Rimaste in otto, il Mondiale 2026 entra nella sua fase decisiva. Francia, Spagna, Inghilterra e Argentina erano tra le principali favorite della vigilia e hanno rispettato i pronostici, ma il cammino verso la semifinale passa ora attraverso quattro sfide che promettono spettacolo. A contendere loro un posto tra le migliori quattro del torneo ci saranno un Marocco sempre più protagonista sulla scena internazionale, un Belgio capace di esaltarsi nelle gare a eliminazione diretta, una Norvegia trascinata da uno straordinario Erling Haaland e una Svizzera che, silenziosamente, ha costruito uno dei percorsi più solidi della competizione. Mbappé, Messi, Haaland e Kane saranno i grandi protagonisti di quarti di finale che promettono spettacolo, mettendo di fronte alcune delle nazionali più forti del torneo e le sorprese più affascinanti di questa edizione.
Francia-Marocco: la favorita contro la regina d’Africa
La Francia continua a confermarsi la nazionale da battere. Dopo aver chiuso a punteggio pieno il girone con tre vittorie convincenti, i Bleus hanno eliminato Svezia e Paraguay senza subire reti, presentandosi ai quarti con il miglior equilibrio tra qualità offensiva e solidità difensiva. Mbappé è il simbolo di questa superiorità: sette gol, nove partecipazioni attive alle reti dei suoi e dodici occasioni create ne fanno il principale protagonista del torneo, affiancato dall’eccellente rendimento di Olise, autentica rivelazione della competizione.
La squadra di Didier Deschamps insegue la terza semifinale mondiale consecutiva dopo quelle del 2018 e del 2022, un traguardo raggiunto nella storia soltanto da Germania e Brasile. Inoltre, il commissario tecnico francese è ormai a un passo dal record di 25 panchine ai Mondiali detenuto da Helmut Schön, mentre le sue 19 vittorie rappresentano già il primato assoluto per un allenatore nella competizione. Di fronte ci sarà un Marocco che continua a riscrivere la propria storia.
Dopo aver chiuso al secondo posto il girone alle spalle del Brasile, gli africani hanno eliminato l’Olanda ai rigori e superato con sicurezza il Canada negli ottavi. È la seconda edizione consecutiva nella quale i nordafricani arrivano imbattuti alle prime cinque partite del torneo, proprio come accaduto nel 2022, quando il loro percorso si fermò in semifinale proprio contro la Francia. I precedenti sorridono nettamente ai Bleus, imbattuti nei sei confronti diretti, ma il Marocco può contare sulla qualità di Hakimi, difensore che nelle ultime due edizioni dei Mondiali ha creato più occasioni di qualsiasi altro pari ruolo, e su Brahim Díaz, protagonista assoluto dell’ultimo anno con la nazionale.
Spagna-Belgio: la Roja alla prova dei Diavoli Rossi
Tra le sfide più equilibrate dei quarti c’è quella tra Spagna e Belgio, remake del quarto di finale del 1986 vinto dai Diavoli Rossi ai rigori. Da allora, però, il bilancio si è completamente ribaltato: la Roja è imbattuta da undici confronti contro i belgi e ha vinto gli ultimi cinque con un impressionante punteggio complessivo di 13-1.
La Spagna arriva all’appuntamento dopo aver dominato il proprio percorso. Prima nel girone, poi impeccabile contro Austria e Portogallo, la squadra di Luis de la Fuente non subisce gol da sei partite consecutive ai Mondiali, una serie mai riuscita prima nella storia della competizione. Ancora più impressionanti sono i numeri difensivi: appena 0.30 Expected Goals concessi a partita, il dato più basso registrato da quando Opta raccoglie questa statistica (dal 1966 in avanti). In attacco continua invece la crescita di Lamine Yamal, già autore di 17 dribbling riusciti (primato nel torneo), mentre Rodri detta i tempi del gioco in mezzo al campo, con ben 80 ‘line-breaking passes’, ovvero quei passaggi che rompono almeno una linea di gioco avversaria, dato paragonabile ai migliori interpreti della Spagna campione del mondo nel 2010, ovvero Piqué (86), Xavi (89) e Xabi Alonso (126).
Il Belgio, però, ha dimostrato di sapersi esaltare nelle difficoltà. Dopo un girone non brillante, i Diavoli Rossi hanno rimontato due reti al Senegal prima di imporsi ai supplementari e hanno poi superato nettamente gli Stati Uniti. La squadra crea oltre 21 tiri di media a partita, uno dei migliori dati della propria storia ai Mondiali, e può contare sull’impatto di Lukaku, autore di tre gol consecutivi entrando dalla panchina, una specialità riuscita in passato soltanto al camerunese Roger Milla.
Norvegia-Inghilterra: Haaland contro Kane, duello tra bomber
È senza dubbio il quarto di finale più inedito. La Norvegia ha raggiunto per la prima volta nella sua storia i quarti di una grande competizione internazionale e lo ha fatto eliminando addirittura il Brasile, nazionale che non è mai riuscita a battere gli scandinavi nei cinque confronti disputati. Gran parte del merito è naturalmente di Haaland. L’attaccante ha già realizzato sette reti, segnando in tutte le sue prime quattro partite ai Mondiali, un’impresa che prima di lui, tra gli europei, era riuscita soltanto a Gerd Müller nel 1970. Ancora più impressionante la percentuale realizzativa: sette gol con appena 18 conclusioni tentate. La Norvegia è anche la squadra che ha segnato più spesso nell’ultimo quarto d’ora di gioco insieme al Marocco, dimostrando carattere e capacità di incideree nei minuti finali. L’Inghilterra risponde con un percorso ricco di ostacoli superati.
Dopo il primo posto nel girone, i Tre Leoni hanno rimontato il Congo ai sedicesimi e hanno eliminato il Messico nonostante oltre mezz’ora giocata in inferiorità numerica. Kane, con sei reti, continua a essere una garanzia nelle grandi competizioni, mentre Bellingham ha già stabilito un primato storico diventando il primo centrocampista inglese a segnare quattro gol in una singola edizione di Mondiale. Resta però un dato che invita alla prudenza: gli inglesi hanno perso cinque delle ultime sei sfide a eliminazione diretta contro avversarie europee nella Coppa del Mondo.
Argentina-Svizzera: Messi guida l’assalto alla semifinale
L’ultimo quarto mette di fronte la campionessa del mondo in carica e una delle squadre più difficili da affrontare del torneo. L’Argentina ha chiuso il girone a punteggio pieno, ha superato Capo Verde ai supplementari e ha firmato una clamorosa rimonta contro l’Egitto negli ottavi, confermando tutta la propria esperienza nelle gare a eliminazione diretta. Ancora una volta il trascinatore è Messi. Otto gol in questo torneo e una lunga serie di record rendono il fuoriclasse argentino il volto del Mondiale: è il miglior marcatore della competizione e ha già eguagliato il primato di Guillermo Stábile per reti segnate da un argentino in una singola edizione, oltre ad aver trovato la via del gol in nove partite consecutive con la Selección.
L’Albiceleste, inoltre, non perde ai Mondiali da undici incontri e va a segno da quattordici partite consecutive, con almeno due reti realizzate nelle ultime undici. La Svizzera rappresenta però un ostacolo tutt’altro che semplice. Gli elvetici hanno concluso al primo posto il girone, eliminato Algeria e Colombia e restano l’unica squadra dell’intero percorso mondiale, qualificazioni comprese, a non essere mai andata in svantaggio. Xhaka sta dominando il centrocampo grazie alle sue qualità nella costruzione, mentre Embolo rappresenta il principale terminale offensivo. I precedenti sono tutti favorevoli all’Argentina, vittoriosa nelle due sfide mondiali disputate contro gli svizzeri, ma la solidità della formazione elvetica promette una sfida ben più equilibrata di quanto la storia possa raccontare.
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