Medio Oriente: Via ai colloqui Usa-Iran su Libano e fondi congelati. I media iraniani: ‘Hormuz resta chiuso’

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    Punti chiave

    IL PUNTO

    La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente J.D. Vance, quella iraniana con a capo il presidente del Parlamento Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri elvetico, precisando che “i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata”. In Svizzera c’è anche il premier pakistano Muhammad Shehbaz Sharif. “Lo stretto di Hormuz rimane chiuso”, avverte Teheran. Intanto nel sud del Libano almeno sette persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, secondo quanto riferisce l’agenzia nazionale di stampa Nna, che cita il ministero della Sanità di Beirut.

    13:32

    Media Iran: ‘Hormuz chiuso finchè non sarà rispettata la tregua in Libano’

    Lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non sarà rispettato il cessate il fuoco in Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale. La fonte ha aggiunto che la via navigabile rimarrà chiusa anche fino al rilascio delle deroghe che consentirebbero la vendita di petrolio iraniano.

    13:26

    Media Iran, iniziati i colloqui con gli Usa sul Libano e i fondi congelati

    L’Iran ha avviato a Lucerna i colloqui con gli Stati Uniti e il Qatar sul Libano e i fondi congelati. Lo rende noto la televisione di Stato iraniana.

    12:46

    Via ai colloqui sull’Iran, incontro tra delegazione Usa e Pakistan

    Via ai primi colloqui sull’Iran al Bürgenstock Resort a Lucerna. Il vicepresidente JD Vance e gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner hanno accolto i mediatori pakistani: il premier Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell’ esercito, il Feldmaresciallo Asim Munir, secondo il pool di reporter che segue Vance. Si sono stretti la mano, abbracciati e ringraziati a vicenda. I giornalisti sono stati fatti entrare nella sala per meno di un minuto. Vance ha detto che parlerà con loro più tardi e non ha risposto a una domanda sul messaggio che avrebbe voluto rivolgere al premier israeliano sulle azioni militari in Libano.

    12:16

    Pezeshkian: ‘Non cerchiamo l’atomica, ma non rinunceremo ad arricchimento uranio’

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che Teheran è disposta a fornire garanzie sul fatto che il Paese non stia cercando di dotarsi di un’arma nucleare, pur insistendo sul fatto che l’Iran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l’uranio.

    “Ciò che gli Stati Uniti chiedono è che l’Iran non costruisca una bomba atomica. Non è una novità, e possiamo anche affermare per iscritto che non abbiamo alcuna intenzione di costruire una bomba”, ha dichiarato il presidente, secondo quanto riportato dal suo sito web. “Tuttavia, non rinunceremo al nostro diritto all’arricchimento, e l’altra parte non avrà altra scelta che accettarlo”, ha aggiunto, prima dell’incontro previsto in Svizzera tra i negoziatori iraniani e statunitensi. “Non abbiamo paura della guerra, ma non è nell’interesse di nessuno”, ha sottolineato il presidente, aggiungendo che il premier israeliano Benyamin Netanyahu “sarà il primo a essere insoddisfatto dei negoziati” in Svizzera.

    11:22

    Media: ‘Martedì colloqui Libano-Israele negli Usa sulle zone demilitarizzate’

    Il quinto round di colloqui diretti tra delegazioni libanesi e israeliane a Washington si concentrerà su un ritiro graduale da ‘aree pilota demilitarizzate nel sud del Libano’. Lo riferisce Channel 12, aggiungendo che che l’esercito libanese chiede garanzie e respinge qualsiasi partecipazione israeliana alla gestione della sicurezza. Una fonte militare libanese ha dichiarato che l’esercito non si oppone in linea di principio alla proposta, ma chiede chiarimenti sui confini geografici e giuridici delle aree interessate. Secondo la fonte, la delegazione militare richiederà agli americani spiegazioni precise sul significato del concetto di ‘zone sperimentali’ e sulle modalità della loro gestione.

    10:35

    Media iraniani: ‘Lo stretto di Hormuz resta chiuso’

    Lo stretto di Hormuz rimane chiuso: lo riferisce l’agenzia iraniana Fars citando una fonte militare, secondo cui la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane non ha autorizzato il transito di alcuna nave.

    10:21

    Delegazioni Usa-Iran e mediatori insieme a Burgenstock, a breve i colloqui

    La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente J.D. Vance, la delegazione iraniana con a capo il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano attualmente a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in un comunicato nel quale precisa che “i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata”.

    In particolare, Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha precisato che “i colloqui dureranno un solo giorno. In mattinata “avremo colloqui bilaterali con le delegazioni pakistana e qatariota in qualità di mediatori in questo processo”, scrive l’agenzia Irna. Mentre nel pomeriggio si terranno “incontri quadrilaterali tra le delegazioni della Repubblica Islamica e degli Stati Uniti alla presenza degli stessi mediatori”. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi ha nel frattempo incontrato il collega svizzero, Ignazio Cassis, “nel primo programma ufficiale della delegazione iraniana in Svizzera”.

    09:07

    Il premier pakistano arriva in Svizzera per i colloqui Usa-Iran

    Il premier pakistano, Muhammad Shehbaz Sharif, è atterrato a Zurigo per partecipare ai colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per oggi. Lo rende noto il suo ufficio che ha pubblicato su X un video che lo ritrae mentre scende dall’aereo e arriva nella città svizzera. Poco prima era arrivato il maresciallo Asim Munir, capo delle forze armate pakistane e principale mediatore tra Teheran e Washington.

    08:38

    Teheran agli Usa: ‘Rispettare l’accordo o subirne le conseguenze economiche’

    Teheran non accetterà un accordo sulla carta a meno che Washington non rispetti pienamente i suoi impegni. Lo afferma Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, alla vigilia dei colloqui in Svizzera. In un post su X, Mokhbar ha affermato che gli Stati Uniti comprendono la pressione in termini economici. “Gli americani comprendono meglio il linguaggio dell’economia e del rapporto costi-benefici”, ha scritto. “Se l’accordo rimane solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermerà”, sostiene Mokhbar. “I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione”, ha aggiunto. Mokhbar ha anche ricordato le vittime del conflitto, affermando che l’Iran non le dimenticherà.

    08:05

    Media Beirut, 7 morti in nuovi raid israeliani nel sud del Libano e nella Bekaa

    Almeno sette persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia nazionale di stampa Nna che cita il ministero della Sanità di Beirut. Cinque persone, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono morte in seguito ai bombardamenti sulla città di Sohmor, nel Libano occidentale. Mentre altre due persone di nazionalità palestinese sono rimaste uccise nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, a Rashidieh, scrive la Nna.

    07:05

    Media, Vance arrivato in Svizzera per i colloqui con l’Iran

    Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Svizzera per l’avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo provvisorio per porre fine alla guerra in Iran. Lo riporta l’Ap.

    “Dobbiamo continuare” a gestire la situazione fra Israele e Libano, ha detto il vicepresidente JD Vance prima di partire. Affermando che può stare solo uno o due giorni, secondo quanto riportato dai media americani, Vance si è augurato che ci siano progressi sul dossier del nucleare e sulla tregua in Libano. “Queste sono le due cose su cui penso siamo concentrati. Sono sicuro che gli iraniani avranno dei temi su cui vogliono parlare”, ha messo in evidenza.

    Secondo quanto riferito dal portavoce, scrivono i media internazionali, l’aereo con a bordo Vance e la moglie è atterrato presso la base aerea di Emmen, vicino a Lucerna, nella Svizzera centrale. ll nuovo ciclo di negoziati dovrebbe iniziare nel corso della giornata. La delegazione iraniana, composta dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è arrivata nella tarda serata di ieri.

    Ai colloqui, insieme ai funzionari statunitensi e iraniani, saranno presenti anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate del Paese, il feldmaresciallo Asim Munir. Il Pakistan ha svolto il ruolo di mediatore durante la guerra e ha ospitato un precedente ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran.

    “Il Pakistan continuerà a sostenere l’attuazione degli accordi tra Teheran e Washington”, ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato stampa prima dell’inizio dei colloqui. Vance spera di compiere progressi “sulla questione nucleare” e sul “cessate il fuoco in Libano”.

    “La situazione sta effettivamente migliorando e le tensioni si stanno un po’ attenuando. Sarà qualcosa che dovremo gestire costantemente per garantire che Israele e il Libano siano entrambi al sicuro. Questo è fondamentalmente l’obiettivo, rendere l’intera regione sicura”, ha affermato il vicepresidente Usa parlando con la stampa prima di imbarcarsi.

    06:11

    Smotrich: ‘Resteremo per anni nelle zone che controlliamo in Libano’

    Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all’interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita in tal senso da parte degli Stati Uniti. In un’intervista al quotidiano degli ultra ortodossi ‘Makor Rishon’ pubblicata nel fine settimana, secondo quanto riporta ‘The Times of Israel’ Smotrich aggiunge che, a suo avviso, una richiesta del genere da parte degli Stati Uniti non arriverà, perché “capiscono quali sono le nostre linee rosse”. Alla domanda se l’esercito rimarrà in Libano per anni, il ministro di estrema destra risponde: “Sì, e lo dico in qualità di persona che sta attualmente conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio”. Alla domanda se Israele debba istituire avamposti militari e intere basi nella zona di sicurezza, Smotrich risponde: “Assolutamente sì. Rimarremo lì finché Hezbollah non si disarmerà, e penso anche oltre, perché abbiamo bisogno di confini difendibili”. “Finché Hezbollah non si disarmerà, non ci sposteremo di un millimetro. Questa – conclude Smotrich – è la posizione del primo ministro e del ministro della Difesa, e anche la mia, e siamo determinati a mantenerla”.

    00:01

    Delegazione iraniana arrivata in Svizzera per colloqui con Usa

    Una delegazione iraniana è atterrata in Svizzera in vista dei colloqui che si terranno presso il resort di Burgenstock sull’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato da Berna. “Diamo il benvenuto alla delegazione iraniana in Svizzera”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri svizzero su X, aggiungendo che i colloqui rientrano nell’ambito dell’attuazione del memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti. Anche l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha confermato l’arrivo della delegazione di Teheran in Svizzera in vista dei colloqui

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