Meloni: ‘Non vedo rischi di contraccolpi, i rapporti Usa-Italia vanno bene’

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    “Non vedo rischi di contraccolpo” nei rapporti Italia-Usa dopo le ultime uscite di Donald Trump, “sono due sistemi che hanno una storia di cooperazione talmente antica e solida che non è che si cancella e ridiscute per una discussione sui social media”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, all’iniziativa ‘Il giorno de La Verità’, intervistata dal direttore del quotidiano Maurizio Belpietro, sottolineando che “mi pare che la nostra attività e i nostri rapporti vadano bene anche nelle ultime settimane e mesi a livello istituzionale ed economico”.

    La premier ha ricordato la visita del ministro Guido Crosetto a Washington e l’export italiano “cresciuto nonostante i dazi americani nell’ultimo periodo, a dimostrazione che i nostri prodotti sono molto ben recepiti”. 

    “Non intendo continuare ad alimentare questo confronto. Penso che il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti debba tornare alla sua normalità, l’ho anche detto ieri in Consiglio dei ministri rispetto ai prossimi appuntamenti”, ha sottolineato Meloni parlando dello scontro con Donald Trump ed ha chiarito: “Ritengo che il ministro Tajani nell’immediato abbia fatto bene ad annullare la missione negli Usa per dare un segnale. Ma una volta che il messaggio passa non c’è bisogno di andare oltre. A Villa Taverna il governo sarò presente anche per rispetto all’ambasciatore Ferritta, personalità che molto lavora per i rapporti Italia-Usa”.

    Italia e Usa hanno rapporti “che non iniziano e finiscono in base a chi governa in quel momento, dobbiamo riportare i termini della politica estera alla profondità cui devono stare, parliamo di politica estera come fosse Temptation Island ma è più complessa, lo dico per i meme che vedo girare”, ha aggiunto la presidente del Consiglio rispondendo ancora a una domanda su Donald Trump. 

    In Libano “l’Italia ha una storia di impegno in prima linea straordinario. Esiste oggi un negoziato parallelo diretto tra Libano e Israele, e anche questo è un quadrante su cui l’Italia può giocare un ruolo di primo piano. È uno dei temi con cui intendo discute con Macron al vertice intergovernativo di giovedì, è una di quelle cose su cui Italia e Francia possono lavorare insieme”, ha quindi evidenziato.

    Sul negoziato fra Usa e Iran “sono abbastanza ottimista, anche se so che “non è semplicissimo. Penso che il nostro non debba essere un ottimismo statico, dobbiamo dare mano sul piano diplomatico e anche dando la disponibilità per una missione”, ha proseguito la premier dopo aver sottolineato gli aspetti chiave dell’accordo.

    Il primo, ha spiegato, è “il destino del nucleare iraniano: non possiamo consentire che il regime si doti di testate nucleari nel momento in cui ha dimostrato di avere missili a lungo raggio. Noi non ce lo possiamo permettere, i termini dell’accordo su questo devono essere chiari. Nessun paese della regione – ha aggiunto – può e deve sentirsi minacciato, vale per Israele ma anche per i Paesi del Golfo”.

    Meloni ha poi indicato il tema della libertà di navigazione, “una grandissima questione. Abbiamo visto come la chiusura di Hormuz abbia impattato sull’economia. Dobbiamo garantire pieno ripristino navigazione, non solo per lo snodo che Hormuz rappresenta ma anche per il precedente che un controllo sullo Stretto di Hormuz comporta”. Per Meloni, “se consentissimo il pagamento di un pedaggio agli iraniani a Hormuz, ci troveremmo in un mondo in cui ogni passaggio può essere considerato come un’arma. È la ragione per cui abbiamo dato la disponibilità, in uno scenario di pace, a una missione per garantire libertà di navigazione: servirebbe l’autorizzazione del Parlamento ma credo che l’Italia dovrebbe fare la sua parte”. 

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