‘Oltre 50 mila persone disperse in Venezuela’. I feriti sono 4.300

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    Oltre 50.000 persone risultano ancora disperse dopo i terremoti che hanno colpito il Venezuela nella notte tra mercoledì e giovedì. Lo riporta il sito web venezuelano dedicato alle persone scomparse. Il sito permette alle persone di condividere i dettagli e l’ultima posizione dei propri cari, nella speranza di contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso in tutto il paese. 

    A La Guaira si scava a mani nude. Le squadre di soccorso sono poche e male attrezzate: non hanno i macchinari necessari per smuovere le macerie e tentare di salvare le persone ancora sotto i calcinacci. Lo denunciano tanti parenti delle persone intrappolate sotto le case crollate, parlando ai cronisti che sul posto stanno raccontando sui social questo tragico momento, raccogliendo la disperazione di chi, 27 ore dopo il sisma, ora si sente abbandonato. In tanti hanno preso l’iniziativa, unendosi ai pochi vigili del fuoco e ai volontari, negli sforzi per cercare di smuovere le montagne di calcinacci anche a mani nude. Molti di loro, per tutto il giorno, hanno parlato continuamente con i loro cari intrappolati per tenerli coscienti. Però, man mano che sono passate le ore, raccontano che purtroppo le voci si sono fatte sempre più flebili, sino a sparire per sempre. “Mia moglie non ce l’ha fatta. Si stava facendo il bagno quando ci sono state le scosse. Abbiamo tentato di scappare. Io sono riuscito a lasciare il palazzo, lei invece è caduta, ha battuto la testa ed è rimasta bloccata. So che è rimasta nuda, vorrei raggiungerla, almeno per coprire il suo corpo”, ha raccontato in lacrime un uomo distrutto dal dolore.

    Sono 3.000 gli italiani che vivono nell’area attorno all’epicentro del terremoto che ha devastato il Venezuela. Un numero che sale a 65.000 italiani se si prende in considerazione l’intera area colpita dal sisma. A riferire i dati è Maria Teresa Del Re, consigliera dell’Unità di crisi della Farnesina che seguirà la missione italiana in Venezuela in partenza da Pratica di Mare. “C’è una situazione complicata – spiega -, le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l’unità di crisi che il consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida”. La consigliera ha confermato il decesso di una persona italo-venezuelana, ma – ha spiegato – non si esclude la possibilità che ci siano altre vittime italiane “vista l’entità del terremoto”.

    Un primo distaccamento militare statunitense, guidato da un generale dei Marines, è arrivato venerdì a Caracas per “coordinare” gli aiuti americani alle vittime del doppio terremoto in Venezuela, ha annunciato l’esercito americano. “Il maggiore generale dei Marines Kevin J. Jarrard

    In questo momento ci sono oltre 70mila famiglie venezuelane senza un tetto. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno parlando alla tv pubblica, aggiungendo che a La Guaira, lo stato più colpito dal terremoto, sono crollati 100 edifici. Le aree più danneggiate nello stato sono Caraballeda e Catia La Mar. In precedenza il ministro della Salute aveva informato che i feriti al momento sono 4.300.

    Una donna è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira dopo quasi 36 ore dalle due scosse di terremoto che hanno sconvolto il Venezuela. “Quando è iniziato il terremoto, mi sono aggrappata con tutte le mie forze allo stipite della porta così forte che mi sono rotta un dito”, racconta in un video trasmesso dalla Bbc. Rivolgendosi alla telecamera pochi istanti dopo il suo salvataggio, e ancora su una barella, ha raccontato di essersi aggrappata allo stipite della porta “finché tutti i piani non sono crollati”.

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