Medio Oriente, piano di 6 Paesi per la riapertura di Hormuz, c’è l’Italia. Tajani: ‘Documento solo politico, non militare’

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    Punti chiave

    IL PUNTO

    Sei Paesi – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone – si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran. Il presidente francese Macron definisce ‘sconsiderata’ l’escalation nel Golfo e invoca una tregua di qualche giorno per le festività ‘per cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati’. Il capo del Pentagono Hegseth torna invece ad attaccare l’Europa: ‘Il regime iraniano ha terrorizzato l’America e i nostri interessi per 47 anni e i nostri ingrati alleati in Europa e parte della stampa dovrebbero dire solo una cosa al presidente Trump: grazie’.

    18:19

    Iran: ‘Berlino chiarisca ruolo della base Usa di Ramstein nella guerra’

    L’Iran ha chiesto alla Germania di “chiarire il ruolo” nella guerra in Medio Oriente di Ramstein, la più grande base militare americana d’Europa, situata in Germania. Lo ha detto all’Afp l’ambasciatore iraniano a Berlino, Majid Nili. “Abbiamo chiesto loro di chiarire o spiegare il ruolo di Ramstein”, ha affermato Nili, aggiungendo che “il ruolo di Ramstein non ci è ufficialmente chiaro”. “Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta”, ha aggiunto. Nili ha affermato che l’Iran ritiene che l’utilizzo da parte di Washington della base aerea nella Germania occidentale possa violare la risoluzione 3314 delle Nazioni Unite. 

    17:55

    Incendio domato nella raffineria di Haifa

    Il ministero della protezione ambientale israeliano ha comunicato che è stato escluso il timore di una fuga di materiali pericolosi dalla raffineria Bazan di Haifa, colpita oggi da due frammenti di intercettore durante l’ultimo lancio di missili dall’Iran. ”L’incendio è stato domato e i funzionari del ministero stanno affiancando le forze di emergenza sul posto”, aggiunge la nota del ministero. La stessa raffineria era stata colpita da un missile iraniano nella guerra dei dodici giorni del giugno 2025, causando tre vittime tra gli operai e gravi danni alla centrale elettrica stimati tra i 150 e i 200 milioni di dollari dalla compagnia Bazan. 

    17:06

    Raffineria Haifa colpita da frammento intercettore non da bomba a grappolo Iran

    Le raffinerie di Haifa, come è stato ora autorizzato per la pubblicazione, sono state colpite da un frammento di un intercettore che ha colpito una struttura sul posto e non dal missile a frammentazione lanciato dall’Iran. All’interno dell’edificio erano presenti materiali infiammabili che hanno provocato l’incendio. Tra le 15 e le 20 squadre dei vigili del fuoco stanno operando sul luogo. È stato escluso il rischio di una fuoriuscita di sostanze pericolose. L’Idf ha reso noto che le truppe stanno conducendo operazioni di ricerca e fornendo assistenza ai civili sul posto. 

    17:02

    Trump, non invierò soldati in Iran

    Donald Trump ha assicurato che “non invierà soldati in Iran” in un incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese. 

    16:52

    Tajani, dichiarazione Londra solo politica, non militare

    “E’ un documento politico, non un documento militare, per lavorare insieme, per cercare di creare le condizioni per garantire la libertà di circolazione marittima, per lavorare insieme parlando con le varie parti, dando messaggi politici”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tagadà su La7 sulla dichiarazione congiunta su Hormuz firmata con Regno Unito, Francia, Germania, Olanda e Giappone. “Speriamo che non ci sia l’escalation, noi stiamo lavorando per questo anche ad Hormuz. Questo è il senso del documento firmato da alcuni Paesi compresa l’Italia, lavoriamo per garantire la libertà di circolazione marittima, il traffico marittimo deve essere garantito proprio per evitare il peggioramento anche della situazione delle fonti energetiche”, ha sottolineato. “Non siamo parte della guerra, e non vogliamo essere parte della guerra”. 

    16:42

    Raffineria di Haifa colpita da bomba a grappolo lanciata da Iran

    E’ stata autorizzata la pubblicazione della notizia secondo cui un bombardamento proveniente dall’Iran ha causato danni alle raffinerie nella zona di Haifa, in Israele. Si tratterebbe di una bomba a grappolo. Le immagini in tv mostrano una densa colonna di fumo che si leva dal luogo dell’impatto. Il ministro dell’Energia israeliano, Eli Cohen, ha affermato che “non si sono verificati danni significativi alle infrastrutture nello Stato di Israele”.

    16:29

      ‘F-35 Usa danneggiato da fuoco iraniano, atterraggio d’emergenza’

    Un caccia F-35 americano ha effettuato un atterraggio di emergenza presso una base aerea Usa in Medio Oriente dopo essere stato colpito da quello che si ritiene essere fuoco iraniano. Lo riferiscono due fonti informate alla Cnn. Il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che il jet stava “svolgendo una missione di combattimento sull’Iran” quando è stato costretto a effettuare l’atterraggio di emergenza. Hawkins ha precisato che il velivolo è atterrato in sicurezza e che l’incidente è oggetto di indagine. Qualora confermato, l’episodio segnerebbe la prima volta in cui l’Iran colpisce un velivolo americano nel corso del conflitto iniziato alla fine di febbraio. 

    16:02

    L’Idf conferma: attaccato un porto militare iraniano sul mar Caspio

    L’aviazione israeliana ha attaccato ieri installazioni navali iraniane in un porto sul Mar Caspio, prendendo di mira decine di navi militari, tra cui navi lanciamissili, siti di stoccaggio di missili e droni e una struttura per la riparazione e la manutenzione delle navi. Lo conferma il portavoce dell’Idf Nadav Shoshani in un briefing con la stampa internazionale, sottolineando che è la prima volta che l’Idf opera sul Mar Caspio.

    15:49

    Araghchi, ‘zero moderazione in caso di nuovi attacchi ai nostri impianti’

    Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avvertito che l’Iran applicherà “zero moderazione” in caso di nuovi attacchi alle sue infrastrutture energetiche. “La risposta dell’Iran all’attacco di Israele contro le nostre infrastrutture ha impiegato una frazione della nostra capacità di fuoco. L’unica ragione per la moderazione è stata il rispetto per la de-escalation richiesta”, ha detto su X. 

    15:48

    Libano, il bilancio delle vittime della guerra è oltre 1000

    Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato oggi che gli attacchi israeliani hanno ucciso 1.001 persone nel Paese dall’inizio – il 2 marzo – della guerra tra Israele e Hezbollah, facendo salire il bilancio di 968 vittime rispetto al giorno precedente. Il nuovo comunicato del Ministero precisa che tra le vittime figurano 79 donne, 118 bambini e 40 operatori sanitari, mentre altre 2.584 persone sono rimaste ferite.

    15:08

    Piano di 6 Paesi per Hormuz, c’è l’Italia. Araghchi: ‘Chi aiuta Usa sarà complice’

    Gli alleati degli Stati Uniti che aiutano Washington a riaprire lo Stretto di Hormuz si renderebbero “complici” dell’aggressione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla Cnn. Durante una telefonata con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi, Araghchi ha affermato che l’attuale situazione nello Stretto è stata causata da Stati Uniti e Israele, e ha avvertito che la partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano costituirebbe “complice dell’aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori”. 

    15:04

    Gabbard, Mojtaba gravemente ferito, poco chiaro processo decisionale

    La nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, è rimasta gravemente ferita in un attacco di Israele. Lo ha confermato la direttrice dell’intelligence Tulsi Gabbard, ammettendo che Mojtaba Khamenei è più intransigente del padre ma, a causa delle sue ferite, il processo decisionale ai vertici del governo iraniano risulta poco chiaro. 

    15:04

    Gabbard, Usa e Israele hanno obiettivi diversi in Iran

    La direttrice dell’Intelligence americana Tulsi Gabbard ha dichiarato che gli obiettivi americani e israeliani in Iran non coincidono. “Gli obiettivi delineati dal presidente differiscono dagli obiettivi stabiliti dal governo israeliano”, ha affermato durante un’audizione dinanzi alla commissione Intelligence della Camera. “Il governo israeliano si è concentrato sul neutralizzare la leadership iraniana. Trump ha invece dichiarato che i suoi obiettivi consistono nel distruggere la capacità dell’Iran di lanciare missili balistici, la sua capacità di produzione di tali missili e la sua marina militare”, ha aggiunto la funzionaria.

    14:51

    Londra annuncia piano a 6 per riapertura di Hormuz, c’è l’Italia

    Sei Paesi – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone – si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran.

    “Noi condanniamo nei termini più forti – si legge nel comunicato diffuso a nome dei leader dei sei Paesi citati dall’ufficio del premier britannico Keir Starmer – i recenti attacchi dell’Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili incluse installazioni per il gas e il petrolio e la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane”. Nella nota, i firmatari si dicono quindi “pronti a contribuire agli sforzi per garantire un transito sicuro attraverso lo Stretto” ed elogiano tutte “le nazioni disposte a impegnarsi nella pianificazione preparatoria” di un’iniziativa rinviata apparentemente per il momento al futuro.

    14:25

    Iran, ‘false le notizie della nomina di Hossein Dehghan al posto di Larijani’

    “Nelle scorse ore, alcuni organi di stampa hanno pubblicato notizie distorte, affermando che Hossein Dehghan è stato nominato Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale” al posto del defunto Ali Larijani, “ma questa notizia è falsa e va smentita”. Lo scrive l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando un comunicato della Fondazione Mostazafan della Rivoluzione Islamica, la potente ‘bonyad’ (fondazione benefica iraniania) di cui Dehghan è amministratore delegato. La smentita giunge dopo che alcuni media avevano riferito della nomina di Dahghan al posto di Larijani. “Il presente comunicato precisa che Dehghan, in ottemperanza alla missione affidatagli dal Comandante della Rivoluzione Islamica, si è concentrato, negli ultimi giorni e durante il periodo bellico, sulle attività della fondazione adoperandosi con ogni mezzo per svolgere un ruolo efficace all’interno dell’istituzione, come in passato. Si auspica che i media si astengano dal pubblicare notizie inattendibili e dal diffondere voci infondate in un contesto di guerra”. La Fondazione Mostazafan della Rivoluzione Islamica è la seconda azienda più grande del Paese, dopo la Compagnia petrolifera nazionale iraniana.

    14:20

    Guterres: ‘Usa e Israele cessino la guerra, Iran apra Hormuz’

    “Il mio messaggio a Usa e Israele è che è tempo di finire questa guerra che rischia di andare totalmente fuori controllo, con una propagazione sull’economia mondiale che rischia di essere davvero drammatica, specie per i Paesi in via di sviluppo. All’Iran dico: basta con gli attacchi ai tuoi vicini, e apra lo stretto di Hormuz”. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres nel punto stampa con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “E’ tempo che la diplomazia prevalga, è tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza”, ha aggiunto.

    13:20

    Hegseth, ‘nostri alleati europei ingrati, dovrebbero dire grazie a Trump’

    “L’Iran ha terrorizzato l’America e i nostri interessi per 47 anni” e “i nostri ingrati alleati in Europa e parte della stampa dovrebbero dire solo una cosa al presidente Trump: grazie”. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth.

    “Abbiamo danneggiato o affondato 120 navi iraniane. I sottomarini che avevano sono ormai andati. I loro porti sono compromessi. la loro capacità di produrre nuovi missili balistici è stata l’area colpita più duramente”. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth.

    12:06

    L’Iran annuncia l’arresto di 97 persone, ‘traditori sionisti’

    Il ministero dell’Intelligence iraniano ha annunciato l’arresto di 97 persone, definite “traditori sionisti”, e l’uccisione di un “noto criminale” durante operazioni in varie parti del Paese. “Questi elementi traditori, che intendevano seminare il caos e commettere omicidi sotto la guida del nemico americano-sionista, sono stati identificati e arrestati”, ha affermato il ministero, come riferisce Fars, aggiungendo che durante le operazioni sono state sequestrate armi da fuoco e munizioni. Secondo il comunicato, sono anche state identificate e smantellate anche “cinque cellule mercenarie armate nemiche nella provincia del Khuzestan”, regione dell’Iran occidentale sul golfo Persico, e durante queste operazioni “sono state sequestrate dieci potenti bombe artigianali, 2 Kalashnikov e ingenti quantità di munizioni”. Il ministero ha dichiarato anche di avere arrestato “13 spie” nel sud est del Paese e distrutto “la pericolosa cellula terroristica di Nematollah Shahbakhsh, noto come Jamuk, in un’operazione congiunta della Direzione Generale dell’Intelligence del Sistan e Baluchistan, del Comando Quds delle Guardie Rivoluzionarie e di Farajah”.

    12:46

    Iran ribadisce, ‘se attaccati distruggeremo infrastrutture energetiche regione’

    L’esercito iraniano ha rinnovato le minacce di distruggere le infrastrutture energetiche della regione qualora venissero nuovamente attaccate durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. ‘Avvertiamo il nemico che avete commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica dell’Iran, e la risposta e’ in corso e non e’ ancora terminata’, ha dichiarato il comando operativo dell’esercito Khatam Al-Anbiya in una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa Fars. ‘Se cio’ dovesse ripetersi, i successivi attacchi contro le vostre infrastrutture energetiche e quelle dei vostri alleati non si fermeranno fino alla loro completa distruzione, e la nostra risposta sara’ molto piu’ severa degli attacchi di ieri sera’.

    09:56

    Riad, drone ha colpito la raffineria Samref nel porto di Yanbu

    Un drone si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, e “la valutazione dei danni è in corso”, ha dichiarato questa mattina il ministero della Difesa saudita. Il ministero aveva precedentemente affermato di aver intercettato un missile balistico diretto al porto della città. La raffineria Samref è di proprietà del colosso petrolifero saudita Aramco e della Mobil Yanbu Refining Company Inc., una filiale di ExxonMobil.

    09:06

    Drone contro seconda raffineria in Kuwait

    Un drone ha colpito una seconda raffineria di petrolio in Kuwait, provocando un incendio. Lo riferiscono le autorità locali.

    08:44

    Pechino, inaccettabile l’uccisione di Larijani e di altri leader iraniani

    La Cina definisce “inaccettabile” l’uccisione del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, ucciso da Israele, e di altri leader e ha nuovamente chiesto un cessate il fuoco immediato. “Ci siamo sempre opposti all’uso della forza nelle relazioni internazionali. Le azioni volte ad assassinare leader iraniani e ad attaccare obiettivi civili sono ancora più inaccettabili”, ha dichiarato durante una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.

    Pechino ha esortato gli Stati Uniti a “smettere di alimentare” la teoria secondo cui la Cina rappresenterebbe una minaccia, dopo che un rapporto dei servizi segreti statunitensi ha affermato che Pechino non ha intenzione di invadere l’isola autonoma il prossimo anno. Gli Stati Uniti dovrebbero “parlare e agire con cautela sulla questione di Taiwan”, dovrebbero “correggere la loro visione della Cina e smettere di alimentare la teoria della minaccia cinese”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto del rapporto.

    04:57

    Arabia, ci riserviamo il diritto di reagire militarmente contro l’Iran

    L’Arabia Saudita ha dichiarato oggi di “riservarsi il diritto” di reagire militarmente contro l’Iran, che prende regolarmente di mira il Paese con droni e missili. “Ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni militari se necessario”, ha affermato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che “il Regno non cederà alle pressioni; al contrario, tali pressioni si ritorceranno contro coloro che le esercitano”.

    04:03

    Trump: ‘Distruggeremo giacimento gas Iran se Teheran attaccherà di nuovo sito Qatar’

    Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l’enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l’importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar.

    03:57

    Impennata del greggio Brent, aumento di oltre il 5%

    Il greggio Brent ha registrato un’impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente, dopo che l’Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia per un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.

    03:46

    Qatar, nuovo attacco iraniano contro il principale impianto di gas

    Il Qatar ha segnalato un attacco missilistico iraniano e ulteriori danni significativi al suo principale impianto di gas, già colpito ieri. “Lo Stato del Qatar è stato preso di mira da missili balistici lanciati dall’Iran, che hanno colpito la città industriale di Ras Laffan causando danni”, ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariota su X. “La raffineria è stata nuovamente colpita da un missile; sta bruciando”, ha riferito da parte sua la televisione di stato iraniana su Telegram. La compagnia energetica statale QatarEnergy ha segnalato nuovi incendi e “danni considerevoli” presso il principale sito di produzione di gas naturale liquefatto (gnl). Due dei tre incendi scoppiati oggi sono stati completamente spenti dalle forze di protezione civile del Qatar, secondo il Ministero dell’Interno del Paese del Golfo. Non sono state segnalate vittime.

    01:14

    Media: ‘Trump valuta l’invio di migliaia di soldati in Medio Oriente’

    L’amministrazione Trump sta valutando l’invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg. Un’altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L’amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l’uranio arricchito iraniano.

    00:21

    ‘Il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra in Iran’

    Il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra in Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali l’ammontare supera i costi sostenuti finora dall’amministrazione nell’operazione contro l’Iran. Non è chiaro se la Casa Bianca alla fine chiederà al Congresso tale cifra. Secondo alcuni funzionari dell’amministrazione, la somma richiesta dal Pentagono non è realistica.

    07:09

    Faccia a faccia Meloni-Merz a Bruxelles alla vigilia del summit Ue

    Un faccia a faccia di mezz’ora, al bar dell’hotel Amigo, nel cuore di Bruxelles: Giorgia Meloni e Friedrich Merz si sono incontrati a poche ore da un summit che si preannuncia delicatissimo su più fronti, da quello della guerra in Medio Oriente ai dossier energetici. La presidente del Consiglio è arrivata nel centro di Bruxelles in tarda serata. All’hotel Amigo aveva da poco avuto luogo la cena di lavoro tra il cancelliere tedesco e il presidente francese, Emmanuel Macron. Un incontro, il loro, che potrebbe essere servito a chiarire alcuni punti di tensione tra Francia e Germania, dal progetto per il super-caccia sul quale Berlino nelle ultime settimane ha manifestato più di una perplessità scatenando l’ira francese, al Buy European, la clausola che introduce un criterio di preferenza europea negli appalti sui settori strategici come la difesa. Terminato il bilaterale, il solo Merz si è intrattenuto con la sua delegazione al bar dell’hotel, dove poco dopo è sopraggiunta Meloni. Entrando nella hall dell’albergo, la premier è stata fermata da alcuni italiani, tra cui una cittadina di origine veneziana che le ha manifestato il suo sostegno, chiedendole di “non dimenticarsi” del capoluogo veneto. Meloni le ha ricordato l’impegno del governo nel rifinanziamento della legge speciale per Venezia e tra le due si è aperto un siparietto: “Io mi occupo di arte”, ha detto la donna. “Beata lei!”, ha scherzato Meloni. La premier ha quindi raggiunto il cancelliere, sedendosi a fianco a lui. Volti distesi per i due, accompagnati dalle rispettive delegazioni ristrette. Dopo circa trenta minuti, Meloni ha salutato il cancelliere che, qualche minuto più tardi, si è a sua volta congedato dal bar.

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