile degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya nel 2011, elevati a “santi” per incentivare l’emulazione. È emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School. I carabinieri hanno effettuato sette perquisizioni nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Tutti, indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, sono inseriti in un giro internazionale composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista, particolarmente affascinati dalla violenza e l’estremismo.
Si allarga l’indagine, altri sette giovani indagati
C’è un minore indagato e perquisito anche nel Bolognese nell’operazione, su una rete di giovani legati ad ambienti estremisti e suprematisti, culminata nell’arresto di un 17enne di Pescara, ma residente in provincia di Perugia. Oltre al 17enne ci sono altre sette giovani indagati (tra Abruzzo, Emilia-Romagna, Umbria e Toscana), uno dei quali vive in un comune del Bolognese. Gli investigatori tengono uno stretto riserbo sull’esito delle perquisizioni, ma a quanto si apprende saranno esaminati i dispositivi sequestrati (smartphone e computer) per verificare il grado di coinvolgimento di ognuno di questi ragazzi. Tutti sono indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
Valditara, l’arresto del 17enne conferma che bisogna lavorare sull’uso dei social
Il caso del 17enne pescarese arrestato con l’accusa, tra l’altro, di detenzione di materiale con finalità di terrorismo “è la conferma che noi dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione, probabilmente anche lavorando con le grandi compagnie, con i vari gestori di queste reti per trovare insieme delle soluzioni, perché non c’è soltanto il divieto per i minori”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha commentato l’arresto del ragazzo che, secondo i carabinieri del Ros stava progettando una strage a scuola. “Anche questo” ragazzo “era collegato con i social e utilizzava informazioni, almeno così ho letto dalle prime notizie, per procurarsi armi, esplosivi e quant’altro – ha aggiunto a margine di un convegno sulla scuola e sulle prospettive educative -. È una grande sfida, purtroppo è il tema del momento ed è un tema molto drammatico”. Sul limite all’utilizzo dei social “ritengo che il disegno di legge che stanno discutendo in Parlamento sia molto equilibrato e cioè il divieto sino a 14 anni – ha aggiunto -. È quello che più o meno si sta facendo anche in altri Paesi, in Australia è stato fissato a 16, però in linea di massima è fissato ai 14 anni. C’è da risolvere anche il problema della privacy, che è un problema serio, oggettivo, che però a mio avviso può essere superato”. “È un tema, questo, che dobbiamo affrontare con grande urgenza e con grande senso di responsabilità”, ha concluso.
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