“Sarebbe un’Italia povera e anche triste senza il contributo che date nelle varie forme della cultura. E se il nostro Paese trova strumenti di speranza, di sostegno, anche di orgoglio, è grazie a quello che fate”. Il presidente della Repubblica ha ricevuto al Quirinale la Siae, l’associazione che da 145 anni raccoglie autori ed editori, per parlare del ruolo della cultura e della necessità di proteggere i diritti d’autore ancor più oggi che è entrata in scena l’intelligenza artificiale.
Nel salone delle Feste del Quirinale Sergio Mattarella è stato circondato dall’affetto di personaggi del calibro di Paolo Sorrentino e Carlo Verdone in un colloquio che si è sviluppato tra il serio e l’informale, costellato da diversi sorrisi del presidente e più aperte risate del pubblico.
A rubare la scena è stato Diego Bianchi che, inusualmente in giacca e cravatta, ha scherzato con il capo dello Stato. “E’ rilassante non essere qui per consultazioni, incarichi, formazioni di governo e giuramenti, anche se devo dire che mi diverto sempre molto…non so lei. Secondo me – ha aggiunto il conduttore di “Propaganda live” – un po’ anche lei alla fine…”.
Alla nutrita presenza di personalità del mondo della musica, del cinema, del teatro, della radio e della televisione e delle arti figurative – Giuseppe Tornatore, Nicola Piovani, Marco Bellocchio, Ligabue, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Maurizio de Giovanni, Mogol, Madame, Anna Pepe, Emma Dante, Francesca Comencini, solo per citarne alcune – il capo dello Stato è entrato nel merito: “La Siae tutela gli autori, quindi difende, protegge, cura le esigenze della cultura. E’ certamente un contributo decisivo alla vita culturale, sociale, civile, economica del Paese, ma è anche un contributo – ha spiegato Mattarella in breve discorso – alla coscienza del nostro Paese, che è la cosa che lo fa andare avanti in maniera più positiva e più importante. Per questo il ringraziamento alla Siae è particolarmente sentito: i numeri sono significativi, 126.000 autori per 30 milioni di opere”.
Dopo l’introduzione iniziale del presidente della Siae, Salvatore Nastasi, a tirare le somme di questo evidente feeling tra il presidente e il mondo dell’arte è stato Paolo Sorrentino con una battuta tagliente: “se il pianeta fosse abitato solo da lei e dagli artisti, presidente, vivremmo gioiosi e pacifici, ma purtroppo ci sono anche gli altri”. Poi tanti selfie e strette di mano.
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