Da piazza della Repubblica a San Giovanni, a Roma, sfila oggi pomeriggio il corteo nazionale No Kings Italy “contro i re e loro guerre”. E per dire “no all’autoritarismo, no alla guerra, no al riarmo, no al genocidio e no alla repressione”, e anche “no al governo”.
I manifestanti hanno cominciato a riempire la piazza. Davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli il maestro Mario del doposcuola Mammut ha ultimato un missile di legno che sfilerà insieme ai partecipanti che stanno arrivando da tutta Italia. Sulla punta ha posizionato alcuni fiori e la bandiera della pace, mentre tutt’intorno ha incollato immagini delle guerre in Medio Oriente. “Terza guerra mondiale, ma che siete matti? Non la vogliamo studiare”, si legge su un cartello. Tante le bandiere della pace, della Palestina, del Venezuela, oltre a quelle della Cgil, di Avs, e di associazioni come Amnesty International.
Sarà, dicono gli organizzatori, una “grande marcia popolare” che si svolgerà in contemporanea, nella stessa giornata, anche in altri Paesi, come Stati Uniti e Inghilterra, con l’evento “Together” lanciato dagli artisti del Regno Unito e il No Kings Day negli Usa.
A Roma, dove si attendono da preavviso 15mila partecipanti da tutta Italia, ma non è escluso possano essere di più, il corteo prevede la partenza da piazza della Repubblica alle 14 per poi attraversare le zone centrali della Capitale: viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana. Si concluderà a piazza di Porta San Giovanni. L’attenzione è massima.
Gli organizzatori parlano di centinaia di bus, auto e treni da tutta Italia e di “oltre 700 sigle coinvolte”. Il primo appuntamento della giornata è stata la “Marcia degli invisibili” alle 12, alla fermata Colosseo della metro B, e che confluirà poi nel corteo No Kings. Si tratta di “una sfilata di fantasmi – scrivono – a simboleggiare i migranti morti in mare o che vedono i loro diritti negati”.
“I decreti sicurezza, la svolta autoritaria, il premierato, l’attacco alla giustizia, la normalizzazione dell’idea che manifestare non sia più un diritto, e che la deportazione di massa di persone migranti non sia un crimine. Non sono provvedimenti separati: sono un progetto di società”, si legge nel testo di lancio del corteo No Kings Italia. Tra quelle che chiamano le “parole d’ordine” della piattaforma: “Fermare le politiche belliciste in Italia e in Europa, la svolta autoritaria del governo Meloni, le destre globali. E ancora: alimentare nelle persone il desiderio di riscatto, la rivalsa necessaria a ricostruire una società più giusta, economia di pace, tutela dei diritti, ambiente e beni comuni”.
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