Mondiali: fischi e bandiere vietate, ma l’Iran finalmente gioca

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    Dopo mesi di incertezza, l’Iran ha finalmente iniziato la sua avventura ai Mondiali con un pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda, a Los Angeles, in una partita segnata da contestazioni geopolitiche. Tutte ad un punto le squadre del gruppo G, dopo il pareggio (1-1) tra Belgio ed Egitto. La nazionale iraniana ha messo piede sul campo del modernissimo SoFi Stadium di Los Angeles, metropoli di quegli Stati Uniti che tre mesi e mezzo fa hanno scatenato un conflitto con Israele che ha travolto il Medio Oriente. Costretta a trasferirsi in Messico all’ultimo minuto, ostacolata dalla negazione dei visti per una quindicina di membri dello staff tecnico, la nazionale iraniana é riuscita comunque a giocare a calcio, cercando di tenere lo sport “separata dalla politica”, come aveva chiesto il suo allenatore. Opinione non condivisa dai membri della diaspora iraniana, nota come “Tehrangeles”, che hanno manifestato contro la Repubblica islamica fuori dallo stadio, né dalle centinaia di tifosi che all’interno hanno esposto l’emblema del leone e del sole, simboli della bandiera prima della rivoluzione del 1979.

    I funzionari iraniani avevano ribadito che era responsabilità della Fifa garantire che fosse esposta solo la bandiera attuale, minacciando di interrompere la partita in caso contrario. L’inno nazionale é stato fischiato, prima che la folla esplodesse in una fragorosa dimostrazione di sostegno, riservato però alla nazione ed al popolo iraniano, non alla squadra, “che non ha detto una parola da gennaio”, ha spiegato Ali, preferendo non dire il suo cognome. A fine partita l’autore del definitivo 2-2, Ramin Rezaeian, interpellato sui fischi all’inno da un giornalista, ha risposto “non sono affari tuoi”. “Se c’è qualche problema tra noi, sono affari nostri, non ti riguardano – ha detto Rezaeian in modo brusco – Ti rispetto, ma è una questione che ci riguarda e la risolveremo, non preoccupartene”.

    “Siamo la squadra più maltrattata di tutto il Mondiale, ha aggiunto il ct Amir Ghalenoei, riferendosi ai problemi logistici e per ottenere i visti. In campo, l’Iran è stato sorpreso dal gol del vantaggio della Nuova Zelanda, frutto di una difesa passiva, punita già al 7′ da Just. Tecnicamente superiore, la squadra dei Melli è stata fermata dal palo, centrato da Taremi (23′), ma ha riacceso i propri sostenitori con la rete da distanza ravvicinata di Rezaeian (32′), grazie a un uno contro uno vinto da Moghanloo in area. Gli iraniani si sono anche illusi di essere passati in vantaggio poco prima dell’intervallo, ma Nemati era in fuorigioco prima del suo colpo di testa vincente (50′). Alla ripresa del gioco l’Iran si é fatto nuovamente cogliere impreparato dal trio d’attacco neozelandese che, in contropiede, sulla linea Singh-Wood, ha portato Just alla doppietta. La risposta é arrivata 10 minuti dopo con un bel colpo di testa di Mohebbi, servito da un cross di Rezaeian. L’Iran, che punta a superare la fase a gironi per la prima volta nella sua storia, giocherà di nuovo a Los Angeles il 21 giugno contro il Belgio, poi contro l’Egitto il 26 a Seattle.

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