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Parole choc di una leghista contro Schlein, s’infiamma la campagna sul voto

Un finale di campagna elettorale macchiato dalla violenza verbale. A evocarla sui social, augurando il peggio a Elly Schlein sulla scia dell’investimento folle avvenuto a Modena sabato scorso, è una consigliera lombarda della Lega, Debora Piazza. Parole inequivocabili, le sue, anche se non cita la segretaria del Pd: “Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore?”. La leghista lo scrive su Facebook commentando il comizio di Schlein a Lecco, uno dei 749 comuni che andrà al voto tra domenica e lunedì. E che è vicino a Barzanò, il borgo di 5000 anime dove Piazza, iscritta al partito dal 2020, rappresenta il Carroccio. Oltre che responsabile regionale del dipartimento Lega per il benessere degli animali di cui riempie il suo profilo Facebook alternato alla foto del pratone di Pontida. Il suo commento corre veloce sul web, e solleva la bufera. Non bastano le scuse: “Non era mia intenzione augurare del male a nessuno né alimentare odio politico”, si giustifica poco dopo. Ma la condanna bipartisan della politica arriva impietosa, parallela alla solidarietà a Schlein. Non si sottrae Giorgia Meloni, tranchant nei toni: “Sono parole inaccettabili che superano ogni limite e che non possono trovare alcuna giustificazione nel confronto politico”.

La premier non fa sconti e insiste: “La violenza, anche solo evocata, non può mai diventare linguaggio politico. Su questo non devono esistere esitazioni”. A lei si accodano i presidenti delle Camere e gli alleati di governo (silente fino a sera solo Matteo Salvini) e i leader progressisti. E alla fine per la consigliera non c’è altra strada: la Lega la sospende da ogni incarico. Si desta così dal torpore, il voto delle amministrative che coinvolge solo un capoluogo di regione, Venezia. Qui e a Reggio Calabria si giocano le sfide principali per i due schieramenti. Sognando, reciprocamente, il ribaltone. Nella città della laguna la sinistra (in versione allargata) punta sul senatore dem Andrea Martella per strappare il fortino amministrato da Luigi Brugnaro per 10 anni. In Calabria il sostegno più largo è del centrodestra per Francesco Cannizzaro, deputato e vicecapogruppo di FI alla Camera. Proverà a sfilare la poltrona al sindaco facente funzioni Domenico Battaglia e nome del centrosinistra nel comune. Ma in entrambe le città, le coalizioni e i loro leader non si fanno vedere per la chiusura della campagna. Nessun palco comune o big nazionale in campo, a parte Salvini. In mattinata il segretario della Lega incontra i reggini al mercato, poi vola a Pistoia e in serata è atteso a Cascina, terra della pasionaria leghista Susanna Ceccardi. Per FI, gli impegni all’estero e di governo di Antonio Tajani rendono impossibile poter tirare la volata finale a qualsiasi candidato. E Arianna Meloni, sorella della premier e responsabile politica di FdI, ha chiuso le iniziative elettorali a Voghera. Tutti, o quasi, però si spendono a difesa di Schlein per placare l’ultima polemica nazionale che irrompe sulle amministrative, inquinandola.

Prima Modena, poi il video choc del ministro israeliano Ben-Gvir contro gli attivisti della Flotilla e ora di nuovo l’eco dell’agguato del giovane di seconda generazione a Modena. Partendo dal post anti Schlein, accendono i fari gli eurodeputati del Pd, Nicola Zingaretti e Sandro Ruotolo che lanciano un allarme di par condicio e chiamano in causa direttamente Meta. Denunciano “un andamento anomalo” sulle pagine social di vari esponenti dem, per cui la visibilità dei loro post “cala bruscamente”, a vantaggio di un boom di like e condivisioni per i rivali di destra. Il confronto è con estremisti di destra come Roberto Vannacci, Silvia Sardone, Anna Maria Cisint, Susanna Ceccardi: “È una dinamica che stiamo tracciando da tempo e che sembra ripresentarsi con particolare intensità tra i 7 e i 15 giorni dal voto”, insistono.

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