Meloni e 18 leader Ue: ‘Attuare le norme sui rimpatri, inclusi gli hub’. Macron: ‘Non li sostengo’

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    Un’implementazione rapida delle norme sui migranti, inclusi gli hub nei Paesi terzi. È quanto chiedono Giorgia Meloni e Mette Frederiksen in una lettera sottoscritta da altri 17 leader europei e indirizzata ai vertici Ue. “Alcune iniziative sono già operative, come la cooperazione tra Italia e Albania. Altri Paesi stanno ora lavorando per attuare le nuove possibilità, compresi gli hub nei Paesi terzi. Incoraggiamo gli Stati membri che lo desiderino a perseguire tali soluzioni e a collaborare con potenziali partner. Incoraggiamo inoltre la Commissione a continuare a sostenere gli Stati membri in questi sforzi”, si legge nel testo. 

    “Deve essere sempre una decisione democratica stabilire chi possa entrare e rimanere nei nostri Paesi. È fondamentale continuare a mettere in discussione lo status quo, in cui i trafficanti di esseri umani fanno fortuna e la migrazione viene strumentalizzata. Negli ultimi anni ci siamo uniti per trovare soluzioni alle sfide migratorie dell’Europa. Questo mese sono state raggiunte nuove importanti tappe fondamentali con l’accordo sugli ultimi elementi di una nuova legislazione chiave. La maggioranza degli Stati membri ha partecipato al lavoro su soluzioni nuove e innovative che possano contribuire a ridurre i flussi migratori irregolari verso l’Europa e ad aumentare il tasso di rimpatri. Insieme, abbiamo ridefinito il dibattito europeo sulla migrazione e raggiunto un ampio consenso sulla necessità di una politica migratoria europea che sia al tempo stesso risoluta ed equa. Una politica migratoria che salvaguardi la coesione delle nostre società e garantisca protezione alle persone più vulnerabili”, si legge nella lettera, che ha fatto seguito alla riunione dei 19 leader a margine della seconda giornata del Consiglio europeo. “Ora dobbiamo mostrare risultati concreti che facciano davvero la differenza per i nostri cittadini e portare avanti quanto prima soluzioni basate nei Paesi terzi. Dobbiamo sfruttare appieno le nuove possibilità ed essere pronti ad affrontare efficacemente gli ostacoli rimanenti per garantire che le nuove soluzioni diventino realtà. Riteniamo che questo sia il modo più efficace per smantellare i modelli di business dei trafficanti di migranti, eliminare gli incentivi alla migrazione irregolare verso l’Europa e garantire il rimpatrio di coloro che non hanno il diritto legale di soggiornare in Europa. Nel rispetto del diritto dell’Ue e del diritto internazionale e in stretta cooperazione con i Paesi terzi”, si sottolinea nel testo della missiva.
       

    Macron: ‘Non sostengo hub per i rimpatri, non rappresentano la nostra Europa’

    “La Francia non sostiene la politica degli hub di rimpatrio nei Paesi terzi”. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa al termine del vertice Ue a Bruxelles, indicando che si opporrebbe “all’utilizzo del bilancio europeo per costruirli”. “Non ho mai visto un centro di rimpatrio in un Paese terzo funzionare davvero. Negli ultimi anni, ho sentito molte persone parlare di questa possibilità o di accordi in tal senso e vi invito a riflettere sul suo significato”, ha osservato Macron. “Non sono sicuro che rappresentino la nostra Europa”, ha aggiunto.

    Merz: ‘La proposta sul Bilancio Ue è troppo alta, no a nuovo debito’

    Sul futuro Bilancio dell’Ue tra il 2028 e il 2034 “la proposta attualmente sul tavolo è chiaramente troppo elevata, le cifre devono essere ridotte” e “non dobbiamo procedere verso un ulteriore indebitamento dell’Unione europea”. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz arrivando al secondo giorno del Consiglio europeo dedicato al futuro Quadro finanziario pluriennale. “Dobbiamo parlare dell’entità del bilancio” e anche delle entrate dell’Unione, perché “possiamo spendere solo il denaro che effettivamente abbiamo”, ha sottolineato Merz, ribadendo che “la posizione tedesca è molto chiara”. Il cancelliere ha spiegato di condividere questa linea “con una serie di altri Stati membri”, pur riconoscendo che “non rappresenta la maggioranza”. Tuttavia, ha ricordato, sul bilancio europeo “dobbiamo arrivare a un risultato unanime”. Merz ha auspicato che il negoziato consenta di raggiungere “un risultato comune nel secondo semestre del 2026”, ma ha insistito sul fatto che “la proposta attuale, per la sua entità complessiva, è decisamente troppo alta”. Per il leader tedesco “serve una nuova proposta sul tavolo”. Al summit oggi tra leader Ue “dovremo discutere della struttura delle entrate e delle spese” dell’Unione.

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