“Stiamo facendo i conti e bisogna verificare quanto c’è in riserve complessive di gas sia all’interno del Paese sia all’esterno ma che possono essere mobilitate. Mi tengo molto cauto, non andiamo oltre il 12% o il 13%”.
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, parla del potenziale impegno dell’Italia verso i Paesi che sono già in deficit di risorse energetiche, in uno sforzo di solidarietà volontaria deciso ieri nell’ambito del G7 energia. Non si tratta per l’Italia di riserve strategiche “che non verrebbero toccate, ma di riserve complessive”, ha precisato il ministro, ospite del Forum ANSA sulle ‘voci del governo’.
Reduce da una giornata impegnativa a Parigi, tra summit internazionale per il rilancio del nucleare civile e G7 dei ministri dell’energia convocato d’urgenza sull’impennata dei prezzi del petrolio, Pichetto pensa che cittadini e imprese debbano cercare di affrontare questo momento “il meno emotivamente possibile”, pur in presenza di “un quadro di guerra che sta creando ripercussioni a livello mondiale”.
Le attuali scorte di gas che ha l’Italia non preoccupano, “abbiamo lo stoccaggio più alto d’Europa”, ricorda il ministro che tuttavia insiste sulla necessità di un mix energetico con nucleare e rinnovabili anche perché “il sistema è dinamico”, “siamo a un passo per raggiungere l’obiettivo degli 80 gigawatt” di rinnovabili, “ma io per primo dico che forse al 2030 sono pochi. Sembravano tantissimi quando sono stati pensati”. Quindi bisogna integrare con altre fonti ma “non possiamo tappezzare di pale eoliche e di fotovoltaico il più bel Paese del mondo”, ha aggiunto. Peraltro, sulle fonti rinnovabili “c’è un blocco di interi territori, di intere regioni” ricorda a chi lamenta lentezza burocratica. Per non parlare del “blocco l’anno scorso dovuto all’intervento della magistratura che ha fermato il decreto sulle aree idonee”.
Tuttavia Pichetto vede “con favore che molte regioni sono partite già con la legge d’attuazione e stanno accelerando”. Il nucleare di nuovissima generazione è un cavallo di battaglia del ministro che ricorda come “il Canada parte con il settore industriale degli Small modular Reactor nel 2030, noi nel Pniec abbiamo previsto nel prossimo decennio”. L’Italia chiede a Bruxelles di sospendere l’Ets, lo scambio di quote di emissioni di Co2, che pesa sulle imprese e sulla loro competitività ed inserito nel decreto Bollette. Per quanto il principio dell’Ets “chi inquina di più deve pagare di più, il principio della decarbonizzazione” sia giusto, si sta rivelando “un boomerang per le aziende” secondo Pichetto. “A fianco del termoelettrico, che è il sistema di produzione di energia elettrica, che fa il prezzo in Italia, devo far crescere le rinnovabili come elemento di compensazione” insiste.
Comunque l’Ets divide i Paesi europei: “In Europa ogni Paese porta avanti i propri interessi” ammette Pichetto ricordando che l’Italia è la più interessata e “in parte la Germania. E quindi è chiaro che è molto un interesse nazionale e meno europeo”. Sulle accise mobili, “c’è una norma quadro che al limite va corretta, del 2023. E la valutazione la sta facendo il ministero dell’Economia – ha detto il ministro – Certo dovremmo agire, ma stiamo attenti alla luce delle oscillazioni dei prezzi del 20% nel giro di poche ore, nell’interesse del Paese”. Infine sul rinnovo delle concessioni idroelettriche, anche senza gara, Pichetto ha evidenziato il rischio che si faccia cassa con una gara pura in cui magari un fondo può essere interessato solo al margine di rendimento dell’acqua che scende e non la produzione.
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