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Per l’Ue Pornhub e siti per adulti violano la legge: “Non tutelano i minori”

La Commissione europea ha stabilito, in via preliminare, che Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos violano la legge sui servizi digitali (Dsa) per non aver protetto i minori dall’esposizione a contenuti pornografici. Se le violazioni fossero confermate, i siti per adulti rischierebbero sanzioni pecuniarie proporzionate all’infrazione fino al 6% del fatturato annuo globale.

“Le piattaforme online hanno una responsabilità”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen. “Oggi compiamo un’ulteriore azione per dare attuazione al Dsa, garantendo che i bambini siano adeguatamente protetti online, come è loro diritto”.

Dall’indagine, avviata il 27 maggio 2025, è emerso che le piattaforme non hanno identificato e valutato diligentemente i rischi. Nella valutazione, i quattro siti per adulti hanno dato eccessiva importanza a preoccupazioni di natura commerciale, come il danno reputazionale, anziché concentrarsi sui rischi sociali per i minori, fornendo talvolta informazioni fuorvianti e ignorando i pareri delle organizzazioni per i diritti dei minori. 

Secondo palazzo Berlaymont, le misure adottate dalle piattaforme, come le autodichiarazioni di maggiore età, l’oscuramento delle pagine, gli avvisi sui contenuti e le etichette “Riservato agli adulti”, non impediscono efficacemente ai minori di accedere a contenuti dannosi. La Commissione sottolinea infine la necessità per Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos di adottare sistemi di verifica dell’età che tutelino la privacy, citando come standard di riferimento la futura app Ue attualmente in fase di test. Nell’esercizio del loro diritto di difesa, le piattaforme hanno ora la possibilità di esaminare i documenti contenuti nei fascicoli d’indagine e di replicare per iscritto alle conclusioni preliminari. Le piattaforme possono adottare misure per porre rimedio alle violazioni. Parallelamente, verrà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali. 

Sempre in tema minori, in Italia l’Agcom ha adottato i primi ordini di blocco di siti pornografici che non si adeguano alle norme in materia di tutela dei minori e verifica dell’età. E ancora Bruxelles ha avviato un procedimento formale per verificare se Snapchat garantisca un elevato livello di sicurezza, privacy e protezione dei minori online, in conformità con la legge sui servizi digitali.

Ed è di poche ore fa la sentenza di Los Angeles destinata a cambiare in modo radicale il dibattito sulle piattaforme online. Google e Meta sono state ritenute responsabili della dipendenza dai social media tra i giovani. 
   

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