Meloni: ‘Entro l’estate ok alla delega per la ripresa del nucleare in Italia’

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    “Approfitto per dire che entro l’estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione di Azione sull’istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del Paese.

    “Sulla cabina di regia sarei anche disponibile. Quando finora abbiamo provato a fare delle proposte di questo tipo le risposte dalla stragrande maggioranza dei partiti di opposizione non è stata di disponibilità. Ricordo uno degli ultimi casi, all’inizio del conflitto in Iran, dissero che volevamo organizzare una sorta di passerella. Da parte mia non c’è alcuna volontà di organizzare passerelle. Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte serebbero ancora aperte: sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di mettere da parte l’interesse di partito per l’interesse nazionale”, ha aggiunto la premier.

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    “La novità di questo governo non è solo avere una stabilità, la stabilità è necessaria per realizzare una visione. Non è la prima volta che mi sento dire ‘cosa hai in serbo nell’ultimo anno di legislatura?’: questo ricorda un modo di fare politica che ha riguardato altri e non riguarda noi. Noi intendiamo continuare la strategia messa in campo, su tre priorità: rafforzare salari e potere d’acquisto, incentivare le aziende che assumono e investono, sostenere famiglie e natalità. In questi quasi 4 anni, in ogni provvedimento economico e legge finanziaria, abbiamo seguito queste tre priorità”, ha sottolineato poi Meloni rispondendo a un’interrogazione del leader di Italia viva Matteo Renzi sulle prospettive di politica economica per l’ultimo periodo della legislatura. 

    Oltre al Piano casa, tra le misure per l’ultima parte della legislatura “le cito l’estensione della Zes unica del Mezzogiorno almeno per la parte di semplificazione a tutto il territorio nazionale, ha dimostrato di essere una misura che funziona. Terzo vogliamo rafforzare i meccanismi che abbiamo già introdotto per accrescere gli investimenti dei fondi pensioni nell’economia reale italiana perché qualcosa non funziona se ci sono 260 miliardi raccolti dagli italiani dei quali 40 miliardi solamente sono investiti in Italia”. 

    “A oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata” nelle prossime settimane, “al 31 marzo la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, iol 76% a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari direi che abbiamo fatto un buon lavoro”, ha aggiunto la presidente del Consiglio.

    “Intanto lei dice ‘non mi dica Piano casa’ ma lo potrò scegliere io quali sono le prime tre priorità economiche che si dà il governo nell’ultimo anno o lei vuole decidere anche quello? Perché io la considero anche una misura economia che serve a dare risposte non solo ai cittadini che hanno bisogno di una casa popolare” e che non ce l’hanno “perché ci sono moltissime case popolari che non sono accessibili e che non si possono assegnare ma anche a quelli che non hanno diritto a una casa popolare ma non riescono ad affrontare i prezzi di mercato”, ha sottolineato Meloni rivolgendosi direttamente a Renzi.

    “Poi lei dice ‘non riuscirete a farli perché non l’avete fatto finora’: non lo so, vedremo chi ci sarà dopo di noi al governo, se ci sarete voi spero che su un’iniziativa del genere decidiate di non annullarla perché alcune cose possono andare in continuità”. 

    Con Renzi c’è stato un vero e proprio scontro. Nella sua interrogazione al Senato, il senatore ha attaccato la premier e il suo governo citando il recente caso del ministro della Cultura, Giuli, che ha revocato parte del suo staff. “Di fronte alla crisi dello stretto di Hormuz la vostra proposta è la legge elettorale e succede perché la qualità delle persone che ha attorno non è all’altezza della sfida di geopolitica”, è stata la premessa del leader di Italia viva aggiungendo: “Il ministro della cultura riesce a farsi dare dell’assenteista da Matteo Salvini, riesce a litigare con il mondo del cinema e con gli intellettuali di destra e perfino a licenziare i suoi collaboratori. Allora noto che è incredibile come questo governo dei leader licenzi i suoi sottoposti, come lei ha fatto con Santanché”. E su Giuli ha concluso: “Se c’è uno così al governo è colpa sua, altrimenti lui poteva restare nel bosco a suonare il flauto con il dio pan”.

    Meloni a inizio della sua risposta ha ribattuto: “La cosa interessante è che si invoca la presenza del presidente del Consiglio Consiglio” ma “quello che riscontro è che, al netto di accuse e insulti, c’è oggettivamente poco di cui parlare”. Renzi ha replicato ricordandole i parametri di legge che regola il premier time, mentre sui prossimi tre provvedimenti del governo prima della fine della legislatura, Renzi aveva chiesto di escludere, dalla risposta, il Piano casa (non condividendo le misure del piano), ma Meloni gli ha replicato: “Ora magari posso scegliere io i provvedimenti?”.

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