Punti chiave
IL PUNTO
Riaprire Hormuz e porre fine alla guerra in Iran. I timori del G7 a Parigi riguardano l’impatto del conflitto su un’economia globale già fiaccata considerate le ricadute ‘sulle catene di approvvigionamento di energia, alimenti e fertilizzanti’. L’imperativo è dunque ‘un rapido ritorno alla libera e sicura circolazione attraverso lo Stretto di Hormuz e una soluzione duratura del conflitto’. Trump, sulla spinta dei paesi del Golfo, sospende la ripresa delle ostilità e dà un nuovo ultimatum a Teheran, ‘due o tre giorni’. Teheran minaccia: ‘abbiamo il dito sul grilletto’. Reuters anticipa che gli Usa sono intenzionati ad un significativo disimpegno dalla Nato: ridurranno le forze nell’Alleanza durante le crisi.
15:45
Trump: ‘Netanyahu farà quello che voglio, è una brava persona’
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu “farà quello che voglio. E’ una brava persona e non è trattato bene in Israele”. Lo ha detto Donald Trump.
15:44
Media: ‘Teheran rafforza ulteriormente il controllo su Hormuz’
L’Iran ha consolidato il controllo sullo Stretto di Hormuz attraverso posti di blocco militari, controlli sulle navi, accordi diplomatici e, in alcuni casi, tariffe di sicurezza per il passaggio sicuro: lo scrive Reuters sul sito. I pasdaran svolgono un ruolo centrale nel nuovo sistema di transito a più livelli che dà la precedenza alle navi legate ad alleati come Cina e Russia, mentre per altre imbarcazioni potrebbero richiedere accordi intergovernativi o pagamenti che, secondo le fonti, sono superiori a 150.000 dollari.
11:39
Tv Israele: ‘Trump e Netanyahu hanno avuto prolungata e drammatica conversazione’
Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno tenuto questa notte una conversazione telefonica descritta come ”prolungata e drammatica”. Lo riporta Channel 12.
11:35
Libano: ‘Israele ha ucciso 116 operatori sanitari dal 2 marzo’
Il ministero della Sanità del Libano ha dichiarato che almeno 116 operatori sanitari sono stati uccisi dagli attacchi israeliani dal 2 marzo scorso, mentre altri 263 sono rimasti feriti. Secondo il ministero, i bombardamenti israeliani hanno inoltre causato la distruzione di numerose ambulanze, centri sanitari e ospedali. Il ministero della Sanità ha denunciato in particolare la distruzione totale del centro sanitario primario di Maashuq, nella regione di Tiro. Le autorità libanesi affermano che dall’inizio dell’offensiva israeliana sono stati colpiti almeno 31 centri sanitari nel paese. Secondo il bilancio, aggiornato nelle ultime 24 ore, del ministero della Sanità di Beirut, dal 2 marzo gli attacchi israeliani hanno provocato almeno 3.042 morti e 9.301 feriti in Libano, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile.
11:29
Libano: ’15 persone uccise da Israele nelle ultime 24 ore, ci sono anche bambini’
Israele continua a bombardare il sud del Libano e la valle orientale della Bekaa nonostante il cessate il fuoco del 17 aprile, prorogato nei giorni scorsi per altri 45 giorni, mentre Hezbollah rivendica nuovi attacchi con droni e razzi contro postazioni e mezzi militari israeliani. Lo riferiscono media libanesi secondo cui nelle ultime 24 ore almeno 15 persone sono state uccise oggi nei raid israeliani nel sud del paese. Tra le vittime figurano anche quattro bambini morti in un bombardamento contro una casa a Deir Qanun an Nahr, nella regione di Tiro. Altre vittime sono state segnalate a Kfarsir, Haruf, Nabatiye e Froun. L’esercito israeliano ha inoltre ordinato lo sfollamento forzato e immediato di 12 località nel sud del Libano e nella Bekaa, tra cui aree di Nabatiye, Tiro e Jezzine. Parallelamente, Hezbollah ha rivendicato una serie di operazioni con droni esplosivi e razzi contro le truppe di occupazione israeliane in pieno territorio libanese e nel nord di Israele. Secondo Haaretz, un drone proveniente dal Libano è esploso nel nord di Israele causando due feriti.
10:01
Pasdaran: ‘Se gli Usa attaccano, la guerra si estenderà oltre la regione’
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane minacciano di “estendere la guerra oltre la regione” qualora gli Stati Uniti attaccassero nuovamente l’Iran. “Non abbiamo ancora impiegato tutte le capacità della Rivoluzione Islamica contro di loro – affermano – Ma ora, se l’aggressione contro l’Iran si ripeterà, la guerra regionale promessa si estenderà questa volta oltre la regione, e i nostri colpi devastanti in luoghi inaspettati vi porteranno alla rovina totale”. “Il nemico sionista-americano, che non ha tratto alcun insegnamento dai suoi ripetuti e gravi fallimenti strategici subiti durante la Rivoluzione Islamica dell’Iran, ha ricominciato a minacciare il Paese”, si legge nella dichiarazione, che aggiunge: “Ci hanno attaccato con tutta la potenza militare dei due eserciti, ma non abbiamo ancora utilizzato tutte le nostre capacità militari in guerra. Tuttavia, questa volta i nostri colpi distruttivi vi annienteranno in luoghi che non potete nemmeno immaginare”. “Siamo uomini di guerra e vedrete la nostra potenza sul campo di battaglia, non nelle dichiarazioni vuote e sui social network”, ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.
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