Meloni: “Delmastro leggero, i cittadini valuteranno se c’è stata una manina”

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    “Delmastro è stato leggero, ma da qui a dire che è connivente… Se c’è stata una manina che dice ‘tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum’, gli italiani valuteranno. Però non c’entra niente con il referendum sulla giustiza”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nell’edizione speciale del Tg La7 ‘Sì o no’ dedicato al referendum sulla giustizia in onda stasera.

    “Ovviamente parlerò con Delmastro con il quale non sono riuscito a parlare. Io guardo i fatti che conosciamo ora e che io conosco dalla stampa, non so da chi li conosca la stampa”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nell’edizione speciale del Tg La7. A Enrico Mentana che ha chiesto ‘c’è stata la manina?’, Meloni ha risposto: “Non lo so, sono cose che a volte accadono, ma, insomma, anche qui eventualmente l’ho messo in conto”. “Il fatto di Delmastro – ha aggiunto – dice che c’è un sottosegretario di Stato che acquista le quote di un ristorante con dei soci incensurati e che quando scopre che non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci, ha problemi con la giustizia, vende quelle quote. Attenzione, non vende quelle quote quando la notizia esce sul giornale, vende le quote quando lo scopre”. “Se la questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi, la magistratura farà il suo corso”, ha concluso.

    Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro sarebbe tornato nel ristorante della famiglia di Mauro Caroccia, condannato per reati di mafia nell’ambito di un’indagine sul clan camorristico dei Senese. A rivelarlo è ‘Il Domani’ che pubblica un’immagine scattata a fine gennaio 2026 al locale Bisteccheria d’Italia, da cui Delmastro deteneva delle quote, poi vendute.

    Insieme a lui Raffaele Tuttolomondo, sindacalista della polizia penitenziaria. ‘Il Fatto Quotidiano’, invece, mostra uno scatto che risalirebbe allo scorso 3 giugno in cui vengono immortalati il sottosegretario alla Giustizia insieme alla capa di gabinetto Giusi Bartolozzi e ad altre persone a cena nello stesso locale.

    Il capogruppo del Pd in commissione Antimafia Walter Verini attacca: ‘Il sottosegretario aveva detto di avere interrotto rapporti con questa famiglia (la cui figlia era socia di maggioranza della SRL dei Fratelli d’Italia biellesi), di essere immediatamente uscito dalla stessa società non appena saputo dei legami del Caroccia con il clan. Delmastro aggrava una situazione già molto insostenibile”.

    “Se fosse un film, il titolo potrebbe essere ‘Le cene dei bugiardi’. Non è un film, purtroppo. È la tragica realtà di persone che devono lasciare al più presto i loro ruoli ad un Ministero che si chiama della Giustizia”, prosegue Verini.

    “Come fa a dire che non sapeva chi fosse la sua socia in affari e chi fosse il padre? Delmastro sempre più incompatibile con il ruolo di sottosegretario. Lasci l’incarico e con lui la capo di gabinetto Bartolozzi. La giustizia non può essere nelle mani di figure così inadeguate”, scrive su X, Chiara Braga, Capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati, pubblicando la foto, riportata da Il Fatto, della cena di Delmastro nel ristorante di cui era socio nella quale compare anche Bartolozzi.

    “Secondo il Ministro Crosetto, gli unici rapporti di Delmastro con la criminalità sarebbero stati in veste di avvocato. In qualche modo è come se Crosetto avesse risposto alle nostre domande al posto di Delmastro”, domanda invece Marco Grimaldi di Avs.

    “Sarebbe dunque come avvocato che – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – ha incontrato la famiglia Caroccia? Per caso il Ministro Crosetto sa altro che noi non sappiamo? Delmastro avrebbe difeso qualche membro di quella famiglia? E quale avvocato, conoscendo la posizione dei suoi assistiti, deciderebbe di aprire con loro un ristorante? O Crosetto si metterebbe in società con una diciottenne che non conosce? Ma ecco che spuntano altre foto e dimostrano che Delmastro ha mentito: a gennaio era di nuovo alla Bisteccheria d’Italia, benché avesse già venduto le sue quote. Altro che presa di distanza. Mentre una foto dello scorso giugno lo ritrae sempre lì insieme alla capo di gabinetto Giusy Bartolozzi. Aspettiamo – conclude Grimaldi – le dimissioni di entrambi”.

    Per il leader del M5s Giuseppe Conte “Delmastro si deve dimettere stasera. Meloni deve azzerare il gruppo dirigente del Piemonte. Ma il problema è che lei è prigioniera. Prigioniera dei suoi compagni di partito: e lo è perché hanno condiviso insieme una storia, battaglie e dei segreti”. 

    “La situazione del sottosegretario Andrea Delmastro si fa sempre più indecente con il passare delle ore, la difesa d’ufficio della presidente Meloni appare ormai grottesca e ogni minuto che passa senza che Delmastro lasci il ministero della Giustizia non fa che infangare ulteriormente le istituzioni”, affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Antimafia e Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato, Luigi Nave e Roberto Scarpinato sottolineando di “aver presentato una mozione di censura per chiedere alla premier Meloni di rimuoverlo immediatamente”.

    “Il Domani e il Fatto Quotidiano hanno pubblicato foto che testimoniano come Delmastro frequentasse il ristorante di Mauro Caroccia come fosse casa sua, forse è il cliente più fedele della bisteccheria. Le foto – aggiungono – testimoniano come Delmastro si sia recato al ristorante di Caroccia, prestanome del boss Senese, anche a gennaio 2026, dopo aver ceduto le sue quote della “Le 5 forchette Srl” ad una società che appartiene a lui stesso, poco prima di sbarazzarsene definitivamente. A suggello di questo quadro sconcertante per chi ha in mano la giustizia italiana, il fatto che ospite delle cene di Caroccia sia stata anche la ‘zarina’ del ministero Giusi Bartolozzi. Questo governo non conosce la vergogna oltre ad avere una concezione sconcertante della legalità e dell’etica pubblica”.

    Alle accuse replica Edmondo Cirielli, Coordinatore della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia: “La sinistra, avendo perso ogni forma di credibilità istituzionale e politica, fa opposizione chiedendo ogni settimana le dimissioni di almeno due esponenti del governo. Sulla vicenda attuale, montata ad arte — guarda caso a pochi giorni dal referendum costituzionale sulla riforma della magistratura — non si comprende perché il sottosegretario Delmastro dovrebbe dimettersi. Allo stato dei fatti non emergono comportamenti civilmente o penalmente rilevanti, né profili di illiceità amministrativa. Formalmente, dunque, non vi è nulla da censurare. La valutazione sull’opportunità politica è invece molto soggettiva ed è chiaro che su questo punto la pensiamo diversamente dalle sinistre. D’altronde loro da sempre soffrono di strabismo politico e morale. È certo, però, che le valutazioni pretestuose e strumentali delle opposizioni sono del tutto gratuite e apodittiche. Delmastro rimane al suo posto e il giudizio sul suo operato al Ministero è sempre stato pienamente soddisfacente”. 

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