Medio Oriente, navi da guerra Usa nello Stretto. L’appello di papa Leone: ‘Governanti, fermatevi’

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    IL PUNTO

    Sale a 18 morti il bilancio dei raid israeliani nel sud del Libano

    Sale a 18 il bilancio dei raid israeliani nel sud del Libano. Otto persone sono rimaste uccise nel pomeriggio in attacchi condotti in una città della regione di Sidone. I feriti sono almeno nove, cinque delle quali gravi, ha dichiarato il ministero della Salute. Questa mattina si erano registrati 10 morti, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, negli attacchi israeliani condotti nella regione di Nabatieh. Ieri la presidenza libanese aveva annunciato un incontro martedì a Washington tra rappresentanti libanesi, israeliani e americani “per discutere l’istituzione di una tregua e la data di inizio dei negoziati”.  

    Il grido di Leone contro la guerra: ‘Nel regno di Dio né spada né drone’

    Nel Regno di Dio “non c’è spada, né drone, né vendetta, né ingiusto profitto”. Lo dice papa Leone invocando la pace stasera a San Pietro: “Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più aggressivo”, “viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio,” ma “chi prega non uccide e non minaccia la morte”. Invece, denuncia, “alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo”, “basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!”  

    Centcom: due navi da guerra Usa nello stretto di Hormuz per sminamento

     Due navi da guerra americane stanno transitando nello Stretto di Hormuz per un’operazione di sminamento. Lo riferisce il Comando centrale Usa in un post sui social media.  

    Pezeshkian: ‘A Islamabad stiamo negoziando con coraggio’

    “L’alta delegazione iraniana presente in Pakistan” per negoziare con gli Stati Uniti, “difende con fermezza gli interessi dell’Iran”. Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, aggiungendo che “in quest’ottica, si impegnerà nei negoziati con coraggio”.
    “In ogni caso, il nostro servizio al popolo non si fermerà un istante e, qualunque sia l’esito dei negoziati, il governo resta saldamente al fianco del popolo”, ha aggiunto, sul suo account X.
     

    ‘Nave Usa a Hormuz tornata indietro dopo minaccia di attacco’, Stati Uniti smentiscono

    “Diverse navi” della Marina statunitense hanno attraversato in queste ore lo Stretto di Hormuz: lo indica su X Barack Ravid, giornalista di Axios, citando un funzionario Usa. Il movimento, aggiunge, “non è stato coordinato con l’Iran”, ed è la prima volta che una mossa di questo tipo avviene dall’inizio della guerra.

    La tv di stato iraniana nega le notizie provenienti da fonti statunitensi: lo riporta Iran International. La tv di stato ha spiegato che è stato lanciato un avvertimento a una nave militare americana che sarebbe stata attaccata entro 30 minuti se avesse varcato lo stretto, riferisce su X il chief national security reporter della Reuters, Phil Stewart, sostenendo che il vascello si è ritirato dopo l’avvertimento, stando ad un alto funzionario militare iraniano che ha parlato alla tv di stato iraniana.

    “Non abbiamo ricevuto alcuna minaccia dall’Iran di attacco alle navi” della marina Usa a Hormuz. Lo afferma un funzionario americano – citato dal giornalista di Axios Barak Ravid su X – che smentisce quanto affermato dai media iraniani.

    Media, a Islamabad primo faccia a faccia tra Usa e Iran dal 1979

    Media, a Islamabad primo faccia a faccia tra Usa e Iran dal 1979

    Secondo una fonte pakistana, si stanno svolgendo colloqui trilaterali faccia a faccia a Islamabad tra il vicepresidente statunitense JD Vance, l’inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, il cognato di Trump Jared Kushner, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il capo dell’esercito pakistano. Lo riporta Al Arabiya citando la Reuters. Se confermati, secondo la Cnn, sarebbero i primi colloqui diretti tra Usa e Iran dalla fondazione della Repubblica islamica.

    Media Teheran, ‘iniziati i colloqui tra Iran e Usa a Islamabad’

    I negoziati tra l’Iran e gli Usa sono iniziati a Islamabad. Lo riferiscono diversi media iraniani tra cui Irna e Mehr.I colloqui sono iniziati a seguito degli “sviluppi delle intense consultazioni a Islamabad, durante le quali sono stati discussi temi come la limitazione degli attacchi israeliani da Beirut al Libano meridionale, il rilascio da parte degli Stati Uniti dei beni iraniani e la necessità di colloqui tecnici e tra esperti più precisi”, ha riferito l’agenzia iraniana semi-ufficiale Tasnim, sottolineando che i colloqui ufficiali sono iniziati per definire questi punti. L’Iran ha anche chiesto agli Stati Uniti di convincere Israele ad attuare un cessate il fuoco completo in Libano.

    Cbs, gli Usa smentiscono di aver acconsentito a sbloccare asset Iran

    Gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato. Lo ha dichiarato un alto funzionario statunitense alla Cbs News, smentendo le precedenti notizie diffuse dai media. Il vicepresidente J.D. Vance ha avuto un incontro bilaterale con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, ma i negoziati non sono ancora iniziati e non sono stati discussi accordi. La delegazione americana comprende Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner.

    Pakistan: ‘Sharif e Vance si sono incontrati prima dei colloqui Usa-Iran’

    Il governo di Islamabad ha annunciato che il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif e il vice presidente statunitense JD Vance si sono incontrati oggi prima dei colloqui previsti tra una delegazione americana e una iraniana nella capitale pachistana. “Con l’inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha incontrato” il vice presidente Usa JD Vance, afferma in un comunicato il governo pachistano, secondo cui il premier di Islamabad “ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione”.

    Media: ‘Gli Usa hanno accettato lo sblocco di beni iraniani in Qatar’

    Gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere. Lo ha detto una fonte iraniana di alto livello alla Reuters online, accogliendo la mossa come un segno di “serietà” nel raggiungere un accordo con Washington nei colloqui di Islamabad. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato alcun commento pubblico sulla questione dello sblocco dei beni. La fonte ha dichiarato a Reuters che lo sblocco dei beni è “direttamente collegato alla garanzia del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz”, che si prevede sarà un punto chiave dei colloqui.

    Media Iran: ‘Colloqui a Islamabad potrebbero iniziare già oggi pomeriggio’

    Dopo l’incontro della delegazione iraniana, anche la squadra americana vedrà il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif prima dell’inizio dei negoziati a Islamabad. Lo riportano i media iraniani, mentre l’agenzia semi-ufficiale Tasnim riporta che i colloqui tra Iran e Usa potrebbero iniziare già questo pomeriggio.

    Media, delegazione cinese attesa a Islamabad per facilitare il negoziato

    Una fonte del ministero degli Esteri pakistano ha riferito ad Al-Araby Al-Jadeed che una delegazione cinese arriverà oggi a Islamabad per assistere il mediatore pakistano nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Pechino potrebbe offrire garanzie qualora le due parti raggiungessero un accordo, scrive il media panarabo basato a Londra. All’inizio della settimana, il New York Times aveva riportato – citando tre funzionari iraniani anonimi – che Teheran aveva accettato il cessate il fuoco anche grazie a un intervento all’ultimo minuto della Cina, che ha esortato la Repubblica islamica a mostrare flessibilità e a ridurre le tensioni per evitare che la situazione in Medio Oriente sfuggisse di mano. I funzionari cinesi non hanno descritto pubblicamente il coinvolgimento di Pechino negli sforzi di dialogo: interpellata mercoledì sulla possibilità che la Cina avesse contribuito a persuadere l’Iran ad accettare l’accordo, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, non ha né confermato né smentito il suo coinvolgimento, affermando solo in generale che la Cina avrebbe continuato a “mantenere la comunicazione con tutte le parti e a lavorare per allentare le tensioni e raggiungere un cessate il fuoco globale”.

    Nyt: ‘L’Iran non è in grado di trovare le mine che ha piazzato a Hormuz’

    L’Iran non è stato in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. Lo scrive il New York Times citando funzionari Usa, sottolineando che questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell’amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto. Si tratta poi – scrive il quotidiano Usa – di un potenziale fattore di complicazione in vista dell’incontro in Pakistan tra i negoziatori iraniani e una delegazione statunitense per i colloqui di pace. L’Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l’Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi. Non è chiaro se l’Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi, secondo i funzionari.

    Media, tra Iran e Usa a Islamabad negoziati di più alto livello dal 1979

    I colloqui diplomatici statunitensi e iraniani a Islamabad sono i negoziati di più alto livello tra Teheran e Washington dalla Rivoluzione islamica del 1979. Lo mettono in luce numerosi media internazionali. Saranno anche i primi negoziati ufficiali faccia a faccia dal 2015, spiega Al Jazeera, ricordando che in quell’anno fu raggiunto un accordo sullo sviluppo nucleare iraniano. Il presidente Trump ha poi annullato l’accordo sul nucleare nel 2018, durante il suo primo mandato. Nello stesso anno, la allora Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, vietò ulteriori colloqui diretti. Khamenei è stato ucciso in un attacco israelo-americano all’inizio della guerra sei settimane fa.

    Delegazione Iran porta con sé foto e oggetti dei bambini uccisi a Minab

    La delegazione negoziale iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad portando con sé fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab “come prova dei crimini di guerra americani”. Lo scrive la agenzia di stampa iraniana Tasnim su X. Ghalibaf sul suo account X pubblica una foto in cui lo si vede all’interno di un aereo intento a osservare in silenzio le foto di quattro bambini appoggiati su altrettanti zainetti messi su una fila di sedili. Accanto ad ogni immagine c’è un fiore bianco. “I miei compagni di volo #Minab168” scrive Ghalibaf, riferendosi alle 168 vittime morte nel bombardamento della scuola femminile a Minab, in Iran.

    Media: ‘Khamenei sfigurato ma lucido, partecipa alle decisioni’

    Il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite a viso e gambe riportate nell’attacco aereo che uccise il padre all’inizio della guerra, secondo quanto riferito a Reuters, che lo riporta sul suo sito, da tre persone vicine alla sua cerchia ristretta. Il volto di Khamenei è rimasto sfigurato nell’attacco al complesso della Guida Suprema nel centro di Teheran e ha riportato gravi ferite a una o entrambe le gambe, hanno affermato le tre fonti. Ciononostante, il 56enne si sta riprendendo dalle ferite e mantiene la lucidità mentale, secondo le fonti, che hanno chiesto l’anonimato. Khamenei partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui la guerra e i negoziati con Washington, hanno aggiunto due delle fonti. Reuters aggiunge di non essere stata in grado di verificarle in modo indipendente la notizia. Il luogo in cui si trova Khamenei, le sue condizioni di salute e la sua capacità di governare rimangono in gran parte un mistero per l’opinione pubblica, dato che non sono state pubblicate foto, video o registrazioni audio che lo ritraggano dall’attacco aereo e dalla sua successiva nomina a successore del padre l’8 marzo.

    Vance accolto a Islamabad dai ministri degli Esteri e dell’Interno pakistani

    Ad accogliere ad Islamabad la delegazione statunitense guidata dal vicepresidente J.D. Vance e accompagnata dall’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e dal consigliere Jared Kushner sono stati il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, il capo di stato maggiore dell’esercito, il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e il ministro dell’Interno Mohsin Raza Naqvi. L’aereo su cui ha viaggiato la delegazione è atterrato alla base aerea di Nur Khan a Rawalpindi. Secondo quanto confermato dallo stesso ministero degli Esteri pakistano, la delegazione iraniana ha già raggiunto Islamabad per partecipare ai colloqui. La delegazione è guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf e comprende il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, insieme ad altre 14 figure chiave e altri alti funzionari. La delegazione iraniana nel suo complesso conta circa 70 membri, tra cui una squadra di giornalisti e personale di supporto.

    Media Iran, se precondizioni Teheran accettate colloqui al via domenica

    La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi alle 13 ora locale (le 10 in Italia) il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif per discutere dei prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall’Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l’hotel Serena di Islamabad. La delegazione ha incontrato ieri sera il comandante dello Stato Maggiore dell’Esercito pakistano, Asim Munir.

    Media, tre morti in un attacco israeliano nel sud del Libano

    Tre persone sono morte in un raid aereo israeliano che ha distrutto un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo riporta l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna citata da Al Jazeera.

    Media, ruolo chiave di Vance nei colloqui tra Stati Uniti e Iran

    Una fonte pakistana di alto livello ha elogiato il ruolo di J.D. Vance nel promuovere una soluzione diplomatica al conflitto tra Stati Uniti e Iran, affermando che il vicepresidente americano è stato fondamentale per l’avvio dei colloqui a Islamabad. Lo scrive Cnn. La fonte, a conoscenza del processo negoziale, ha riferito che, secondo le stime, saranno necessari alcuni giorni di negoziati per raggiungere un accordo e che i funzionari pakistani sperano di convincere Vance a prolungare la sua permanenza nel Paese per contribuire a tale obiettivo.

    Separatamente, un’altra fonte del Golfo ha dichiarato che gli iraniani nutrono scarsa fiducia nell’inviato speciale del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, che ha guidato i precedenti cicli negoziali con l’Iran, interrotti bruscamente dagli attacchi statunitensi contro il Paese. Witkoff fa parte della delegazione statunitense che partecipa ai colloqui di Islamabad. Anche per Axios, il motivo per cui Vance guida la delegazione statunitense “è il cattivo umore tra gli inviati di Trump e gli iraniani dopo che due precedenti serie di colloqui si sono concluse con la guerra”.

    Secondo fonti, per i mediatori iraniani Witkoff e Jared Kushner li avrebbero ingannati e che, data l’importanza di Vance e il suo scetticismo riguardo all’entrata in guerra, il coinvolgimento del vicepresidente potrebbe favorire dei progressi. La mediazione che inizierà oggi, per Axios, è “la più grande sfida della carriera” del vicepresidente Usa: “negoziare un accordo con l’Iran per risolvere la controversia nucleare e porre fine alla guerra”.

    Ghalibaf prima dei colloqui: ‘Abbiamo buone intenzioni ma non ci fidiamo’

    “Abbiamo buone intenzioni, ma non ci fidiamo”: lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo arrivo a Islamabad per i colloqui tra Usa e Iran, stando a quanto riportato dalla tv di Stato iraniana. “La nostra esperienza nei negoziati con gli americani si è sempre conclusa con fallimenti e promesse non mantenute”, ha dichiarato Ghalibaf.

    Media, la delegazione Usa è atterrata a Islamabad

    La delegazione americana incaricata dei negoziati con l’Iran è atterrata a Islamabad, in Pakistan. Lo riferiscono diversi media internazionali che citano l’agenzia di stampa Reuters.

     Anche “una fonte del settore aeronautico” citata dalla Bbc sostiene che il vice presidente statunitense JD Vance sia “appena arrivato a Islamabad insieme alla delegazione americana”. È previsto che rappresenti il governo di Washington nei colloqui con la delegazione di Teheran insieme a Steve Witkoff e a Jared Kushner.

    Cnn: ‘Per l’intelligence Usa la Cina si prepara a spedire armi all’Iran’

    Secondo quanto riportato da Cnn, che cita tre fonti, per l’intelligence statunitense la Cina si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all’Iran entro le prossime settimane. Per l’emittente le informazioni di intelligence dimostrano che Teheran potrebbe sfruttare la tregua nei combattimenti per ricostituire le scorte di sistemi d’arma. Due delle fonti hanno riferito alla Cnn che Pechino si avvarrebbe di un Paese terzo per far transitare le armi. Ma un portavoce dell’ambasciata cinese a Washington ha smentito: “La Cina non ha mai fornito armi a nessuna delle parti in conflitto: le informazioni in questione sono false”. Sarebbe una mossa provocatoria, spiega Cnn, considerando che Pechino ha affermato di aver contribuito a mediare il fragile accordo di cessate il fuoco che ha sospeso la guerra tra Iran e Stati Uniti all’inizio di questa settimana. Il presidente Donald Trump ha inoltre in programma una visita in Cina all’inizio del mese prossimo per colloqui con il presidente cinese Xi Jinping.

    Media Iran, probabile rinvio al pomeriggio dell’avvio dei negoziati

    I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad probabilmente subiranno un rinvio. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Tasnim. Lo riporta la agenzia Mehr su X. Sempre secondo Mehr, le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.

    Islamabad, la delegazione iraniana accolta dai ministri degli Esteri e dell’Interno

    La delegazione iraniana giunta a Islamabad per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti ospitati dal Pakistan, è stata accolta dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, oltre che dal presidente dell’assemblea nazionale Sardar Ayaz Sadiq, dal capo di stato maggiore dell’Esercito il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e dal ministro dell’Interno Syed Mohsin Raza Naqvi, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri pakistano. La delegazione è guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e comprende il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Secondo i media statali iraniani, la delegazione comprende anche l’ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam, l’alto funzionario della sicurezza Ali Akbar Ahmadian, il vice funzionario della sicurezza Ali Bagheri Kani, il rettore dell’Università della difesa nazionale Esmaeil Ahmadi Moghadam, il governatore della Banca Centrale Naser Hemati e i vice ministri degli Esteri Kazem Gharibabadi, Majid Takht-e Ravanchi, Valiollah Nouri e dal portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, oltre ad altri funzionari e legislatori.

    L’arrivo della delegazione

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