Nuova battaglia di Erin Brockovich, mappa il boom dei data center per l’IA

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     Nuova battaglia per Erin Brockovich, l’attivista statunitense resa famosa dal film di Steven Soderbergh che valse un Oscar a Julia Roberts come migliore attrice nel 2001: ha lanciato una piattaforma che monitora i progetti di data center in tutto il paese dopo il boom dell’intelligenza artificiale. Un tema che ha già portato a proteste negli Stati Uniti per i consumi energetici e di acqua che allarmano tante comunità.
        “Le comunità si presentino e parlino apertamente”, scrive Brockovich sul sito dedicato brockovichdatacenter.com. che chiede ai cittadini di segnalare la presenza di data center esistenti, impianti in costruzione oppure progetti ancora in fase autorizzativa. Una mappa interattiva che segna un passaggio nella percezione pubblica dell’intelligenza artificiale, un settore dove per anni il dibattito si è concentrato su privacy, copyright, automazione del lavoro e disinformazione.
        Per ora la mappa elenca solo poche dozzine di progetti, una frazione delle centinaia di centri che si stima siano in preparazione o in costruzione a livello nazionale. L’iniziativa vuole mettere in luce “la necessità di pratiche di data center IA sostenibili, sicure ed efficienti”.
        L’assistente legale autodidatta si è fatta un nome per la prima volta aiutando a denunciare uno scandalo sulla contaminazione dell’acqua a Hinkley, in California, all’inizio degli anni ’90 promuovendo una class action che si è conclusa con un accordo di 333 milioni di dollari per i querelanti. Ora, a 65 anni, sta prendendo di mira i data center che alimentano le reti cloud e, sempre più, l’intelligenza artificiale.
        Secondo Data Center Watch, nel 2025 le proteste contro queste strutture sono cresciute del 125% e grazie alle opposizioni locali sono stati fermati progetti del valore di circa 98 miliardi di dollari.
       

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