Un rapporto nato a tavola, “ci siamo piaciuti e ha deciso di farci beneficenza, di aiutarmi perché in quel momento ero incensurato”. In oltre due ore di interrogatorio, davanti ai pm della Dda di Roma, Mauro Caroccia ha ricostruito il suo rapporto con l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e la genesi della società “Le 5 Forchette” proprietaria del ristorante Bisteccheria d’Italia.
Un atto istruttorio, nell’ambito dell’indagine per riciclaggio e intestazione fittizia che coinvolge il braccio destro del clan Senese, avvenuto nelle stesse ore in cui il Comitato consultivo sulla condotta dei deputati ha formalizzato all’esponente di Fratelli d’Italia la sanzione per la pubblicazione non tempestiva nella dichiarazione patrimoniale delle sue quote poi cedute della società. Caroccia – che è stato portato a piazzale Clodio in manette dal carcere di Viterbo dove sta scontando una pena a 4 anni per reati di mafia – ha iniziato il confronto con i magistrati parlando del suo primo incontro con Delmastro. Nel giorno di San Valentino “non ricordo se del 2022 o del 2023” – ha raccontato – Delmastro si reca al locale Baffo, allora di proprietà di Caroccia.
“Voleva mangiare alla carta – ha spiegato il suo difensore, Fabrizio Gallo, lasciando la cittadella giudiziaria – ma c’era il menù fisso e quindi lo ha mandato via. Lui non sapeva chi fosse, poi quando lo ha visto in televisione ha pensato ‘ho cacciato dal mio locale un sottosegretario, non verrà più da me’ ma dopo due mesi si è ripresentato”. Delmastro diventa, quindi, un cliente abituale della steak house. “Si sono piaciuti, l’ha cominciato a frequentare e poi hanno deciso di aprire il ristorante quando Caroccia – ha aggiunto il penalista – non aveva più possibilità di poter continuare l’attività perché aveva avuto uno sfratto in quanto non aveva più capacità economica. L’apertura della società è stata una scelta per sentirsi più tranquillo: una parte della criminalità che lo vessava si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. I soldi li ha messi l’ex sottosegretario, è tutto tracciato”, aggiunge il penalista.
La srl viene fondata il 16 dicembre del 2024 davanti a un notaio di Biella. Nello studio sono presenti lo stesso Caroccia e la figlia Miriam che ne diventa azionista e amministratrice unica. “È come se ci avesse fatto beneficenza – ha raccontato l’indagato ai pm -. Io ero stato assolto con formula piena dai giudici di appello di Roma. Successivamente Delmastro, quando viene a scoprire della mia condanna, ha deciso di farsi da parte, di cedere le sue quote. In quella srl non c’è un centesimo della criminalità organizzata”. Nella bisteccheria di via Tuscolana l’ex braccio destro di Nordio avrebbe investito circa 45 mila euro per l’acquisto da una cittadina cinese delle attrezzature per allestire il locale. “Non so in questi mesi quanto ci ha guadagnato – afferma Gallo -. Anche il pagamento dell’affitto arrivava dal conto corrente a Biella dove venivano accreditati i guadagni dell’attività del ristorante. Andremo in Piemonte per capire la situazione contabile e faremo in modo di spostare la società a Roma”. Sempre mercoledì gli inquirenti hanno ascoltato anche la figlia di Caroccia. La 19enne ha riferito che nel ristorante lavorava come cameriera e si occupava anche delle pulizie. Della cessione delle quote da parte di Delmastro l’ha saputo leggendo i giornali. “Questa storia mi sta rovinando la vita – ha detto la ragazza agli inquirenti – ricevo minacce sui social, mi danno della mafiosa, sono distrutta. Io non ho fatto nulla di male. Ora cosa farò?”. Dopo gli interrogatori dei indagati, i pm proseguiranno con le audizioni, e dovranno valutare anche se sentire Delmastro.
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