Punti chiave
IL PUNTO (di Luca Mirone)
Donald Trump inasprisce la sua retorica nei confronti dell’Iran, ma con il consueto canovaccio di segnali contraddittori. “Senza un accordo distruggeremo Kharg”, è la parte minacciosa dell’ultimo messaggio del presidente degli Stati Uniti, a cui si contrappone la valutazione che le trattative, “anche dirette”, “stanno andando bene”. Specularmente non cambia la postura ufficiale del regime, che nega contatti diretti con Washington e ribadisce che le proposte americane sono “irragionevoli”. Nel mezzo di queste dichiarazioni il Paese Nato più apertamente schierato contro questa guerra ha battuto un colpo concreto: la Spagna ha chiuso lo spazio aereo ai velivoli militari Usa.
Il commander in chief, a dispetto delle smentite iraniane, ha dato conto di un negoziato che sarebbe alle battute finali.
Teheran – ha riferito il tycoon ai giornalisti – ha concordato sulla maggior parte del piano Usa di 15 punti, tanto che i mullah hanno dato il via libera al passaggio di 20 navi attraverso Hormuz come “segno di rispetto”. Per la Casa Bianca la trattativa procede “con grandi progressi” perché l’interlocutore è “il nuovo e più ragionevole regime”, mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha evocato “fratture nella leadership”, senza tuttavia rivelare con chi sta trattando l’amministrazione.
Trump allo stesso tempo è tornato ad agitare il bastone: “Se per qualche ragione non ci sarà l’accordo, concluderemo il nostro soggiorno in Iran distruggendo gli impianti elettrici, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg”, da cui passa il 90% dell’export di greggio, ha scritto su Truth. Anche se l’opzione “preferita” dal tycoon è quella di “prendere il controllo del petrolio” iraniano “a tempo indeterminato”, come è accaduto in Venezuela. Washington inoltre ha insistito che l’Iran riapra “immediatamente” Hormuz. La crisi dello Stretto potrebbe costare ai mercati 10-12 milioni di barili al giorno, è la stima del segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo cui comunque “gli Usa ne riprenderanno il controllo e ci sarà libertà di navigazione”. Per ora continuano a passare soltanto le navi di Paesi non ostili all’Iran, come India e Cina.
Trump, tra le opzioni militari per ottenere la resa del nemico, valuta anche una missione per recuperare i 450 chilogrammi di uranio arricchito. Un’operazione complessa – rileva il Wsj – che vedrebbe le forze americane operare all’interno del Paese per giorni o per un periodo più lungo.
Rischi maggiori comporterebbe l’attacco a Kharg, sia con uno sbarco di paracadutisti sia nel caso di un’incursione anfibia.
Perché secondo fonti di intelligence Usa Teheran ha schierato ulteriori truppe nell’isola e nuovi sistemi di difesa aerea. C’è poi da valutare la possibile rappresaglia. Gli esperti militari ipotizzano quattro modalità: attacchi diretti alle truppe americane, nuovi raid sugli impianti energetici in Medio Oriente, maggiore coinvolgimento delle milizie sciite regionali.
Infine, la chiusura dello Stretto di Bab el Manba, nel Mar Rosso, da parte degli Houthi, che sabato sono entrati in guerra lanciando missili su Israele. Nel frattempo gli iraniani continuano a colpire il Golfo e un missile ha violato lo spazio aereo della Turchia, prima di essere abbattuto dalle difese Nato. E’ il quarto finora.
Nel pieno del conflitto un segnale in controtendenza è arrivato dalla Spagna, dove il governo ha rifiutato ogni supporto all’offensiva di Usa e Israele: il divieto all’utilizzo della basi di Rota e Moron riguarderà non solo i velivoli impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto. “E’ una guerra illegale”, ha ribadito Pedro Sanchez, che si era già distinto per una posizione di forte condanna nei confronti di Israele riguardo a Gaza. “Non ci serve il vostro l’aiuto”, la replica della Casa Bianca alla decisione del premier socialista, che è diventata oggetto di riflessione a Bruxelles. E se un funzionario Ue puntualizza che le scelte di Madrid sono “sovrane” e “nazionali”, tra i diplomatici si intravede il rischio che si inaspriscano i toni di Trump contro la Nato.
Un’altra fonte invece non si sbilancia sulle conseguenze interne all’Europa: la scelta di Sanchez potrebbe “isolarlo”, oppure “spingere altri a trovare il coraggio di seguire il suo esempio”.
23:53
Netanyahu: ‘Raggiunta oltre la metà degli obiettivi di guerra’
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele ha raggiunto oltre la metà dei suoi obiettivi di guerra contro l’Iran. “Abbiamo sicuramente superato la metà del percorso. Ma non voglio fissare una scadenza”, ha detto Netanyahu all’emittente conservatrice statunitense Newsmax.
22:46
Iran: ‘Nessun negoziato con gli Usa da inizio guerra, solo proposte’
“Non abbiamo avuto alcun negoziato con gli Stati Uniti in questi 31 giorni. Quello che è successo è una richiesta di negoziati insieme a una serie di proposte dagli Usa che ci sono pervenute tramite alcuni intermediari, tra cui il Pakistan”. Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei smentendo quanto riferito da Donald Trump su trattative “anche dirette” con Teheran.
21:06
Crosetto: chi colpisce i caschi blu colpisce la comunità internazionale
“Ho avuto oggi pomeriggio un colloquio telefonico con il mio collega francese Vautrin, con la quale abbiamo condiviso la rilevanza strategica di Unifil.
Colpire i contingenti delle Nazioni Unite non è tollerabile né accettabile in alcun modo. Le forze Onu sono in Libano per garantire la pace. Chi attacca i caschi blu non colpisce singoli contingenti: colpisce la comunità internazionale nel suo insieme e i principi che garantiscono la convivenza tra Stati”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.
20:49
Casa Bianca: ‘Espresso a Israele nostra preoccupazione per caso Pizzaballa’
“Abbiamo espresso a Israele le nostre preoccupazioni in merito alla chiusura di questi luoghi sacri”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in merito al caso Pizzaballa. “Vogliamo che i fedeli possano accedere a questi luoghi sacri”. Leavitt ha affermato che la Casa Bianca ha preso atto delle preoccupazioni israeliane in materia di “sicurezza”. Leavitt ha aperto il briefing con la stampa facendo riferimento alla settimana santa e alle iniziative del presidente in occasione di Pasqua.
20:29
Casa Bianca: le parole del Papa? Pregare per i militari è nobile
“Non c’è niente di sbagliato se i nostri leader militari e il presidente chiedono agli americani di pregare per i nostri soldati”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di ieri di Papa Leone. “Credo sia una cosa molto nobile da fare”, ha aggiunto la funzionaria.
20:19
Parigi chiede riunione Consiglio sicurezza Onu, ‘inaccettabili attacchi a Unifil’
La Francia chiede una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu a seguito dei “gravissimi incidenti subiti dai caschi blu dell’Unifil”. Lo annuncia il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot su X, condannando “con la massima fermezza” gli episodi in cui sono morti tre peacekeeper. “Tali attacchi in prossimità delle posizioni delle forze di pace delle Nazioni Unite sono inaccettabili e ingiustificabili”, aggiunge Barrot, precisando che Parigi “chiede un’indagine completa sulle circostanze di queste tragedie”. “Tali condanne sono state espresse con la massima fermezza all’ambasciatore israeliano a Parigi”, conclude.
19:52
‘Casa Bianca a Madrid, non abbiamo bisogno dell’aiuto della Spagna’
“Le Forze armate degli Stati Uniti stanno centrando o superando tutti i loro obiettivi nel quadro dell’operazione Epic Fury e non hanno bisogno dell’aiuto della Spagna né di altri”: lo ha dichiarato all’agenzia Efe un funzionario dell’amministrazione Trump, nel commentare la chiusura dello spazio aereo spagnolo ai voli che partecipano all’operazione militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
19:01
Unifil: basta attacchi deliberati contro i soldati Onu
“Abbiamo avviato un’indagine per determinare ciò che è accaduto”. Così Unifil in una nota in cui conferma la morte di due peacekeeper oggi nel sud del Libano, nei pressi di Bani Hayyan, aggiungendo che “un’esplosione di origine sconosciuta ha distrutto il loro veicolo e un terzo peacekeeper è rimasto gravemente ferito e un quarto ha riportato lesioni”. “Gli attacchi deliberati contro i peacekeeper . prosegue la nota – costituiscono gravi violazioni” e “possono costituire crimini di guerra. Il costo umano di questo conflitto è decisamente troppo alto. La violenza, come abbiamo già detto, deve finire”.
16:43
Quarto missile dall’Iran verso la Turchia intercettato dalla Nato
Il ministero della Difesa turco ha affermato che un missile balistico dall’Iran è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato, schierati nel Mediterraneo orientale, dopo essere entrato nello spazio aereo turco, senza precisare l’esatta posizione dell’intercettazione. Quello di oggi è il quarto missile dall’Iran verso la Turchia ad essere intercettato dal sistema difensivo della Nato da quando è iniziato il conflitto tra Usa, Israele e Iran mentre la Repubblica islamica ha sempre negato la responsabilità del lancio dei missili. “Tutte le misure necessarie vengono adottate con decisione e senza esitazione contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese, e tutti gli sviluppi nella regione vengono attentamente monitorati, dando priorità alla nostra sicurezza nazionale”, ha affermato il ministero della Difesa di Ankara, dopo avere annunciato l’intercettazione del missile balistico dall’Iran che è penetrato nello spazio aereo turco. Sebbene non sia stata chiarita la posizione delle intercettazioni dei missili lanciati dall’Iran verso la Turchia, i detriti del primo missile intercettato nelle scorse settimane erano caduti a Dortyol, località nel sud est anatolico che circa un centinaio di chilometri dalla base di Incirlik, una struttura militare turca utilizzata anche dagli Stati Uniti.
16:34
Altri due soldati Unifil morti in Libano, tre vittime in poche ore
Altri due soldati Onu sono morti in Libano oggi: sarebbero caschi blu indonesiani, che operavano nella zona sud est del Paese. Almeno un’altra persona sarebbe rimasta ferita. Lo si apprende da fonti informate. Sarebbero così tre i soldati di Unifil morti nell’arco di poche ore. “Questa mattina un’esplosione ha gravemente danneggiato un veicolo dell’Unifil e diversi peacekeeper sono rimasti feriti. Alcuni dei feriti sono stati evacuati, ma non siamo riusciti a raggiungere la scena per estrarre altri due a causa della mancanza di garanzie di sicurezza. Dopo il coordinamento con le autorità libanesi e israeliane, una squadra è ora in viaggio verso il luogo dell’incidente. Fornirò aggiornamenti quando possibile”. Lo riferisce la portavoce di Unifil, Kandice Ardiel.
14:06
Unifil: ‘Caschi blu feriti in un incidente nel sud del Libano’
I caschi blu delle Nazioni Unite nel sud del Libano sono rimasti feriti in un “incidente” avvenuto nei pressi del confine libano-israeliano: lo ha dichiarato un portavoce Unifil, senza specificare la natura dell’incidente. “Si è verificato un incidente che ha coinvolto i caschi blu nei pressi di Bani Hayyan e abbiamo dei feriti”, ha dichiarato Kandice Ardiel all’AFP, il giorno dopo che un casco blu indonesiano è stato ucciso da un proiettile di origine sconosciuta che ha colpito una postazione delle Nazioni Unite.
13:49
Trump: ‘Grandi progressi con l’Iran, ma senza accordo distruggeremo Kharg’
“Gli Stati Uniti sono in serie discussioni con il nuovo e più ragionevole regime” iraniano “per mettere fine alle operazioni militari. Grandi progressi sono stati fatti, ma se per qualsiasi ragione un accordo” non sarà raggiunto e lo “Stretto di Hormuz non sarà aperto immediatamente, concluderemo il nostro soggiorno in Iran distruggendo completamente i loro impianti elettrici, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (probabilmente anche gli impianti di desalinizzazione)”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
13:24
Starmer a Trump: ‘Non ci faremo trascinare nella guerra contro l’Iran’
“Questa non è la nostra guerra e non ci lasceremo trascinare dentro”. Lo ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer ribadendo la sua linea sul conflitto in Medio Oriente e sulle pressioni, unite alle forti critiche, del presidente americano Donald Trump rispetto al tardivo e limitato sostegno di Londra alle operazioni militari Usa. “La mia posizione e quella di questo governo non cambia, a prescindere dalla pressione nei nostri confronti”, ha aggiunto sir Keir parlando nel corso di un evento nelle West Midlands dedicato al lancio della campagna elettorale del Labour in vista delle amministrative del 7 maggio, in cui il primo ministro rischia di subire una dura sconfitta, con possibili ripercussioni dirette sulla sua leadership in crisi. Starmer nel suo intervento ha puntato sulla politica estera, criticando da un lato le opposizioni di destra, i Tory di Kemi Badenoch e Reform Uk di Nigel Farage, “che volevano l’ingresso” nel conflitto di Usa e Israele contro l’Iran “senza riflettere sulle conseguenze”, e dall’altro i Verdi di Zack Polanski, schieramento in ascesa alla sinistra del Labour, per “volere l’uscita del Regno Unito dalla Nato”.
11:48
Iran: ‘Proposte Usa irragionevoli, nessun contatto diretto con Washington’
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha definito le proposte degli Usa, articolate in 15 punti, come “eccessive e irragionevoli”. Secondo quanto riferisce l’emittente dissidente iraniana, con sede a Londra, ‘Iran International’, Baghaei ha detto che non ci sono stati contatti diretti con gli Stati Uniti e i messaggi ricevuti da Washington sono arrivati tramite intermediari, tra cui il Pakistan. Il funzionario ha aggiunto che la posizione dell’Iran sulle questioni in discussione è chiara e che Teheran rimane concentrata sul proprio quadro di riferimento.
11:02
Pasdaran confermano l’uccisione del capo della Marina: ‘Manteniamo il controllo di Hormuz’
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniano ha ufficialmente riconosciuto l’uccisione di Alireza Tangsiri, comandante della Marina dei pasdaran. Lo riporta la Bbc citando un comunicato dell’Irgc all’agenzia di stampa affiliata Tasnim. Israele aveva annunciato l’uccisione di Tangsiri quattro giorni fa, giovedì 26 marzo. Nel comunicato delle Guardie Rivoluzionarie si afferma che Tangsiri stava “organizzando le forze e rafforzando lo scudo difensivo delle isole e delle coste” ed è morto “a causa della gravità delle ferite riportate”. Il comunicato afferma inoltre che le forze della “Marina dell’Irgc”, nonostante l'”assenza” del comandante Tangsiri nei giorni scorsi, hanno inferto “colpi devastanti e mantenuto un controllo decisivo sullo Stretto di Hormuz”. L’Irgc ha promesso nel comunicato di “non fermarsi finché il nemico non sarà completamente distrutto”.
10:48
L’Iran minaccia di colpire le case dei funzionari Usa e israeliani in Medio Oriente
L’Iran ha dichiarato di voler colpire le abitazioni di funzionari militari e politici statunitensi e israeliani nella regione. Lo riporta SkyNews citando il portavoce dell’esercito iraniano, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, che ha parlato di possibile rappresaglia per i bombardamenti effettuati dai due Paesi contro le abitazioni in Iran.
10:40
Siria: ‘Vasto attacco droni alle nostre basi al confine Iraq’
L’esercito siriano ha dichiarato che oggi un attacco di droni su larga scala ha preso di mira le sue basi vicino al confine con l’Iraq. In una dichiarazione, l’esercito ha segnalato “un attacco su larga scala da parte di diversi droni che hanno preso di mira diverse basi militari vicino al confine iracheno all’alba di oggi”, aggiungendo che la maggior parte dei droni è stata intercettata. “Stiamo valutando le nostre opzioni e risponderemo in modo appropriato per neutralizzare qualsiasi minaccia e prevenire qualsiasi aggressione contro il territorio siriano”.
09:51
Idf: ‘Nuovo attacco dallo Yemen verso Israele’
L’esercito israeliano ha dichiarato che l’Iran ha lanciato diverse ondate di missili contro Israele e che un attacco è stato lanciato dallo Yemen, per la seconda volta dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele. Lo scrivono i media internazionali. Ha inoltre affermato che due droni provenienti dallo Yemen sono stati intercettati stamattina, senza però fornire ulteriori dettagli. La milizia Houthi yemenita, sostenuta dall’Iran, è entrata in guerra sabato, lanciando missili contro Israele e intensificando un conflitto che ha travolto il Medio Oriente.
09:00
Media: ‘La Spagna chiude lo spazio aereo ai voli coinvolti nel conflitto in Iran’
La Spagna non ha solo negato l’uso delle basi militari di Rota e Moron ma ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell’operazione militare contro l’Iran, segnando una posizione di netta distanza dall’intervento di Stati Uniti e Israele. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, secondo fonti militari e governative riportate oggi da El Pais. Il presidente del governo Pedro Sanchez lo ha dichiarato la scorsa settimana riferendo al Congresso sulla posizione di Madrid nel conflitto in Medio Oriente. “Abbiamo negato agli Stati Uniti l’uso delle basi di Rota e Moron per questa guerra illegale. Tutti i piani di volo che prevedono azioni legate all’operazione in Iran sono stati respinti. Tutti, compresi quelli degli aerei di rifornimento”. Il veto si estende quindi anche al sorvolo dello spazio aereo spagnolo da parte di bombardieri e aerei logistici coinvolti nell’operazione. E’ prevista un unica eccezione: situazioni di emergenza, in cui può essere autorizzato il transito o l’atterraggio. Restano invece attive le missioni statunitensi previste dagli accordi bilaterali, come il supporto logistico delle truppe Usa in Europa. Anche l’assistenza tecnica alla navigazione aerea, fornita dal centro di controllo di Siviglia, continua per voli che non entrano nello spazio aereo spagnolo ma che attraversano lo Stretto di Gibilterra, all’estremo sud della penisola iberica, come i bombardieri B-2 Spirit, che partono dalla base di Whiteman, nello Stato del Missouri, attaccano in Iran e ritornano in un volo di oltre 30 ore senza scali, segnala il quotidiano. La posizione di Madrid, maturata dopo settimane di negoziati con Washington, si fonda sulla mancanza di copertura giuridica internazionale all’intervento militare, in assenza di un mandato di Onu, Nato o Ue. Questo ha comportato il ritiro dal territorio spagnolo di diversi aerei cisterna statunitensi, chiave per le operazioni offensive. Tuttavia, Madrid continua a partecipare alle attività difensive della Nato, con la protezione di Paesi alleati e il monitoraggio delle minacce missilistiche. E collabora alla difesa di Turchia e Cipro, onorando gli impegni con l’Alleanza e la Ue.
08:47
Nyt: ‘A febbraio nuova arma Usa contro scuola e palestra in Iran, almeno 21 morti’
Il primo giorno di guerra con l’Iran, un’arma che presentava le caratteristiche di un missile balistico di nuova concezione di fabbricazione statunitense è stata utilizzata in un attacco che ha colpito una palestra e una scuola elementare adiacente, vicino a una base militare nel sud dell’Iran, secondo esperti di armi e un’analisi visiva del New York Times. Lo scrive il quotidiano statunitense. Funzionari locali citati dai media iraniani hanno affermato che questo attacco e altri avvenuti nelle vicinanze, nella città di Lamerd, hanno causato almeno 21 morti. L’attacco del 28 febbraio è avvenuto lo stesso giorno in cui un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito una scuola nella città di Minab, a diverse centinaia di chilometri di distanza, uccidendo 175 persone. Nel caso di Lamerd, tuttavia, si è trattato di un’arma non testata in combattimento. Il Nyt ha verificato i video di due attacchi a Lamerd, così come le riprese successive agli attacchi. I giornalisti del Times e gli esperti di munizioni hanno riscontrato che le caratteristiche dell’arma, le esplosioni e i danni sono compatibili con un missile balistico a corto raggio chiamato Precision Strike Missile, o PrSM, progettato per detonare appena sopra il bersaglio e proiettare piccoli proiettili di tungsteno verso l’esterno. I video che riprendono un attacco, in una zona residenziale a circa 270 metri dalla palestra e dalla scuola, mostrano l’arma in volo, con una sagoma distintiva che corrisponde al PrSM. Il missile esplode in una grande palla di fuoco a mezz’aria. Un altro video, ripreso da una telecamera di sicurezza situata proprio di fronte alla palestra, mostra l’attacco alla palestra e alla scuola adiacente. Sebbene il video non riprenda un missile in arrivo, mostra chiaramente un’esplosione appena sopra la struttura.
07:46
Trump: ‘Gli Usa potrebbero prendere il petrolio dell’Iran e Kharg’
Donald Trump vuole prendere il petrolio dell’Iran e potrebbe impadronirsi dell’hub di esportazione dell’isola di Kharg. In un’intervista al Financial Times, il presidente ha spiegato che la sua “preferenza sarebbe quella di prendere il petrolio”, paragonando la potenziale mossa a quanto fatto in Venezuela dopo gli Stati Uniti intendono controllare l’industria petrolifera “a tempo indeterminato”. “Potremmo prendere Kharg o potremmo non prenderla. Abbiamo molte opzioni”, ha aggiunto precisando che, a suo avviso, gli Stati Uniti potrebbero farlo “molto facilmente, Non penso che abbiano difese”.
07:45
Trump: ‘Oggi buone trattative con l’Iran, negoziamo direttamente e indirettamente’
Con l’Iran stiamo negoziando direttamente e indirettamente. Lo ha detto Donald Trump a bordo dell’Air Force One, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Oggi – ha aggiunto – ci sono state buone trattative con l’Iran.
02:43
Wsj: ‘Trump valuta una missione militare per recuperare l’uranio in Iran’
Donald Trump sta valutando un’operazione militare per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio in Iran. Una missione complessa che vedrebbe le forze americane operare all’interno del paese per giorni o per un periodo più lungo. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo cui il presidente non ha ancora deciso. Trump è consapevole dei rischi che una tale operazione comporta ma resta aperto all’idea. Il presidente e alcuni dei suoi alleati hanno detto privatamente che sarebbe possibile sequestrare l’uranio con un’operazione mirata che non allungherebbe la guerra, che si vorrebbe chiusa per la metà di aprile.
02:00
L’Iran colpisce un impianto di desalinizzazione in Kuwait, un morto
Un morto e ingenti danni materiali costituiscono il bilancio di un attacco iraniano sferrato contro un edificio di servizio di un impianto di produzione di energia elettrica e desalinizzazione dell’acqua in Kuwait. Lo ha riferito il Ministero dell’Elettricità kuwaitiano. La vittima è un cittadino indiano. Squadre di emergenza sono state immediatamente inviate sul posto per gestire le conseguenze dell’attacco e garantire il regolare proseguimento delle operazioni.
00:25
Unifil: ‘Ucciso un casco blu in un’esplosione nel sud del Libano’
“Un peace keeper è rimasto tragicamente ucciso in un esplosione in una postazione Unifil vicino ad Adchit Al Qusayr”, nel sud del Libano. “Un altro è rimasto gravemente ferito. Nessuno dovrebbe mai perdere la vita al servizio della causa della pace”. Lo rende noto la missione di pace Onu di stanza in Libano, precisando che “non si conoscono le circostanze dell’esplosione, ma è stata avviata un’indagine”. L’uomo era di nazionalità indonesiana, comunicano le autorità di Giacarta.
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