I team di Medici Senza Frontiere (Msf) stanno “lavorando giorno e notte a una risposta d’emergenza su larga scala all’epidemia di Ebola nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc)”: è quanto indica un comunicato dell’organizzazione umanitaria, che spiega come l’intervento si stia svolgendo “in stretta collaborazione con le autorità sanitarie congolesi e con altri partner, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Omd)”.
“La sfida oggi — spiega la capo progetto di Msf a Goma, Valeria Greppi — è riuscire a curare i pazienti malati da Ebola, riuscire a tracciare i loro contatti e allo stesso tempo riuscire a garantire i servizi essenziali e l’accesso alle cure per altre malattie come la malaria, il colera e Hiv”.
Msf “sta dispiegando personale medico e logistico con ampia esperienza nel trattamento delle febbri emorragiche virali”, spiega l’organizzazione umanitaria, aggiungendo che “solo nella provincia dell’Ituri, epicentro dell’attuale focolaio, circa 50 operatori internazionali arriveranno prossimamente nelle aree colpite per lavorare insieme a circa 480 professionisti assunti localmente”. Parallelamente, forniture e attrezzature mediche essenziali vengono inviate nelle province interessate da Kinshasa e dal centro logistico di Msf a Kampala, in Uganda. Si segnalano anche interventi nel Kivu Nord.
L’ebola, ricorda l’organizzazione umanitaria, “non è l’unica emergenza sanitaria che la Rdc sta affrontando”, visto che nell’est del Paese “le principali cause di mortalità restano malattie prevenibili come la malaria e il morbillo”. In un contesto segnato da molteplici crisi, dunque, “una delle priorità di Msf sarà mantenere le attività mediche esistenti e garantire alla popolazione un accesso continuo alle cure essenziali”, aggiunge il comunicato. .
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