Punti chiave
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IL PUNTO
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15:03
Trump annuncia, blocco navale immediato dello stretto di Hormuz
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14:45
Ben Gvir al Monte del Tempio, ‘mi sento il padrone di casa’
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13:20
Teheran schernisce Vance: ‘Torna a casa a mani vuote’
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13:15
Nyt: ‘Ora per Trump dilemma tra lunghe trattative, guerra e lotta per Hormuz’
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13:12
Media, dopo la fine dei colloqui Teheran rimarca di avere il controllo su Hormuz
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11:27
Ghalibaf: ‘Gli Usa non hanno conquistato la nostra fiducia’
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10:32
Nyt: ‘Hormuz, uranio e asset congelati sono stati i nodi della trattativa’
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10:06
Trump riposta un articolo sull’ ipotesi ‘blocco navale’ del Golfo per danneggiare l’Iran
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09:00
Media, nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti
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09:04
Media, nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti
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08:29
Media, due petroliere arrivate a Hormuz hanno fatto marcia indietro
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08:06
Media Iran, anche la delegazione di Teheran ha lasciato il Pakistan
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07:53
Media Iran, ‘senza l’ok Usa a un accordo la situazione a Hormuz non cambia’
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06:19
Teheran: ‘Nessuno si aspettava un accordo al primo round di negoziati’
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05:38
Pakistan: ‘Iran e Usa rispettino il cessate il fuoco’
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04:30
Negoziati falliti con l’Iran, Vance lascia il Pakistan
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04:22
Iran, ‘negoziati falliti per le richieste irragionevoli degli Usa’
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03:43
Vance: ‘Gli Usa non hanno raggiunto un accordo con l’Iran’
IL PUNTO
L’annuncio di Vance arriva da Islamabad nel pieno della notte e gela il mondo: ‘Gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo con l’Iran’. Secondo il vicepresidente americano ‘non c’è la promessa da parte dell’Iran di abbandonare definitivamente l’arma nucleare’. Secondo Teheran, invece, ‘i negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Usa’.
Dopo il fallimento dei colloqui l’Iran “non ha fretta di avviare un nuovo negoziato”. Né ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, “a meno che gli Usa non accettino un accordo ragionevole”. Lo ha riferito una fonte informata all’agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Baghaei ha detto che il fallimento dei colloqui è dovuto alle “eccessive richieste degli Stati Uniti” su questioni come Hormuz e il dossier nucleare. Lo Stretto, uranio e asset congelati sono stati i nodi della trattativa anche secondo il New York Times. Intanto Trump riposta sui social un articolo sull’ipotesi del ‘blocco navale’ del Golfo per danneggiare l’Iran, in caso di mancata intesa. In Libano almeno 11 morti nei nuovi raid israeliani nel sud del Paese.
15:03
Trump annuncia, blocco navale immediato dello stretto di Hormuz
Donald Trump ha annunciato su Truth il blocco “con effetto immediato” di tutte le navi da e per lo stretto di Hormuz dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan.
14:45
Ben Gvir al Monte del Tempio, ‘mi sento il padrone di casa’
Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha pregato sul Monte del Tempio e in un video diffuso dal sito ha affermato: “Oggi mi sento il padrone di casa”, aggiungendo “continuo a sollecitare il primo ministro a fare sempre di più. Dobbiamo andare ancora oltre, sempre più in alto”. Lo scrive il Times of Israel. In base a un accordo consolidato, gli ebrei possono visitare il complesso, ma non pregarvi, poiché è amministrato dal Waqf giordano, un ente religioso musulmano. Ben Gvir rivendica da tempo il diritto di preghiera per gli ebrei sul sito e sue precedenti visite hanno suscitato aspre condanne nel mondo arabo.
13:20
Teheran schernisce Vance: ‘Torna a casa a mani vuote’
L’Iran deride gli Stati Uniti dopo il fallimento dei colloqui di pace. “Gli Stati Uniti hanno fatto volare il loro vicepresidente dall’altra parte del mondo, fino a Islamabad. 21 ore di colloqui. Hanno chiesto tutto ciò che non sono riusciti a ottenere con la guerra. L’Iran ha detto un GRANDE NO. I colloqui sono finiti. Lo Stretto è ancora chiuso. E il vicepresidente sta tornando a casa a mani vuote” si legge in un post su X dell’ambasciata iraniana in Ghana, in cui si fa riferimento al numero due dell’amministrazione statunitense, JD Vance, che ha guidato la delegazione statunitense in Pakistan. “Solo la parola dell’Iran. Di nuovo. Non hanno più alcuna opzione per salvare la faccia”. Dopo lo stop nei colloqui di pace, l’Iran ha intensificato la sua offensiva digitale, utilizzando i social media per deridere la delegazione statunitense. Dall’inizio dei bombardamenti di Usa e Israele, le ambasciate iraniane in tutto il mondo hanno utilizzato i loro account per rilanciare commenti estremamente sarcastici contro i rivali del loro Paese.
13:15
Nyt: ‘Ora per Trump dilemma tra lunghe trattative, guerra e lotta per Hormuz’
Il fallimento del primo round negoziale tra Usa e Iran “non è stato una sorpresa” e questo esito mette l’amministrazione Trump di fronte a diverse opzioni poco allettanti: una lunga negoziazione con Teheran sul futuro del suo programma nucleare, oppure la ripresa di una guerra che ha già causato la più grande crisi energetica dei tempi moderni, e la prospettiva di una lunga lotta per il controllo dello Stretto di Hormuz”. Lo scrive il New York Times, che ricorda come la principale leva a disposizione di Trump ora sia la minaccia di una ripresa delle operazioni militari su larga scala, in vista della fine del fragile cessate il fuoco il 21 aprile.
Ma per il media americano questa non è una scelta “politicamente praticabile per Trump, e gli iraniani lo sanno”. Trump, ricorda il Nyt, ha dichiarato il cessate il fuoco la scorsa settimana in gran parte per arginare le conseguenze della perdita del 20% delle riserve petrolifere mondiali, che stava facendo impennare il prezzo dei carburanti e creando carenze di fertilizzanti e, tra le altre materie prime essenziali, di elio per la produzione di semiconduttori.
I mercati avevano riguadagnato terreno sulla prospettiva di un accordo e se la guerra dovesse riprendere, molto probabilmente crollerebbero, e l’inflazione Usa, già al 3,3%, aumenterebbe inevitabilmente. “Resta quindi la questione più urgente: la riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli iraniani, nella loro descrizione dell’incontro, l’hanno posta al primo posto tra i temi discussi”, sottolinea il media.
13:12
Media, dopo la fine dei colloqui Teheran rimarca di avere il controllo su Hormuz
Diversi alti funzionari iraniani hanno sottolineato che Teheran mantiene il controllo dello Stretto di Hormuz dopo la conclusione senza accordo dei colloqui a Islamabad, presentando il nodo su questo passaggio marittimo come una conseguenza centrale del conflitto. Lo mette in evidenza Iran International. “Oggi la chiave dello Stretto di Hormuz è nelle nostre mani”, ha scritto su X Ali Akbar Velayati, consigliere dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, uccisa in raid di Usa e Israele all’inizio dell’attuale conflitto. “Dalla forza nello Stretto di Hormuz alla ricerca di risarcimenti, restiamo fermi sui diritti del popolo”, ha scritto su X il primo vicepresidente Mohammad Reza Aref. “L’unico vantaggio della Repubblica Islamica da questa guerra è lo Stretto di Hormuz. Ecco perché né la squadra negoziale né il parlamento hanno ceduto sulla supervisione e sul controllo iraniano di questo stretto”, ha affermato il parlamentare Mohammad Taqi Naghdali.
11:27
Ghalibaf: ‘Gli Usa non hanno conquistato la nostra fiducia’
“La controparte non è riuscita a conquistare la fiducia della delegazione iraniana in questo ciclo di negoziati”. Lo dichiara Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, su X.
10:32
Nyt: ‘Hormuz, uranio e asset congelati sono stati i nodi della trattativa’
La riapertura dello Stretto di Hormuz, il destino di quasi 900 libbre (408 kg) di uranio altamente arricchito e la richiesta iraniana di sbloccare circa 27 miliardi di dollari di asset congelati all’estero sono stati i punti critici che hanno fatto deragliare la trattativa tra Iran e Usa. Lo scrive il New York Times che cita due funzionari iraniani a conoscenza dei colloqui.
10:06
Trump riposta un articolo sull’ ipotesi ‘blocco navale’ del Golfo per danneggiare l’Iran
Il presidente statunitense, Donald Trump, ha ripostato sul suo social Truth un articolo che suggerisce come gli Usa potrebbero attuare un “blocco navale” nel golfo Persico per danneggiare gli interessi economici dell’Iran, in caso di un mancato accordo Washington-Teheran. Il post, pubblicato dal media online Just the News, si intitola: ‘La carta vincente che il presidente ha se l’Iran non cede: un blocco navale’.
Trump l’ha ripostato sul suo account Truth alle 6:16 di stamattina, praticamente in concomitanza con le notizie in arrivo da Islamabad, annunciate direttamente dal suo vice JD Vance, secondo cui i negoziati in corso con l’Iran erano falliti. L’articolo suggerisce che la strategia del blocco navale, già adottata nel caso del Venezuela, potrebbe “soffocare un’economia iraniana già instabile e aumentare la pressione diplomatica su Cina e India, tagliandole fuori da una delle loro principali fonti di petrolio”.
Il pezzo cita “alcuni esperti secondo cui “Trump potrebbe semplicemente ‘superare’ il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz con un blocco ancora più efficace.
09:00
Media, nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti
Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un’intera famiglia: lo riporta l’agenzia libanese Nna. La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.
09:04
Media, nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti
Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un’intera famiglia: lo riporta l’agenzia libanese Nna. La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.
08:29
Media, due petroliere arrivate a Hormuz hanno fatto marcia indietro
Due “superpetroliere” vuote dirette verso il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno “fatto marcia indietro all’ultimo minuto” una volta avvicinatisi all’isola iraniana di Larak, proprio mentre i colloqui tra Washington e Teheran in corso a Islamabad venivano dati per falliti: lo riferisce sul suo sito Bloomberg. Le due navi in questione, una battente bandiera maltese e una battente bandiera pakistana, hanno invertito la loro roccia una volta avvicinatisi a un “checkpoint” controllato da Teheran, secondo dati di tracciamento citati da Bloomberg. Una terza petroliera, battente bandiera liberiana, avrebbe invece proseguito la propria rotta, ma non è chiaro dove si stia dirigendo di preciso.
08:06
Media Iran, anche la delegazione di Teheran ha lasciato il Pakistan
Anche la delegazione di Teheran inviata a Islamabad per i colloqui con gli Usa ha lasciato il Pakistan dopo che i negoziati sono stati dati per falliti. Lo riferisce l’agenzia iraniana Mehr.
07:53
Media Iran, ‘senza l’ok Usa a un accordo la situazione a Hormuz non cambia’
L’Iran “non ha fretta di avviare un nuovo negoziato con gli Stati Uniti, dopo il fallimento dei colloqui di sabato a Islamabad”: lo ha affermato nelle prime ore di oggi una fonte informata all’agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. “Non ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, a meno che gli Stati Uniti non accettino un accordo ragionevole”, ha aggiunto la stessa fonte. Teheran, ha anche detto la persona informata citata dalla Fars, “non ha in programma di tenere un prossimo round di colloqui. Gli americani avrebbero dovuto essere realistici, ma cercavano un pretesto per lasciare il negoziato. Ora la palla è nel loro campo”. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato che il fallimento dei colloqui è stato dovuto alle “eccessive richieste degli Stati Uniti” su questioni come lo Stretto di Hormuz e il dossier nucleare, sottolineando tuttavia che “la diplomazia non finisce mai”.
06:19
Teheran: ‘Nessuno si aspettava un accordo al primo round di negoziati’
Teheran ha affermato domenica che “nessuno si aspettava” che gli Usa e l’Iran raggiungessero un accordo già dal primo round di negoziati. “Era evidente fin dall’inizio che non dovevamo aspettarci di raggiungere un accordo in una sola sessione. Nessuno se lo aspettava”, ha dichiarato Esmaeil Baqaei, portavoce della diplomazia iraniana, alla televisione di Stato iraniana, dopo l’annuncio del fallimento dei colloqui a Islamabad per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il portavoce del ministero degli Esteri si è detto “certo che i nostri contatti con il Pakistan, così come con gli altri nostri amici nella regione, proseguiranno”.
05:38
Pakistan: ‘Iran e Usa rispettino il cessate il fuoco’
Il ministro degli Esteri pakistano ha ribadito oggi che Washington e Teheran devono rispettare l’accordo di cessate il fuoco, dopo che i colloqui maratona tra le due parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente si sono conclusi senza un accordo. “È imperativo che le parti continuino a rispettare il loro impegno al cessate il fuoco”, ha affermato Ishaq Dar, il cui governo ha ospitato i colloqui e ha agito da mediatore. “Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per facilitare il coinvolgimento e il dialogo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America nei giorni a venire”, ha dichiarato in una breve dichiarazione trasmessa dai media statali.
04:30
Negoziati falliti con l’Iran, Vance lascia il Pakistan
Vance lascia il Pakistan dopo il fallimento dei negoziati con l’Iran.
04:22
Iran, ‘negoziati falliti per le richieste irragionevoli degli Usa’
Le “richieste irragionevoli” degli Stati Uniti hanno fatto fallire i negoziati. È la versione della Tv di Stato iraniana riguardo al fallimento dei colloqui in Pakistan, secondo quanto riporta Al Jazeera.
03:43
Vance: ‘Gli Usa non hanno raggiunto un accordo con l’Iran’
Gli Stati Uniti “non hanno raggiunto un accordo” con l’Iran. Lo afferma il vicepresidente americano Jd Vance. Secondo Vance, “non c’è la ‘promessa definitiva’ da parte dell’Iran riguardo all’abbandono dell’arma nucleare”. Vance ha annunciato che tornerà negli Stati Uniti dopo aver presentato all’Iran “un’offerta finale e la migliore possibile”.
“Siamo stati piuttosto flessibili, ma non siamo riusciti a compiere progressi” ha detto il vicepresidente, riferisce la versione online di Al Jazeera. “Non siamo riusciti a raggiungere una situazione in cui gli iraniani fossero disposti ad accettare le nostre condizioni. Penso che siamo stati piuttosto flessibili, siamo stati piuttosto accomodanti”, ha detto.
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