“Tutti voi eravate presenti sabato a una celebrazione dell’apertura, della diversità e della libertà. Persone che festeggiavano pacificamente sono state attaccate da un islamista che voleva minare questi valori”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz in una conferenza stampa, a Berlino. “Dobbiamo reagire e soprattutto rispondere alla domanda su come sia possibile che un uomo classificato come tale possa recarsi indisturbato nei pressi della manifestazione di Christopher Street Day qui a Berlino e compiere questo attacco”. Intanto un secondo sospettato, inizialmente fermato, è stato rilasciato. L’uomo è stato rimesso in libertà, ha comunicato una portavoce della Procura federale. A quanto pare, i sospetti a suo carico non si sarebbero concretizzati. Le condizioni delle vittime gravemente ferite nell’attentato terroristico di sabato, ricoverate allo Charité di Berlino, stanno migliorando. “Fortunatamente, le condizioni di salute dei quattro pazienti continuano a stabilizzarsi”, ha dichiarato un portavoce dell’ospedale. “Tre pazienti sono stati nel frattempo trasferiti in un reparto ordinario, uno è ancora in terapia intensiva, ma anche lui è in via di guarigione”. Nell’attacco terroristico avvenuto sabato sera ai margini del Christopher Street Day (CSD) è stata uccisa una donna. 29 persone sono rimaste ferite e sono state distribuite in diversi ospedali. Lo Charité ha prestato soccorso a otto feriti, quattro dei quali sono potuti tornare a casa già domenica.
La donna uccisa nell’attentato islamista ai margini del Gay Pride a Berlino era originaria della Polonia. Lo ha dichiarato questa mattina il sindaco di Berlino Kai Wegner come riporta la dpa. La vittima è una cittadina polacca che si trovava a Berlino con la figlia ed è rimasta vittima dell’attacco terroristico, ha precisato il politico della Cdu. La donna, 65 anni, era arrivata nella capitale con la figlia per il Pride. L’identificazione non è ancora avvenuta ma secondo quanto appreso da Bild da fonti diplomatiche era una donna di Varsavia che si era recata a Berlino con la figlia per la parata. La figlia, che era con lei, sarebbe sopravvissuta all’attentato nel parco Tiergarten di Berlino, riportando delle ferite.
Padre attentatore Berlino: ‘E’ stato sottoposto al lavaggio del cervello’
Lo Spiegel ha parlato con il padre del sospetto attentatore del Pride di Berlino: si chiama Tawfik, ha 64 anni ed è originario del sud del Libano. Riguardo alle convinzioni religiose della famiglia, il padre afferma che sebbene le sue figlie indossino l’hijab, “non sono estremamente religiose”. “Siamo sciiti. Non sosteniamo lo Stato Islamico (Isis)”. Suo figlio, tuttavia, “amava” i sunniti, secondo Tawfik.
L’uomo ha dichiarato allo Spiegel di aver chiesto qualche tempo fa a suo figlio cosa ne pensasse dello Stato Islamico.
Quest’ultimo avrebbe assicurato di considerare il gruppo terroristico “cattivo”. Tuttavia, Abdul Ballout avrebbe litigato con il padre riguardo ai capelli e alla barba. “Non gli ho permesso di portare la barba lunga”, ha affermato Tawfik. A quanto pare, il padre lo considerava un segno di estremismo. Suo figlio, secondo Tawfik, era “generoso, emotivo, affettuoso”, con il “cuore di un bambino”. Il padre ha solo una possibile spiegazione per ciò che è successo nella notte tra sabato e domenica: “È stato sottoposto a un lavaggio del cervello”.
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